Vaccino Covid low cost realizzato con uova di gallina: come funziona

Laura Pellegrini

8 Aprile 2021 - 18:01

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Alcuni Paesi stanno sperimentando un nuovo vaccino contro il Covid-19 realizzato con le uova di gallina: come funziona e da quando si potrà utilizzare.

Vaccino Covid low cost realizzato con uova di gallina: come funziona

La nuova arma contro il Covid-19 è un vaccino prodotto con le uova di gallina: questo siero, ancora in fase di sperimentazione in alcuni Paesi del mondo, potrebbe segnare la svolta soprattutto per gli Stati più poveri.

La caratteristica peculiare del vaccino realizzato con le uova di gallina è la facile reperibilità delle sue componenti, che ne consentono una vendita a basso costo, oltre a favorirne la produzione su larga scala. La sua efficacia, secondo i primi risultati, parrebbe addirittura superiore agli attuali sieri utilizzati nel mondo.

Qual è il principio del vaccino Covid creato con le uova di gallina: come funziona il siero, a chi si rivolge e da quando verrà reso disponibile sul mercato.

Vaccino Covid con uova di gallina: come funziona

Si chiama NDV-HXP-S (acronimo di Newcastle Disease Virus) il nuovo vaccino contro il Covid realizzato - grazie alla collaborazione tra l’Università del Texas ad Austin, la Icahn School of Medicine a Mount Sinai di New York - con le uova di gallina, attualmente in fase di sperimentazione in Messico, Brasile, Thailandia e Vietnam. I primi esami realizzati in laboratorio hanno dimostrato un’efficacia superiore ai sieri sul mercato, legata proprio al fatto che questo vaccino utilizza una composizione molecolare innovativa in grado di creare anticorpi più potenti di quelli attuali.

Gli sviluppatori hanno spiegato che grazie a una proteina altamente specializzata (messa a punto a partire dalla proteina Spike) chiamata HexaPro, viene indotta una risposta immunitaria.

Come ha spiegato la professoressa Rubartelli, docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e membro del gruppo Scienziate per la Società, “viene utilizzato il virus della malattia di Newcastle, virus aviario assolutamente innocuo per l’uomo, usato anche per altri vaccini”, soprattutto antinfluenzali. “A questo virus viene aggiunto il pezzetto di Dna che serve per fare la proteina Spike modificata a sei proline ”, ha proseguito l’esperta.

Oltre alla sostituzione di 2 proline (2P come avviene per i sieri di Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson), infatti, è prevista anche la sostituzione di 4 ulteriori proline. Questa struttura della proteina HexaPro, secondo alcuni studi basati sul coronavirus della MERS, è risultata più stabile del 2P, oltre che più resistente al calore e alle sostanze chimiche.

Nella coltura cellulare, questo si è tradotto in un aumento di oltre dieci volte della resa rispetto ai costrutti di Spike di prima generazione utilizzati negli attuali vaccini”, ha dichiarato Ilya Finkelstein che insieme a McLellan e Jennifer Maynard ha collaborato allo sviluppo di HexaPro. “Se questo vale per NDV-HXP-S, HexaPro ci porterà un passo avanti verso la risoluzione dell’ampia disparità nell’accesso ai vaccini ”, ha aggiunto.

Uova di gallina: da dove deriva l’idea

Le componenti principali di questo nuovo vaccino che cerca di contrastare il Covid-19, come abbiamo detto, sono le uova di gallina, ma l’intuizione risale a qualche anno prima.

Nel 2015, Jason McLellan, un biologo strutturale allora alla Geisel School of Medicine di Dartmouth, e i suoi colleghi, avevano deciso di sperimentare un vaccino contro il coronavirus della MERS, che provocava lo sviluppo di una grave forma di polmonite. Decisero, quindi, di realizzare un siero usando come bersaglio la proteina Spike, ma dovettero fare i conti con le sue mutazioni. Per tenere bloccata la proteina bisognava cambiare due degli oltre 1.000 elementi che la costituiscono: i cosiddetti 2P.

Il team aveva presentato un brevetto per la proteina Spike modificata, ma il mondo aveva dato poco seguito alla scoperta, fino allo scoppio della pandemia di Covid-19. Molte aziende farmaceutiche, quindi, hanno ripreso il sistema a 2P per realizzare i loro vaccini.

Ma il dottor McLellan non era ancora soddisfatto e voleva creare un vaccino a basso costo anche per i Paesi più poveri. Di qui, è nata la collaborazione con i biologi dell’Università del Texas, Ilya Finkelstein e Jennifer Maynard e con i finanziamenti della Gates Foundation, per la creazione del vaccino NDV-HXP-S. Sviluppando ulteriori studi, il dottore ha realizzato la nuova proteina Spike HexaPro, a sei proline. Il brevetto è stato poi liberalizzato per permettere ai laboratori di 80 Paesi a basso e medio reddito di produrre questo siero senza pagare royalty.

Perché i costi sono minori?

Il costo particolarmente basso non deve trarre in inganno: questo vaccino sfrutta componenti molto più convenienti di quelle utilizzate per produrre, ad esempio, il siero Moderna. Il vaccino NDV-HXP-S, infatti, viene prodotto utilizzando le uova di gallina, mentre il siero di Moderna necessita di impianti specializzati e componenti costose (cioè dei blocchi genetici chiamati nucleotidi e un acido grasso su misura per costruire una bolla ai blocchi).

Ma l’utilizzo delle uova di gallina per curare alcune malattie o infezioni non è da considerarsi una novità: sin dagli anni ’50, infatti, questo prodotto veniva utilizzato per curare diverse forme di influenza.

Rispetto ai sieri realizzati a mRNA, inoltre, il vaccino basato sulle uova di gallina supera anche gli ostacoli legati alla conservazione: riesce a resistere a temperature di frigorifero, tra i 2 e gli 8 gradi.

La facilità nel reperire la materia prima per la produzione, ovvero le uova di gallina, potrebbe favorire anche la produzione: secondo le stime del New York Times, infatti, si potrebbe arrivare a produrre fino a un miliardo di dosi all’anno. Basti pensare che un solo uovo permette di produrre da cinque a dieci dosi di vaccino NDV-HXP-S.

Vaccino con uova di gallina: da quando in Italia?

Attualmente questo vaccino del tutto innovativo contro il Covid-19 è in fase di sperimentazione: prima di poterlo acquistare e utilizzare, quindi, bisognerà attendere il completamento della prima fase di test clinici, che termineranno verso il mese di luglio. In seguito si proseguiranno gli studi e dovranno trascorrere ulteriori mesi per concludere definitivamente le sperimentazioni.

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