Vaccino Pfizer: a novembre l’EMA segnalava “problemi”

Marco Ciotola

16/01/2021

23/06/2021 - 13:13

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In uno scambio di mail interne, lo scorso novembre l’EMA indicava “integrità dell’mRna inferiore rispetto alle dosi usate nei trials”. Lo rivela Report

Giallo sul vaccino Pfizer. Dalla trasmissione della Rai, Report, è stato infatti messo in evidenza un lungo scambio di mail interne all’EMA, ovvero l’Agenzia europea per i medicinali, quella che decide per l’approvazione o meno dei farmaci.

Ebbene da quelle mail - spiegano da Report - si evince chiaramente come appena lo scorso novembre fossero stati messi in luce importanti problemi di qualità del vaccino Pfizer.

Nello specifico, degli scambi si cita una “integrità dell’mRna inferiore rispetto alle dosi usate nei trials”. Una vicenda destinata a far discutere nei prossimi giorni, anche se sia la stessa EMA che Pfizer hanno subito replicato di aver superato quei problemi indicati nelle mail.

Va ricordato che l’EMA ha dato l’ok al vaccino anti-Covid realizzato da Pfizer e BioNTech lo scorso 21 dicembre.

Vaccino Pfizer: a novembre l’EMA evidenziava “problemi”

La redazione di Report - che ha lavorato insieme ai giornalisti investigativi del progetto Behind the pledge - ha già ribattezzato la vicenda con l’etichetta giornalistica EMA Leaks.

Il riferimento è alle comunicazioni interne all’EMA emerse nelle ultime ore; da queste si evidenzia che diversi lotti del vaccino Pfizer mostravano un’integrità dell’mRna inferiore rispetto alle dosi usate nei trials.


Uno dei documenti che riportano le comunicazioni interne all’EMA, diffuse in esclusiva dalla trasmissione Report in collaborazione con il gruppo giornalistico investigativo Behind the pledge. Dall’EMA stessa hanno tuttavia precisato che alcuni dati potrebbero essere stati manipolati.

Tra il 10 e il 25 novembre quindi l’Agenzia Europea che ha il compito di approvare i farmaci rivelava “differenze nel livello di integrità dell’mRna”. In particolare, Report cita uno stralcio di conversazione dello scorso 23 novembre che vede un funzionario parlare di “punto critico” :

“I vaccini utilizzati negli studi clinici avevano tra il 69% e l’81% di Rna ’intatto’. Al contrario, i dati sui lotti prodotti nelle linee di produzione hanno rivelato percentuali inferiori, in media al 59%. Si tratta di un punto critico”.

Problemi collegati ai ritardi nelle consegne?

La notizia arriva proprio nelle stesse ore in cui imperversa un’altra polemica, quella successiva all’annuncio di Pfizer relativo alla riduzione delle consegne europee del farmaco.

Nelle prossime settimane infatti l’approvvigionamento delle dosi del vaccino potrebbe subire dei ritardi, come confermato dalle istituzioni Ue, pronte a ufficializzare che “Pfizer non sarà in grado di soddisfare pienamente i quantitativi di consegna promessi per le prossime tre o quattro settimane, a causa di lavori di ristrutturazione dell’impianto di Puurs”.

Una circostanza che lo stesso colosso farmaceutico commenta come del tutto slegata dalle passate osservazioni dell’Ema sul preparato. Mentre l’EMA, interpellata da Report, ha dichiarato che tutti i problemi sono stati risolti nel tempo:

“Durante la valutazione sono state sollevate questioni relative all’integrità dell’mRNA per il vaccino [...] ma l’azienda è stata in grado di risolvere questi problemi e fornire le informazioni e i dati necessari per emettere la raccomandazione positiva per l’autorizzazione”.

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