Vaccinazione Regno Unito: perché rischia di essere un flop. E far salire i contagi

Violetta Silvestri

2 Gennaio 2021 - 16:19

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Il Regno Unito cambia i protocolli di somministrazione del vaccino per accelerare la copertura immunitaria: il rischio, però, è di cadere in un pericoloso flop.

Vaccinazione Regno Unito: perché rischia di essere un flop. E far salire i contagi

Nella corsa sfrenata al vaccino è successo anche questo: il Regno Unito ha deciso di cambiare i protocolli di somministrazione delle dosi.

Cosa significa? L’agenzia nazionale della sanità ha dato priorità alla diffusione della prima iniezione a più persone possibili, ritardando oltre i tempi stabiliti dalla scienza la somministrazione della seconda dose.

Una mossa vincente, contro i contagi in aumento con la variante inglese, o un azzardo pericoloso? Ecco perché la vaccinazione anti-Covid nel Regno Unito rischia di essere un flop.

Nel Regno Unito la vaccinazione cambia le regole

Più di 500.000 persone che sono state vaccinate contro il Covid-19 vedranno la loro seconda dose ritardata fino a 12 settimane nel Regno Unito. Il NHS ha infatti rivisto le regole di iniezione con lo scopo di fermare il crescente numero di vittime da coronavirus nella nazione.

Questo cambiamento di rotta significa che ora si darà la priorità alla somministrazione a quante più persone possibili della prima dose del vaccino Oxford-AstraZeneca e Pfizer-BioNTech, in modo da massimizzare il numero di immunizzati. Il vaccino a disposizione, infatti, sarà utilizzato per la prima puntura, senza conteggiare le dosi necessarie per la seconda.

I destinatari riceveranno comunque le due dosi per conferire la piena immunità, ma ora la seconda sarà ritardata, nella maggior parte dei casi da 11 a 12 settimane dopo la prima. Il protocollo prevede un periodo di tempo tra le due iniezioni di quattro settimane.

Il piano sarà davvero efficace? Non pochi esperti e medici stanno dubitando della strategia.

Perché il Regno Unito rischia il flop con il vaccino

Se da una parte a Londra si festeggia per l’annuncio di 2 milioni di dosi AstraZeneca a settimana entro metà gennaio, dall’altra aumentano le riflessioni sulla decisione di ritardare la seconda dose.

La scienza è scettica, poiché gli studi sperimentali sul vaccino anti-Covid hanno evidenziato la piena funzionalità grazie agli anticorpi sviluppati con entrambe le dosi. Allungare la seconda iniezione a tre mesi di distanza dalla prima potrebbe tradursi in maggiore probabilità di contagio mentre si attende la dose finale.

Anthony Fauci ha espresso tutto il suo disappunto: “Non sono a favore e negli USA continueremo a fare quello che si sta facendo”.

Opinione simile dell’italiano Massimo Galli, dell’Ospedale Sacco di Milano:

“L’efficacia è stata provata sulla base di un protocollo. Loro [ gli inglesi] non si stanno attenendo alle indicazioni e questo metodo può andare benissimo - e a quel punto avranno vinto un terno al lotto - oppure può andare male, con il rischio che alcune persone a cui non era bastata la prima dose di vaccino si reinfettino

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