Dazi: Usa rinviano stretta su prodotti tech

Slitta la nuova imposta del 10% sulle importazioni cinesi per alcuni prodotti tecnologici, tra cui computer, laptop e cellulari. I dettagli

Dazi: Usa rinviano stretta su prodotti tech

Washington posticipa la nuova ondata di dazi al 10% sulle importazioni cinesi per diversi prodotti del comparto tech. A riferirlo è il rappresentante Usa per il Commercio, che ha indicato la data del 15 dicembre come nuova linea di partenza per le imposte, inizialmente previste per settembre.

Tra le importazioni con diritto alla ’proroga’ USA rientrano computer, laptop, console per videogiochi, cellulari, schermi per computer e diversi giocattoli, ma anche prodotti non tecnologici come calzature e abbigliamento.

In più, dagli Stati Uniti hanno fatto sapere che una seconda lista di prodotti - di cui sarebbe imminente la diffusione pubblica - verrà completamente esentata dai dazi. Questo - spiegano da Washington - avverrà sulla base di “motivi di salute, sicurezza e altri fattori”.

Ai mercati non è certo sfuggita la notizia, a cui si sono aggiunte anche voci di un presunto dialogo telefonico sull’asse Washington-Pechino, possibile origine del rinvio stabilito qualche ora fa.

Guerra dei dazi: Usa rinviano stretta su prodotti tech

La proroga decisa dagli USA sembra studiata per evitare blocchi o aumenti di prezzo a sfavore dei consumatori americani che si recano negli ultimi quattro mesi dell’anno sul territorio cinese.

Sulla scia della notizia del rinvio, molti colossi del comparto tech come Apple e Best Buy hanno fatto registrare notevoli rialzi in Borsa, tra il 5 e l’8%.
Lo slittamento significa infatti anche che le vendite di elettronica - oltre a quelle di giocattoli e vestiario - non saranno ancora soggette a dazi nel periodo d’acquisti pre-natalizio.

La decisione potrebbe derivare dal colloquio telefonico sull’asse Washington-Pechino di scena nelle ultime ore. A comunicare tra loro sarebbero stati il vice premier cinese Liu He con il rappresentante commerciale USA Robert Lighthizer e il segretario al tesoro Steven Mnuchin, secondo quanto scritto sul sito del Ministero del Commercio.

A confermare la notizia anche l’agenzia di stampa cinese Xinhua, che ha riferito di un contatto tra il vice premier cinese e i delegati della Casa Bianca ai commercio.

Un altro colloquio telefonico tra le parti sarebbe inoltre previsto tra due settimane. Si tratta di uno spiraglio importante sul fronte guerra commerciale, che secondo l’FMI rappresenta uno dei maggiori rischi per l’economia globale, potenzialmente in grado di portare gli Stati Uniti verso una recessione.

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