Stati Uniti: Fed, pochi dubbi sulla stretta a dicembre, e nel 2019?

A dicembre, anche alla luce delle indicazioni arrivate oggi dalle retribuzioni, la Federal Reserve alzerà il costo del denaro. Nel 2019, con le tensioni sui mercati che sono destinate ad aumentare, è probabile un approccio “wait and see”

Stati Uniti: Fed, pochi dubbi sulla stretta a dicembre, e nel 2019?

Anche se di poco inferiori alle stime, le indicazioni arrivate oggi dal mercato del lavoro statunitense confermano che la prima economia è in buona salute. Il tasso di disoccupazione nel mese di novembre si è confermato al 3,7%, il livello minore dal 1969, mentre le buste paga nei settori non agricoli, le c.d. non-farm payrolls, sono salite di 155 mila unità, circa 50 mila in meno rispetto al consenso.

In un contesto decisamente vicino alla piena occupazione riveste particolare importanza l’andamento delle retribuzioni che, con un +0,2% mensile, si è confermato al +3,1% annuo.

Stretta sui tassi a dicembre, poi si vedrà

“La crescita dei salari sullo stesso ritmo del mese precedente impone alla Fed di agire con un rialzo dei tassi d’interesse a dicembre, nonostante le recenti minacce arrivate dai mercati”, ha detto Vincenzo Longo, Market Strategist di IG.

Dello stesso avviso James Knightley, Chief International Economist di ING, che sottolinea le difficoltà degli imprenditori a reperire mano d’opera: secondo i dati elaborati dalla National Federation of Independent Businesses, il tasso di aziende che non riesce a coprire i posti vacanti si conferma ai massimi storici.

“L’andamento delle payrolls a novembre è risultato contenuto, in parte a causa della mancanza di lavoratori da assumere. Le pressioni in arrivo dalle retribuzioni stanno aumentando e spingeranno al rialzo il tasso di inflazione ‘core’ (quello calcolato al netto delle componenti più volatili, ndr) e favoriranno il rialzo dei tassi della Fed”.

Per quanto riguarda la stretta sui tassi nel meeting di dicembre, stimata al 76,6% dal CME FedWatch Tool, “crediamo che rimanga sul tavolo, mentre il prossimo anno tutto sarà legato all’evoluzione della guerra commerciale tra Usa e Cina, alla Brexit e al rischio di un rallentamento dell’economia globale più in generale”.

Tensioni in aumento nel 2019

Nel 2019, continua Longo, “probabilmente i rialzi saranno limitati a uno, con un approccio ‘wait and see’ della Banca centrale statunitense visti i crescenti downside risk a livello globale”.

L’anno prossimo, conclude Knightley, oltre all’inflazione ci saranno altri fattori avversi come “la riduzione delle politiche fiscali espansive, un rafforzamento del dollaro e le tensioni commerciali”. Nonostante questo, “continuiamo a stimare altri 3 rialzi dei tassi da 25 punti base”.

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