Stati Uniti-Cina: Trump, “Pechino manipola la valuta”

La Guerra commerciale invade il mercato delle valute. Duro botta e risposta Usa-Cina: i primi accusano Pechino di manipolare la valuta, per il Dragone gli Usa minacciano l’ordine internazionale.

Stati Uniti-Cina: Trump, “Pechino manipola la valuta”

Pechino manipola la sua valuta. Dopo i minimi da 11 anni fatti toccare allo yuan nei confronti del dollaro, una mossa che dovrebbe aiutare l’economia del Dragone a mitigare gli effetti negativi dei nuovi dazi annunciati da Trump, l’amministrazione statunitense ha inserito la Cina nella lista dei Paesi che “manipolano la propria valuta”.

Della lista fanno parte quei Paesi che, in un modo o nell’altro intervengono nella fissazione del tasso di cambio della propria valuta per influenzarne l’andamento e la politica commerciale.

Guerra commerciale e valutaria: questi i tre elementi chiave

Tre sono i criteri utilizzati dal Tesoro usa per includere un Paese nella lista: interventi sul mercato valutario, forti surplus commerciali con gli Usa e cospicui avanzi delle partite correnti.

In linea con i dettami del provvedimento che risale al 1988, gli Stati Uniti hanno valutato che Corea del Sud (nel 1988), Taiwan (nel 1988 e nel 1992) e Cina (dal 1992 al 1994 e da ieri) manipolano la loro valuta e, di conseguenza, il Segretario Steven Mnuchin “si rivolgerà al Fondo monetario internazionale per eliminare il vantaggio ingiustamente accumulato” (secondo un’analisti del 2017 elaborata dalla testata The Economist, dal 2009 la Svizzera ha manipolato la sua valuta più della Cina).

Nonostante le promesse in campagna elettorale, l’amministrazione Trump finora, in cinque occasioni, aveva evitato di definire il Regno di Mezzo un Paese manipolatore.

Guerra commerciale e valutaria: Stati Uniti, Cina manipola valuta

L’amministrazione Trump ha definito la Cina “manipolatrice di valuta” dopo che la Banca centrale ha permesso allo yuan di svalutarsi oltre quota 7 yuan per dollaro
(Guerra commerciale: Yuan ai minimi dal 2008, Pechino sfida Trump sulle valute?).

La decisione dell’amministrazione statunitense, presa ieri, segue le numerose dichiarazioni del Potus, diffuse come spesso accade, via Twitter.

Guerra commerciale e valutaria: e se Pechino non stesse intervenendo?

Quella del Dipartimento del Tesoro statunitense sembrerebbe essere una mossa simbolica per giustificare una nuova escalation dei dazi.

Si tratta di una misura, ha detto Eswar Prasad della Cornell University, che “ci dice che la guerra commerciale si sta evolvendo in una guerra economica totale tra i due Paesi”.

Secondo il Dipartimento il Tesoro a stelle e strisce, “la Cina ha una lunga tradizione di manipolazione e svalutazione della moneta” tramite interventi sul mercato. “Negli ultimi giorni, la Cina ha messo in campo azioni concrete per svalutare la sua valuta”.

Secondo alcuni commentatori, l’indebolimento della divisa del Dragone è esclusivamente riconducibile allo stop da parte delle autorità cinesi agli interventi sul mercato.

Attuati per evitare che un’eccessiva svalutazione possa innescare fughe di capitali e comprometterebbe il piano per far diventare lo yuan una valuta di riserva, gli interventi sarebbero stati messi in pausa.

“Non stanno svalutando la valuta, stanno lasciando il mercato libero di muoversi”, ha detto Marc Chandler di Bannockburn Global Forex.

Guerra commerciale e valutaria: Cina, Usa minacciano ordine internazionale

Con una decisione del genere, riporta il quotidiano ufficiale statale cinese, gli Stati Uniti stanno "deliberatamente” distruggendo l’ordine internazionale.

I grandi Paesi hanno un responsabilità, si legge nell’editoriale del “Quotidiano del Popolo”, devono garantire al mondo stabilità e certezza. «Ma negli Stati Uniti c’è qualcuno che si comporta in maniera contraria».

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