USA-Cina: a che punto è la guerra commerciale?

I rapporti tra Stati Uniti e Cina restano osservati speciali dei mercati. A che punto è la guerra commerciale tra le due potenze? Il rinnovo dell’accordo è in stallo, mentre proseguono le misure contro Huawei. Le novità

USA-Cina: a che punto è la guerra commerciale?

USA-Cina: non cambia il clima tra le due potenze. Resta alta la tensione e la guerra commerciale non è ancora terminata.

Dopo la notizia dei mancati colloqui per rinnovare l’accordo, con una data ancora da definire, Pechino e Washington restano lontane dal raggiungimento di progressi significativi verso una nuova intesa.

A poco più di sei mesi dall’entrata in vigore del tanto atteso accordo Fase 1, il panorama è stato stravolto. Le relazioni USA-Cina sono sempre più tese e il commercio globale è stato gravemente ostacolato dalla pandemia di virus.

Non solo affari economici e scambi di beni e servizi: la contesa tra le due superpotenze riguarda ormai l’epidemia, lo scenario di Hong Kong, Taiwan, la questione diritti umani, la tensione sulle app, in primis Tik Tok.

Cosa aspettarsi, quindi, sulla guerra commerciale in questo scenario inquieto?

Guerra commerciale, è stallo: una buona notizia?

Senza una data ufficiale per i colloqui tra Cina e Stati Uniti la guerra delle tariffe appare bloccata in uno stato di mancato progresso.

Secondo alcuni analisti, visto il divario che si è venuto a creare tra la Cina e gli Stati Uniti in questa estate, ottenere ulteriori e significativi progressi nel prossimo ciclo di incontri potrebbe essere davvero molto difficile.

Tuttavia, questo “tempo sospeso” senza un rinnovo della Fase 1 potrebbe giocare a favore dei due rivali. E, quindi, dei mercati. Anzi, potrebbe essere una tattica seguita al momento sia da Pechino che da Washington.

L’impegno della Cina ad acquistare almeno 200 miliardi di dollari in più di beni e servizi statunitensi durante il 2020 e il 2021 è uno dei motivi di preoccupazione in caso di colloqui.

Nella prima metà del 2020, la Cina ha acquistato meno del 25% della quantità prevista per l’intero anno di prodotti statunitensi.

Già prima della firma dell’accordo, alcuni esperti del settore hanno affermato che l’obiettivo appariva abbastanza irrealistico. Ora, è diventato ancora più difficile da raggiungere, con il crollo causato dal coronavirus sia nell’economia cinese che in quella statunitense.

Concedere maggiore tempo ai cinesi per incrementare gli acquisti potrebbe essere la scelta giusta.

D’altronde anche Trump potrebbe preferire posticipare i colloqui, piuttosto che dover affermare il fallimento, in questa fase delicata con le elezioni alle porte, di una parte dell’accordo.

Mettere in evidenza che la Cina non riesce ad acquistare i beni promessi potrebbe essere visto come un segnale di sconfitta negoziale dello stesso presidente USA, che invece vuole emergere come assoluto vincitore in questa infinita lotta contro la Cina.

USA-Cina: tensioni al massimo su Huawei

A ricordare il clima teso da guerra commerciale è tornata la politica USA contro Huawei.

L’amministrazione Trump ha annunciato lunedì 17 agosto che rafforzerà ulteriormente le restrizioni su Huawei Technologies, con l’obiettivo di reprimere il suo accesso ai chip disponibili in commercio.

Il segretario di Stato Pompeo ha dichiarato:

“Huawei è un braccio dello stato di sorveglianza del Partito Comunista Cinese (PCC) e abbiamo agito di conseguenza. Non tollereremo gli sforzi del PCC per minare la privacy dei nostri cittadini, la proprietà intellettuale delle nostre imprese o l’integrità delle reti di prossima generazione in tutto il mondo”.

Le nuove regole sui chip serviranno per evitare che Huawei possa raggirare le misure di controllo, come fatto finora.

Quello di Huawei, come la questione dell’accordo commerciale sugli acquisti dei beni, è solo una delle tante vicende aperte nella guerra tra USA e Cina.

La tensione c’è, come si evolverà?

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