Il mercato crede nella Fed: il grafico della settimana

Luca Fiore

Commenta

Le aspettative di inflazione negli Stati Uniti sono in calo: il mercato ritiene che gli interventi della banca centrale Usa riusciranno a spingere al ribasso i prezzi al consumo.

Il mercato crede nella Fed: il grafico della settimana

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

Il mercato si fida della Federal Reserve. Anche se le ultime indicazioni in arrivo dai prezzi al consumo e da quelli alla produzione hanno fatto storcere il naso agli operatori (in entrambi i casi il rallentamento è risultato inferiore rispetto alle stime), a livello generale l’azione della banca centrale guidata da Jerome Powell, confermato alla guida per altri 4 anni, sembrerebbe in grado di fermare la corsa dell’inflazione Usa.

Ai massimi da 40 anni all’8,3% ad aprile (era l’8,5% a marzo), l’inflazione rappresenta il primo dei pensieri della Federal Reserve: dopo l’incremento del tasso benchmark dello 0,5% messo in campo la scorsa settimana, a cui si aggiunge la riduzione del bilancio (prima -47,5 miliardi al mese, poi -95 miliardi), anche nelle prossime due riunioni la stretta è vista a 50 punti base.

Per quanto riguarda il meeting del 15 giugno, il CME FedWatch Tool valuta l’opzione +50pb all’87,2% mentre il dato si attesta all’84,9% nel caso della riunione in calendario il 27 luglio. E, alla luce di un’inflazione che sembrerebbe fare più fatica del previsto a scendere, è probabile che anche a settembre la stretta superi i canonici 25 punti base.

Gli operatori si attendono un calo dell’inflazione Usa

Oltre il 3% il 21 aprile (3,02%), le aspettative di inflazione a 10 anni misurate dal “10-Year Breakeven Inflation Rate” (T10YIE) ora si attestano al 2,59%.

Fonte: Federal Reserve Bank of St. Louis

Basato sullo “spread” tra i rendimenti nominali dei Treasury e quelli dei titoli indicizzati, si tratta di un indice che ci segnala le aspettative del mercato sull’andamento dei prezzi: questa contrazione è sinonimo di fiducia del mercato in un progressivo rientro dell’allarme-prezzi.

Il decennale Usa tende a registrare un andamento analogo: dopo esser salito al 3,2% ad inizio settimana, ora il titolo simbolo del mercato dei bond quota sotto il 2,9%.

«Probabilmente ci stiamo avvicinando al picco in termini di rendimenti», ha detto John Madziyire, senior portfolio manager di Vanguard.

“I rendimenti -ha proseguito l’esperto- possono ancora aumentare a causa dell’elevata volatilità, ma probabilmente ci stiamo avvicinando a un punto in cui i massimi in termini di rendimenti sono già stati prezzati".

Commenti

0

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Nessun commento: scrivi tu il primo.

Cerca la tua Azienda su