Quest’uomo ha restituito l’auto all’età di 94 anni non potendo più guidarla, ma come previsto dal contratto ha dovuto continuare a pagare 700 euro al mese.
Il leasing auto è sempre più popolare e offre numerosi vantaggi ai conducenti, ma ha anche qualche insidia. Prima di sottoscrivere questo contratto, oltre a un’analisi approfondita di vantaggi e svantaggi, è bene controllare con attenzione tutte le condizioni e le tutele. È meglio prevenire che trovarsi poi in situazioni spiacevoli, come questo pensionato francese. All’età di 94 anni non può più guidare per problemi di salute ma deve comunque pagare 700 euro al mese per l’auto, fino alla scadenza contrattuale prevista. La vicenda, che potrebbe finire nelle aule di tribunale, pone l’accento su una tematica attuale e riguardante moltissime persone.
Da quanto riportato nei media francesi, sappiamo che il nipote del protagonista sta valutando delle azioni legali contro la società di leasing, lamentando politiche discriminatorie nei confronti dei clienti più anziani. La società in questione ha detto ai media di star valutando le proprie soluzioni, perciò al momento non si sa come si svilupperà la vicenda. Al di là del caso specifico, però, è utile sapere quali sono le regole da conoscere per evitare o quantomeno affrontare queste situazioni con maggiore consapevolezza.
Leasing, come funziona la restituzione anticipata?
La durata del contratto di leasing auto non è un elemento di poco conto, tanto per il conducente quanto per il concedente. Pur non essendo obbligatorio, questo contratto prevede sempre una durata minima e una massima, senza le quali perderebbe ogni presupposto e convenienza. Se il leasing non avesse una durata minima, spesso di 1 o 2 anni, e una massima (in genere intorno ai 5 anni) non avrebbe più alcun senso la possibilità di riscatto del bene, senza cui il contratto sarebbe di noleggio a lungo termine.
Quest’ultimo prevede condizioni diverse e apposite, con una durata e soprattutto un chilometraggio prestabiliti, essendo comunque predisposto con pagamenti periodici. In altri termini, tanto per il leasing quanto per il Ntc le società necessitano di una durata minima per ammortizzare le spese, che sia ragionevole rispetto alle esigenze del cliente. La differenza è soltanto che spesso recedere anticipatamente dal contratto di leasing è più oneroso, ma le regole sono assai simili.
Ogni contratto ha delle clausole specifiche, anche a seconda delle personalizzazioni fatte, ma in genere sono previste delle penali per il recesso anticipato (insieme a spese ulteriori). Questi costi aggiuntivi servono a scoraggiare le disdette e soprattutto a compensare l’interruzione del contratto. Per quanto spiacevoli, sono generalmente legittimi se previsti nel contratto sottoscritto dalle parti. Nella stragrande maggioranza dei casi, inoltre, non sono previste particolari clausole di tutela o per eventi particolari, a meno che siano espressamente concordate.
Come fare?
Limitare i disagi con il leasing e il noleggio a lungo termine dell’auto è possibile sostanzialmente attraverso la negoziazione prima di sottoscrivere il contratto (ma considerando la sproporzione tra le parti è assai difficile) oppure con la stipula di una polizza assicurativa. Diversi contraenti scelgono un’assicurazione che consente loro di coprire le spese in caso di alcuni eventi, come la malattia o l’impossibilità di guidare, a fronte di un pagamento aggiuntivo ovviamente.
Per terminare prima il contratto, altrimenti, bisogna pagare la penale prevista o in alternativa continuare a corrispondere il costo pattuito per il periodo minimo stabilito. Le penali non sono obbligatorie, seppur molto diffuse, quindi è bene verificare attentamente le condizioni. In ogni caso, il recesso anticipato deve essere comunicato con una raccomandata a/r (o una pec) con almeno 60 giorni di preavviso, sempre che il contratto non preveda un termine diverso, ed è valido soltanto con il saldo dei canoni scaduti se non già pagati.
Oltre a questo, indipendentemente da eventuali penali, bisogna sempre corrispondere le spese amministrative di chiusura della pratica. Di fatto, è sempre utile cercare un dialogo per risolvere la questione con un compromesso soddisfacente per entrambe le parti. Se il proseguimento del contratto diventa troppo oneroso per via di “eventi straordinari e imprevedibili” è possibile anche chiedere la risoluzione in tribunale, sapendo che viene comunque data priorità al tentativo di accordo, attraverso l’introduzione di condizioni contrattuali eque.
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