Unilever ritira pubblicità da Facebook e Twitter

Il colosso olandese avvia il suo personale boicottaggio dei social: “Diffondono odio e contenuti divisivi”. Si unisce anche Coca Cola

Unilever ritira pubblicità da Facebook e Twitter

Unilever ritira la sua pubblicità da Facebook e Twitter. La scelta del colosso olandese-britannico può essere letta a tutti gli effetti come un boicottaggio.

Nasce infatti dalla volontà della compagnia di distaccarsi dai social di Zuckerberg e Dorsey, colpevoli di dare spazio a “discorsi d’odio e contenuti divisivi”.

La compagnia con sede a Londra e titolare di centinaia di grossi marchi - che comprendono colossi come Lipton, Kraft e Algida - non diffonderà più annunci sulle due piattaforme negli Stati Uniti per tutto il 2020:

“Fare ancora pubblicità su queste piattaforme in un periodo simile non ci garantisce alcun valore. Tra contenuti polarizzati e ed elezioni alle porte negli Stati Uniti, occorre unirsi in un impegno sempre più importante contro i discorsi d’odio”,

ha dichiarato il vicepresidente della compagnia Luis Di Como.

La polemica relativa ai contenuti controversi sui social non è di certo nuova, e sono molte le grandi compagnie che hanno deciso di dare un segnale ritirando i loro annunci.

Su tutte si pensi a Verizon e all’ultima entrata Coca Cola, che proprio nelle ultimissime ore ha annunciato il boicottaggio di Facebook, Twitter, Yotube e molti altri social, che ritiene immobili rispetto alla problematica dell’hate speech.

Unilever ritira pubblicità da Facebook e Twitter

Per anni, Twitter e il gruppo Facebook sono stati visti come indispensabili sul fronte della pubblicità digitale per i grandi marchi.

Malgrado non siano mai mancate, anche in passato, controversie relative ai contenuti divisivi diffusi, il passaggio sulle piattaforme appariva praticamente come obbligato se si intendeva raggiungere il grande pubblico dei social network.

Ma negli ultimi mesi lo scenario sta cambiando rapidamente. Soprattutto Facebook sta affrontando una nuova campagna di pressione da parte degli inserzionisti, e un numero crescente di grandi aziende si è unito al boicottaggio pubblicitario come espressione di un distanziamento forte dai discorsi d’odio e dalla disinformazione propagati dal social di Mark Zuckerberg.

Il culmine di questa tendenza si è raggiunto nel tardo pomeriggio di ieri, quando il gigante Unilever ha annunciato l’azzeramento della spesa pubblicitaria per tutto l’anno su Facebook e Twitter.

Un annuncio sufficiente a far scivolare le azioni di entrambe le società e lasciare spazio alla previsione di un potenziale effetto domino tra i grandi inserzionisti.
E dopo The North Face e Patagonia, la campagna #StopHateForProfit si presenta ora come una concreta minaccia che Facebook non può davvero ignorare.

La scorsa settimana, la compagnia ha spiegato che sta lavorando per colmare un “deficit di fiducia”, e ha inoltrato diverse e-mail agli inserzionisti nella speranza di contenere il trend negativo. Ieri lo stesso Zuckerberg ha promesso di vietare pubblicità che veicolano odio e di etichettare i post controversi dei politici.

Eppure, malgrado sia l’unica persona che può farlo, il CEO non ha mai esplicitamente toccato l’argomento boicottaggio, mossa che secondo molti accresce la distanza tra i grandi marchi e il social.

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