Misura cautelare contro Meta AI. I termini di Whatsapp non possono vietare chatbot concorrenti

P. F.

24 Dicembre 2025 - 11:50

L’Antitrust ha imposto a Meta di sospendere le nuove clausole contrattuali di WhatsApp. Secondo l’AGCM i termini imposti escluderebbero completamente i chatbot concorrenti a favore dell’AI di Meta.

Misura cautelare contro Meta AI. I termini di Whatsapp non possono vietare chatbot concorrenti

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha ordinato a Meta di sospendere immediatamente alcune clausole contrattuali di WhatsApp che rischiano di escludere i chatbot di intelligenza artificiale concorrenti dalla piattaforma, nell’ambito di un’indagine per presunto abuso di posizione dominante avviata lo scorso luglio. In un comunicato stampa ufficiale, l’Antitrust ha così motivato la sua decisione:

“L’istruttoria era stata avviata a luglio 2025 per presunto abuso di posizione dominante in violazione dell’articolo 102 TFUE perché la società ha integrato il servizio Meta AI nell’app di messaggistica WhatsApp, in posizione preminente rispetto ai servizi dei concorrenti”.

Inoltre, secondo l’Autorità, le nuove condizioni previste dai “WhatsApp Business Solution Terms”, entrate in vigore il 15 ottobre 2025 e attese a pieno regime dal 15 gennaio 2026, escluderebbero completamente le imprese concorrenti di Meta AI dal mercato dei servizi di chatbot AI su WhatsApp, riservando di fatto l’accesso e l’integrazione tecnologica ai soli strumenti di Meta.

Uno svantaggio per i concorrenti di Meta AI

L’AGCM ha ritenuto che queste clausole possano limitare significativamente la produzione, l’accesso al mercato e lo sviluppo tecnico dei servizi AI concorrenti, con potenziali danni gravi o irreparabili per la concorrenza e per i consumatori.

Per questo motivo, l’Autorità ha disposto una misura cautelare che impone alla società di Mark Zuckerberg di sospendere l’applicazione delle nuove condizioni e di garantire l’accesso a WhatsApp anche ai chatbot di terze parti:

“Secondo l’Antitrust, la condotta di Meta sembra avere natura abusiva, perché suscettibile di limitare la produzione, gli sbocchi o lo sviluppo tecnico nel mercato dei servizi di Chatbot AI, a danno dei consumatori. Inoltre, il comportamento di Meta può arrecare un danno grave e irreparabile, durante il tempo necessario per lo svolgimento dell’istruttoria, alle dinamiche competitive nel mercato interessato, pregiudicandone la contendibilità. Pertanto, l’Autorità ha disposto che Meta sospenda immediatamente le condizioni contrattuali dei WhatsApp Business Solution Terms così da preservare l’accesso alla piattaforma WhatsApp ai Chatbot AI concorrenti di Meta AI. L’Autorità italiana è in coordinamento con la Commissione europea per assicurare che la condotta di Meta venga affrontata nella maniera più efficace”.

La risposta di Meta

Meta ha definito la decisione dell’Autorità “fondamentalmente difettosa”, sostenendo che l’uso di chatbot AI esterni su WhatsApp grava in modo significativo sull’infrastruttura tecnica della piattaforma, che non è stata progettata per supportare interazioni avanzate di intelligenza artificiale. La società ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso contro la misura.

La decisione dell’AGCM si inserisce in un quadro più ampio di pressione regolatoria europea sui colossi tecnologici, con Bruxelles impegnata in parallele indagini antitrust su Meta e altri operatori per valutare pratiche che potrebbero ostacolare la concorrenza nel mercato digitale.

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