Presto gli utenti di WhatsApp potranno impostare un proprio nome utente per essere visibili sulla piattaforma ma i rischi non mancano.
WhatsApp è la piattaforma di messaggistica più utilizzata al mondo e, nonostante da qualche anno sia passata sotto il controllo di Meta, l’azienda fondata da Mark Zuckerberg che gestisce anche Facebook e Instagram, ha sempre mantenuto una certa autonomia. Sebbene negli anni siano state introdotte alcune integrazioni con gli altri servizi del gruppo, come ad esempio le Storie, c’è una caratteristica che ha sempre distinto WhatsApp dalle altre applicazioni di messaggistica: per utilizzarla è stato finora necessario possedere un numero di telefono e rendere quel numero l’elemento principale per essere contattati da altri utenti.
Si tratta di una peculiarità piuttosto rara nel mondo delle piattaforme di messaggistica. Ad esempio, il suo principale concorrente europeo, Telegram, permette da tempo di utilizzare un nome utente senza dover necessariamente condividere il proprio numero di telefono. Ora, però, anche WhatsApp sembra essersi arresa a questo cambiamento e nelle prossime settimane inizierà a introdurre una novità molto importante: l’arrivo dei nomi utente.
Come funziona il nome utente su WhatsApp
Già dalla fine di giugno, in diversi Paesi, gli utenti inizieranno a vedere comparire questa nuova funzione. Sia i profili privati sia gli account business potranno richiedere un nome utente personale. Da quel momento sarà possibile partecipare alle conversazioni utilizzando il proprio username e senza dover mostrare obbligatoriamente il numero di cellulare. Anche per iniziare una nuova chat non sarà più necessario conoscere il numero di telefono del destinatario: basterà cercarlo tramite il suo nome utente, esattamente come avviene già su Instagram e su altre piattaforme social.
Si tratta di un cambiamento significativo che molti esperti considerano una grande opportunità, soprattutto per il mondo aziendale. Le imprese potranno infatti essere trovate più facilmente su WhatsApp, migliorando il contatto con clienti e potenziali utenti. I vantaggi riguarderanno però anche i privati, che non saranno più costretti a condividere il proprio numero di telefono per essere contattati.
Meta introdurrà inoltre una serie di controlli, in particolare per gli account aziendali. Per questi profili saranno previste verifiche aggiuntive e potrebbe essere richiesta documentazione specifica per confermare l’identità del titolare. Per quanto riguarda i nomi utente, varrà il principio del «primo arrivato, primo servito»: chi desidera ottenere un determinato username dovrà registrarlo il prima possibile, perché una volta assegnato a un altro utente non sarà più disponibile.
Gli utenti riceveranno probabilmente suggerimenti basati sugli altri account Meta già collegati, ma avranno comunque la possibilità di modificare il nome proposto e sceglierne uno differente. La novità rappresenta un importante passo avanti sul fronte della privacy. Essere contattati tramite un nome utente e non attraverso il numero di telefono consentirà infatti di proteggere un dato personale che molti preferiscono non condividere pubblicamente.
Non mancheranno i rischi
Fino a oggi WhatsApp era una piattaforma relativamente chiusa: si poteva comunicare soltanto con persone di cui si conosceva il numero di telefono. Con l’introduzione degli username, invece, l’app si avvicina sempre di più al modello delle altre piattaforme social, diventando più aperta e accessibile.
Proprio questa maggiore apertura, tuttavia, porta con sé anche alcuni rischi. Gli esperti sottolineano che sarà più semplice creare profili con nomi di fantasia o tentare di impersonare altre persone. Il numero di telefono rappresenta infatti un elemento più difficile da falsificare e offre una forma di identificazione più immediata. Con un semplice nome utente diventa più facile nascondersi dietro identità fittizie.
Per questo motivo è consigliabile mantenere sempre un atteggiamento prudente. Se si ricevono messaggi da sconosciuti è opportuno verificarne l’autenticità prima di rispondere. Anche nel caso di contatti presenti in rubrica, se il contenuto dei messaggi appare insolito o sospetto è bene effettuare ulteriori controlli, perché l’account potrebbe essere stato compromesso. Una regola di buon senso che non vale soltanto per WhatsApp, ma per qualsiasi piattaforma digitale utilizzata ogni giorno.
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