Unicredit contro Caius: chiesti 90 milioni di risarcimento per la vicenda cashes

Unicredit ha presentato una richiesta di risarcimento danni a seguito delle pressioni esercitate negli ultimi mesi dal fondo britannico sulla vicenda della conversione di quasi 3 miliardi di strumenti finanziari complessi.

Unicredit contro Caius: chiesti 90 milioni di risarcimento per la vicenda cashes

Alla vigilia della pubblicazione dei conti relativi al secondo trimestre 2018, Unicredit annuncia di aver chiesto un risarcimento danni pari a 90 milioni di euro a Caius Capital e ai suoi fondi per la vicenda dei cashes.

Nei giorni scorsi l’Autorità bancaria europea aveva comunicato di procedere verso l’archiviazione delle segnalazioni che erano giunte da parte del fondo speculativo britannico su presunte irregolarità commesse dall’istituto bancario sul trattamento di circa 3 miliardi di strumenti finanziari emessi dal 2008.

Da parte sua Unicredit aveva sempre ribadito la regolarità di tutte le procedure e ora è passata al contrattacco.

Intanto, le azioni della banca in Borsa dopo un’apertura al rialzo, a metà mattina viaggiano a -0,24 % e vengono scambiate a 14,36 euro.

Unicredit contro Caius

Che Unicredit non se ne sarebbe stata con le mani in mano dopo le pressioni di Caius, che chiedeva con insistenza la conversione di strumenti finanziari per circa 3 miliardi, era prevedibile.

Nel commentare la decisione assunta dall’Eba, che nei giorni scorsi ha deciso di non procedere contro l’istituto di credito, aveva fatto sapere di essersi già messa in moto, annunicando di aver notificato “alle autorità competenti del mercato le azioni di Caius Capital alla luce di possibili abusi di mercato” e che stava “inoltre valutando qualsiasi altro ricorso al fine di tutelare i propri stakeholder, azionisti e obbligazionisti”.

Così oggi l’annuncio: Unicredit ha presentato al tribunale di Milano un atto di citazione contro Caius Capital e i suoi fondi, chiedendo un risarcimento danno per circa 90 milioni di euro.

Cos’ha fatto Caius negli ultimi mesi

La richiesta di risarcimento prende il via a seguito delle continue pressioni esercitate dal fondo britannico sulla banca e sulla messa in discussione della bontà del capitale dell’istituto stesso.

In particolare, nello scorso mese di maggio, il fondo Caius ha inviato una lettera all’Eba sollevando dubbi sul Cet1 di Unicredit, che a suo dire non sarebbe stato correttamente calcolato a causa della mancata conversione di quasi 3 miliardi di strumenti finanziari complessi emessi nel 2008.

Non pago, l’hedge fund si è rivolto anche agli investitori della banca, cercando in loro potenziali alleati nella richiesta di riconversione dei cashes.

A fine luglio, l’Eba ha fatto sapere di non aver riscontrato “fondati motivi per ritenere che la Bce abbia omesso di svolgere le proprie responsabilità di vigilanza” sulla vicenda.

Oggi si riunisce il Cda di Unicredit

Incassata la prima vittoria in sede europea, Unicredit ha dunque deciso di rivalersi su Caius, ma non ha rilasciato commenti sull’iniziativa risarcitoria messa in campo:

“In conformità alla propria policy aziendale, la banca non rilascia commenti sui procedimenti in corso”

si legge infatti in una nota della banca.

Oggi, intanto, si riunisce il Consiglio di amministrazione di Unicredit, chiamato ad approvare i conti del secondo trimestre 2018, che saranno pubblicati domani.

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