UniCredit-Commerzbank, Germania sull’orlo di una crisi di nervi. Ma Orcel ora ha il sostegno di Giorgetti

Laura Naka Antonelli

8 Maggio 2026 - 17:38

UniCredit-Commerzbank, il bagno di sangue deciso dalla banca tedesca assaltata da Orcel: migliaia di dipendenti a casa, mentre (ri)esplode la furia di Merz.

UniCredit-Commerzbank, Germania sull’orlo di una crisi di nervi. Ma Orcel ora ha il sostegno di Giorgetti
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La saga UniCredit-Commerzbank continua, e l’impressione è che la Germania di Merz sia sull’orlo di una crisi di nervi, pronta a provarle tutte pur di dare il colpo di grazia alle ambizioni di Andrea Orcel, CEO della banca italiana, che ha iniziato a mettere nel mirino Commerz nel settembre del 2024. E che oggi detiene più del 35% del capitale del gruppo guidato da Bettina Orlopp.

Orcel non ha alcuna intenzione di mollare l’osso tedesco, determinato a coronare il sogno di creare una vera banca europea, come ha sempre detto.

E, almeno su questo, ha il sostegno del governo Meloni, stando almeno alle recenti dichiarazioni rilasciate dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. Lo stesso governo che ha mandato all’aria il suo piano per conquistare Banco BPM, sfoderando l’arma del golden power.

Commerzbank annuncia bagno di sangue: 3.000 dipendenti fuori per resistere all’assalto di UniCredit

Dal canto suo la Germania del cancelliere Friedrich Merz e di Commerzbank continua ad andare su tutte le furie.

Oggi l’istituto di credito teutonico ha rubato la scena a tutti alla borsa di Francoforte, annunciando quello che ha definito il risultato trimestrale migliore dal 2011, riferendosi all’utile netto di 913 milioni di euro incassato nel primo trimestre del 2026.

Commerzbank ha anche alzato il velo su un piano di ristrutturazione concepito proprio per rimettere al suo posto UniCredit, incentrato sul licenziamento di 3.000 dipendenti, l’8% circa della sua forza lavoro, costituita da 38.000 lavoratori: una mossa che costerà qualcosa come 450 milioni di euro.

La banca ha inoltre rivisto al rialzo il target sugli utili al 2030, attesi ora a 5,9 miliardi di euro. I ricavi sono stimati per quell’anno a €16,8 miliardi, con la CEO Orlopp che ha commentato la nuova guidance, osservando che i target aggiornati riflettono “una crescita ambiziosa e allo stesso tempo affidabile”.

Non è mancato un avvertimento implicito a Orcel, che ha stretto la presa su Commerzbank lanciando un’OPS alla metà di marzo: “Qualsiasi alternativa deve fare i conti con questo”, ha detto l’AD.

Pur definendo il piano di UniCredit “vago”, e caratterizzato da “rischi di esecuzione significativi”, Commerzbank si è degnata almeno di sottolineare di essere aperta al dialogo, dopo essersi rinchiusa in un silenzio ostinato che ha visto Orlopp rifiutarsi persino di incontrare Orcel.

Ma è stata tutta la Germania ad alzare gli scudi contro le mire di UniCredit, in diverse occasioni, ora ancora di più dopo l’OPS promossa da Piazza Gae Aulenti. Berlino si è opposta fin dall’inizio alle mire di UniCredit, accampando anche la grande scusa, secondo molti critici, dei BTP.

C’è stato poi chi ha parlato anche della possibilità che la Germania fosse pronta a ricattare l’Italia sul MES.

Germania contro Orcel, il cancelliere Merz. “Non si tratta così una banca tedesca”

Nel frattempo di tempo ne è passato, e la reazione alla scalata di Commerzbank - di cui lo Stato tedesco detiene al momento una partecipazione pari al 12% circa - è stata sempre la stessa, condensata in un granitico “nein.

A farsi paladino del DNA di Commerzbank è stato lo stesso cancelliere Merz, che ha definito l’assalto di UniCredit “ non coordinato e ostile ” e, di conseguenza, “ inaccettabile ”. Parole che, insieme a quelle di Orlopp, non hanno però mai incrinato l’obiettivo di Orcel, che ha scoperto alla fine le sue carte, spiegando la ratio dell’OPS con parole che Berlino avrà fatto fatica a mandare giù.

Non è finita qui, visto che negli ultimi giorni, con l’OPS di UniCredit che ha preso il via - nel primo giorno a sconto di quasi il 7% rispetto ai valori di mercato - una novità è arrivata da Jefferies, salita all’11,09% nel capitale di Commerzbank con dei derivati, portando Piazza Affari a interrogarsi su chi ci sia stata dietro questa mossa.

Nel frattempo, Commerzbank è corsa ai ripari affidandosi, stando ai rumor, a KfW. Secondo Reuters, Berlino starebbe considerando di fatto l’eventualità di aumentare la quota detenuta in Commerz attraverso la banca statale di sviluppo, al fine di contrastare a tutti i costi l’ascesa di UniCredit.

Il cancelliere Merz è tornato intanto a parlare, sottolineando che l’offerta di UniCredit sta distruggendo “la fiducia” nell’istituto di credito e aggiungendo che “non è questo il modo di trattare istituzioni come una banca tedesca”.

Dalla sua parte stavolta Orcel avrebbe però, questa volta, almeno il governo italiano, dopo il caso del golden power che ha mandato a pezzi il suo sogno di conquistare Banco BPM.

Così Giorgetti qualche giorno fa, alla richiesta di un commento sulle mire tedesche del CEO: “rispettiamo il progetto di UniCredit, è un progetto ambizioso. Se lo guardo con favore? Secondo me ha dei razionali economici importanti”.

La precisazione non è ovviamente mancata. Il ministro ha sottolineato che la prospettiva di spostare la sede di UniCredit in Germania, “ovviamente non ci vedrebbe favorevoli”.

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