Un piano di pace per l’Ucraina: la proposta (realistica) del Quincy Institute

Roberto Vivaldelli

30/05/2025

Due analisti USA propongono un accordo storico: niente NATO per Kiev, sì all’UE, sicurezza bilanciata e ricostruzione condivisa per evitare un’escalation globale in Europa.

Un piano di pace per l’Ucraina: la proposta (realistica) del Quincy Institute

Il conflitto tra Russia e Ucraina, iniziato nel 2014 e intensificatosi con l’invasione russa del 2022, rappresenta una delle crisi geopolitiche più gravi del nostro tempo, capaci potenzialmente di trascinare l’Europa in un conflitto di scala globale.

Gli esperti George Beebe e Anatol Lieven, analisti del Quincy Institute for Responsible Statecraft, hanno elaborato un dettagliato piano di pace per porre fine a questa guerra devastante, cercando di bilanciare gli interessi vitali di Ucraina, Russia, Europa e Stati Uniti.

La loro proposta, delineata in un rapporto intitolato Outline of a Peace Settlement for Ukraine, si basa su un compromesso geopolitico che potrebbe superare le divisioni attuali. Ecco di cosa si tratta.

Il contesto e l’urgenza di una soluzione

Beebe e Lieven sottolineano che un cessate il fuoco senza un accordo politico dettagliato è improbabile: “Un cessate il fuoco è improbabile, a meno che non si raggiungano in anticipo i contorni di un tale accordo”. Senza un compromesso strutturato, il conflitto rischia di protrarsi a lungo, con conseguenze catastrofiche per l’Ucraina, che potrebbe vedere compromessa la sua sovranità e le prospettive di integrazione nell’Unione Europea. Il piano propone un approccio pragmatico che affronta le principali preoccupazioni di sicurezza di Russia e Ucraina, cercando al contempo di ridurre le tensioni tra Stati Uniti e Russia.

I pilastri del piano di pace

Il piano si articola su cinque elementi chiave, che mirano a creare un equilibrio tra le esigenze di sicurezza, le aspirazioni politiche e le necessità economiche delle parti.

Il primo punto prevede che l’Occidente e l’Ucraina accettino di non ammettere l’Ucraina nella NATO, in cambio del consenso russo all’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. Questo compromesso risponde alla principale preoccupazione russa, ossia che l’Ucraina diventi una base militare occidentale: “Tale compromesso affronterebbe la più significativa preoccupazione di sicurezza della Russia – che l’Ucraina possa diventare una base che le forze militari occidentali potrebbero utilizzare contro di essa”. Allo stesso tempo, consentirebbe a Kiev di perseguire il suo obiettivo di integrazione politica ed economica con l’Occidente.

Garanzie di sicurezza reciproche

La Russia dovrebbe accettare che l’Ucraina mantenga una forza militare significativa, armata e addestrata dall’Occidente, capace di deterrenza e difesa contro future aggressioni. Tuttavia, ciò dovrebbe avvenire in un contesto di controllo degli armamenti in Europa: “Nessun accordo sarà possibile senza l’accettazione da parte della Russia che l’Ucraina debba avere un esercito significativo in grado di deterrenza e difesa contro nuove invasioni”. In cambio, gli Stati Uniti dovrebbero avviare negoziati per rinnovare il trattato New START e proporre una nuova versione del trattato INF, limitando la proliferazione di missili a medio raggio.

Riforma politica guidata dall’UE

L’Ucraina dovrebbe garantire i diritti linguistici e culturali della minoranza russa, come richiesto da Mosca, ma tali riforme sarebbero inquadrate come parte del processo di adesione all’UE, non come concessioni alla Russia: “Inquadrare tali riforme non come concessioni alla Russia, ma come conseguenze dell’adesione all’Unione Europea, potrebbe essere l’unico percorso praticabile per risolvere queste questioni sensibili”. Inoltre, l’Ucraina dovrebbe rispettare processi democratici, con elezioni libere, mentre la Russia dovrebbe garantire la non ingerenza negli affari interni ucraini.

Sollievo economico e ricostruzione

La ricostruzione dell’Ucraina è una priorità, ma richiede un accordo con Mosca per garantire la sicurezza dei progetti. Il piano propone che i fondi russi congelati nell’UE, circa 300 miliardi di dollari, vengano utilizzati per un fondo di ricostruzione gestito dalle Nazioni Unite: “Le attività russe detenute dall’Unione Europea dovrebbero essere destinate alla ricostruzione dell’Ucraina”. In cambio, la Russia potrebbe ottenere una sospensione delle sanzioni occidentali, con una clausola di “snapback” per il loro ripristino in caso di nuove aggressioni.

Sul tema più spinoso, quello dei territori occupati, il piano suggerisce di accettare la linea del cessate il fuoco come confine de facto, senza modifiche attraverso la forza: “Entrambe le parti dovrebbero essere in grado di concordare che il confine de facto non sarà modificato con la forza o la sovversione”. La questione dello status legale dei territori occupati, come la Crimea, dovrebbe essere rinviata a futuri negoziati.

Il ruolo delle Nazioni Unite e degli Usa

Un elemento centrale del piano è il coinvolgimento delle Nazioni Unite, con una forza di pace e monitoraggio composta da paesi neutrali del Sud globale: “L’ONU incarica una forza di pace e monitoraggio composta da paesi neutrali del Sud globale per gestire la linea del cessate il fuoco”. Questo garantirebbe una presenza imparziale, accettabile sia per la Russia che per l’Ucraina, riducendo il rischio di violazioni del cessate il fuoco.

Beebe e Lieven sottolineano che il successo del piano dipende dalla leadership statunitense. Washington deve esercitare pressione sia su Mosca che su Kiev per ottenere compromessi: “La maggior parte del potere di incentivo e coercizione che può produrre concessioni russe e ucraine risiede a Washington”. Ciò potrebbe includere minacce di riduzione dell’assistenza militare all’Ucraina se Kiev rifiutasse un accordo ragionevole.

Gli autori riconoscono che questo approccio potrebbe sembrare duro, ma potrebbe essere l’unico modo per convincere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a ottenere il sostegno interno per un compromesso: “Potrebbe essere che solo affermando che il presidente Volodymyr Zelensky è stato costretto a compromessi da una schiacciante pressione statunitense, egli sarà in grado di ottenere l’accordo delle fazioni più dure in Ucraina”.

Incentivi per la Russia

Per la Russia, il piano offre l’opportunità di normalizzare le relazioni con l’Occidente, riducendo la dipendenza economica dalla Cina e negoziando accordi su armamenti strategici: “Il più grande incentivo per la Russia ad abbandonare o modificare le sue richieste massimaliste sull’Ucraina è l’opportunità di stabilire una relazione completamente nuova con gli Stati Uniti”. Inoltre, limitazioni sulle forze statunitensi in Europa orientale potrebbero rispondere alle paure di Mosca di un accerchiamento strategico.