Le small cap USA sono l’occasione di investimento da non perdere nel 2024

R. F.

23/03/2024

C’è ancora molta liquidità nel sistema finanziario americano. Per questo il trend rialzista rimane intatto, soprattutto per le small cap, al di là delle inevitabili correzioni di breve termine.

Le small cap USA sono l’occasione di investimento da non perdere nel 2024

Non sono molti quelli che l’anno scorso avevano previsto un rally dell’indice SP500 nel 2024 di queste dimensioni.
L’S&P 500 SPX si trova, al 21 marzo, a 5.240, un altro record storico, ed è già al 20esimo quest’anno. Tale contesto spinge gli analisti ad accelerare all’insù il loro obiettivo di fine anno per l’indice SP500.

Goldman Sachs e Societe Generale ora vedono 5.500 come target di fine anno per l’indice borsistico.

In una nota pubblicata giovedì scorso nel consueto “Morning Briefing”, la Yardeni Research, la società di ricerca del prof Ed Yardeni, ha affermato che 5.400 è raggiungibile entro la fine di dicembre, e se ciò accadesse allora 5.800 sarebbe l’obiettivo per la fine del 2025:

“In altre parole, pensiamo che il mercato rialzista abbia capacità di resistenza, stando le condizioni macro-economiche attuali e le performances reddituali delle aziende americane”.

E, poiché leggo da molto tempo le analisi di Yardeni, posso dirvi che non è facile trovare il professore in questione così bullish sui mercati finanziari. Per chi ha un account Linkedin e la curiosità di andarsi a leggere il report dell’11 marzo eccolo qui:
’Pent-Up Exuberance’ (linkedin.com).

Giunti a questo punto, non importa se ci sono incertezze derivanti dalla politica monetaria della Fed, preoccupazioni per la sopravvalutazione del settore Hi-Tech, angoscia geopolitica sulla guerra Russia-Ucraina e sulla guerra in Medio Oriente, o preoccupazioni normative del tipo che han accompagnato l’ultimo calo del prezzo delle azioni di Apple (AAPL) a seguito della istruttoria dell’Antitrust americana. Eppure il mercato continua a salire.

Appare quindi evidente a tutti che rimane, in sottofondo, una domanda robusta e resiliente di azioni fra gli investitori.

Ve ne potete anche accorgere dal fatto che in questi ultimi tempi le correzioni del mercato sono brevissime, e appena gli indici scivolano un poco, dopo 2 o 3 giorni il denaro affluisce di nuovo sul mondo equity.

Un propellente molto robusto quest’anno saranno le operazioni di buy-back poste in essere da quelle società che negli ultimi tre anni hanno accumulato molta cassa nei loro bilanci. Quando una società ha un eccellente cash flow, può usarlo per fare investimenti (è il caso di Nvidia), oppure distribuirla ai propri azionisti sottoforma di dividendo, oppure procedere al riacquisto delle proprie azioni sul mercato. Oppure tutte e tre queste procedure.

Secondo le previsioni della banca Goldman Sachs, i riacquisti di azioni statunitensi cresceranno del 13% nel 2024, raggiungendo i 925 miliardi di dollari al 31 dicembre di quest’anno, e saliranno del 16% raggiungendo i 1.075 miliardi di dollari al dicembre del 2025.

Secondo questo report di GS, dal 2000 al 2023 le aziende dell’indice SP500 e Nasdaq hanno acquistato 5,5 trilioni netti di azioni statunitensi – in funzione dei riacquisti di azioni proprie e delle attività di M&A in contanti.

Nel solo 2023, le aziende sono state acquirenti netti di 565 miliardi di dollari di azioni statunitensi, l’anno più forte nelle operazioni di buy-back dal 2018. Una stima rozza ma utile per rendere un’idea delle dimensioni del fenomeno, prevede che la misura cumulata dei buy-back raggiungerà i 625 miliardi di dollari nel 2024, alimentata da una crescita dell’8% degli utili per azione per l’S&P 500 (cioè i buy-back saranno alimentati da soldi propri delle aziende e non da debito, cosa molto importante), anche se il mercato rialzista porterà anche a un rimbalzo delle IPO e quindi a maggiori emissioni di azioni.

Oltre al rally alimentato dai buy-back di azioni proprie, una mano alla borsa americana verrà dai tre ribassi dei tassi che la Fed attuerà nella seconda parte del 2024.

La prospettiva di un allentamento della politica monetaria della Federal Reserve insieme ad una solida crescita economica spingerà le famiglie a spostare fondi dai mercati monetari (con tassi previsti in discesa) a quelli azionari. Il popolo americano di fronte a coupon sui Treasury calanti vedrà i dividendi e gli utili azionari come più appetibili, non c’è dubbio. Attualmente infatti negli USA le attività del mercato monetario possedute dalle famiglie ammontano a 3,8 trilioni di dollari, il livello più alto mai registrato e circa 1,5 trilioni di dollari al di sopra dei livelli pre-pandemici, cioè se ci riferiamo al gennaio 2020 (fonte: Federal Reserve).

Abbiamo già scritto in precedenti articoli che il 2024 sarà un anno positivo per le azioni e soprattutto per il mercato azionario americano.

Stavolta però vale la pena di approfondire che, oltre a comprare ETF sull’indice SP500, è bene iniziare a comprare ETF sulle small cap USA, cioè quelle afferenti all’indice Russel 2000.

Secondo molti analisti i titoli a piccola capitalizzazione sono pronti a registrare una grande sovraperformance nel 2024.

Il più eccitato di tutti sull’indice Russell 2000 è Tom Jong Lee di FundStrat Avisors, società di ricerca indipendente attiva da molti anni sul mercato azionario americano. Lee si dice convinto che l’indice a piccola capitalizzazione Russell 2000 RUT salirà del 50% nel 2024 e raggiungerà la top 3.000 per la prima volta, dopo che mercoledì l’indice ha segnato il suo miglior avanzamento giornaliero in più di un mese.

Vi ricordo che oggi il Russell 2000 vale 2.100. L’intervista alla CNBC la potete trovare qui.

In buona sostanza, Tom Lee ha affermato che le small cap americane probabilmente sono le azioni che riceveranno la spinta maggiore dai tagli dei tassi di interesse della Fed, un’opinione condivisa da molti analisti e trader di Wall Street. Mercoledì scorso infatti le small cap del Russel 2000 hanno sovraperformato Nasdaq e SP500, dopo che gli alti funzionari della Federal Reserve sono rimasti fermi sulle loro proiezioni di tre tagli dei tassi di interesse nel 2024.
Valutazioni più convenienti rispetto all’S&P 500 in termini di P/E e P/CashFlow dovrebbero contribuire a stimolare la domanda di small cap nel 2024, ha affermato Lee.

All’interno del Russel 2000, le società a piccola capitalizzazione affidabili e redditizie sono valutate mediamente 11 volte gli utili, ha affermato Lee. Per quel che ne so io, Tom Lee guarda al database di FactSet. E proprio secondo i dati FactSet (società americana di dati finanziari e software con sede a Norwalk, Connecticut), un multiplo medio di P/E così basso realizza un vero affare rispetto al multiplo di P/E pari a 21x dell’S&P 500 di metà marzo 2024.

L’anticipo rialzista del Russell 2000 di quest’anno potrebbe essere solo l’inizio. Secondo Lee, il divario di valutazione tra i titoli a piccola e grande capitalizzazione ricorda il 1999, quando le small cap redditizie e con notevoli margini EBITDA sul fatturato, iniziarono un periodo di sovra-performance di 12 anni che le vide superare le loro controparti dell’SP500 a grande capitalizzazione.

Anche la composizione dell’indice potrebbe giocare a suo favore. Ha molti titoli biotecnologici, che hanno guadagnato slancio di recente, così come molte banche regionali, che potrebbero trarre vantaggio dal taglio dei tassi della Fed che allenterà parte della pressione sulle loro attività.

Per investire nel Russel 2000, sempre in un’ottica di diversificazione e coerentemente con il vostro profilo di rischio e il vostro orizzonte temporale (almeno 5 anni), vi segnalo gli ETF che potete usare per l’ingresso nel Russel 2000:

SPDR Russell 2000 US Small Cap UCITS ETF

  • ISIN: IE00BJ38QD84
  • Ticker: R2US
  • Dimensioni del fondo: 2,6 mld euro
  • Numero titoli in portafoglio: 1770

Xtrackers Russell 2000 UCITS ETF 1C

  • ISIN: IE00BJZ2DD79
  • Ticker: XRS2
  • Dimensioni del fondo: 1,1 mld euro
  • Numero titoli in portafoglio: 1500
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