L’Ucraina approva una nuova legge, riguarderà anche molti Paesi europei

Ilena D’Errico

29 Agosto 2025 - 23:29

La nuova legge approvata in Ucraina riguarda molti Paesi europei, ecco di cosa si tratta.

L’Ucraina approva una nuova legge, riguarderà anche molti Paesi europei

L’Ucraina ha approvato una nuova legge per consentire la doppia cittadinanza e quindi anche il doppio passaporto a numerosi cittadini, interessando da vicino molti Paesi europei. Finora gli ucraini che si sono trasferiti all’estero hanno infatti dovuto scegliere tra le due cittadinanze, molto spesso dovendo rinunciare a quella natale, ma d’ora in poi non sarà più così. Gradualmente Kiev estende il riconoscimento di cittadinanze multiple agli Stati non ostili, nel tentativo di rafforzare l’unione con milioni di ucraini sparsi per il mondo.

Evidentemente, la riforma sulla cittadinanza non è mossa soltanto da motivi ideologici, per quanto condivisibili possano essere. Il governo ucraino sta mettendo i semi per far rifiorire la nazione al termine della guerra, presentando ai cittadini un posto sicuro in cui tornare e da ricostruire. Non che oggi il termine del conflitto sembri più vicino dell’inizio, ma nonostante ciò la nuova legge non sembra comunque affrettata. L’Ucraina sta infatti lanciando un chiaro segnale anche all’Europa e all’Occidente in generale, aumentando la cooperazione e la condivisione con tutti i Paesi amici.

La nuova legge sulla cittadinanza in Ucraina

Il disegno di legge presentato dal presidente Zelensky nell’agosto 2024 è stato approvato dal parlamento ucraino, la Verhovna Rada, a giugno 2025. La nuova legge consente adesso di conservare la cittadinanza multipla con i Paesi europei e presto sarà estesa anche ai cittadini degli Stati Uniti e del Canada, che ospitano un numero considerevole di ucraini. La doppia cittadinanza potrà essere conservata dagli ucraini che ne ottengono una nuova all’estero, ma anche dagli stranieri che si trasferiranno a Kiev.

Sono esclusi tutti gli Stati che non riconoscono l’integrità territoriale dell’Ucraina e pure la Russia, su cui si apre un nuovo paragrafo di legge sull’esclusione dalla cittadinanza. Ottenere un passaporto russo o prestare servizio per le forze armate di Mosca preclude la cittadinanza ucraina, costringendo milioni di persone a scegliere tra le due nazioni. Un punto discutibile, per quanto idealmente condivisibile, considerando lo stretto legame tra i due Paesi e i rispettivi popoli.

In ogni caso, il fatto che i russi non possano ottenere la cittadinanza ucraina appare logico in un momento di guerra e lontananza. Come sempre, sono i civili a fare le spese delle guerre. Quanto all’estensione della cittadinanza ucraina, vengono invece aggiunti casi particolari per i coniugi di cittadini ucraini, i figli nati all’estero da genitori ucraini e i volontari stranieri, in un’ottica non solo di ritorni ma anche e soprattutto di partecipazione a lungo termine alla vita del Paese.

Perché la doppia cittadinanza ucraina

Finora i cittadini che acquisivano altre cittadinanze dovevano rinunciare a quella ucraina, un criterio stringente che si è tradotto in un problema significativo con la diaspora da Kiev. L’inizio della guerra con la Russia ha infatti costretto circa 7 milioni di ucraini alla fuga verso destinazioni più sicure, portando il numero di cittadini in patria molto vicino a quello degli emigrati, quest’ultimo intorno ai 25 milioni e il primo sui 32 milioni. Il presidente Volodymyr Zelensky spera che almeno un terzo di queste persone ritorneranno nel Paese una volta terminato il conflitto, quando ci saranno condizioni di sicurezza e benessere adeguate.

Da Kiev sono arrivate parole di totale comprensione rispetto alla diaspora, ma ciò non toglie che il rientro almeno parziale dei cittadini risulta indispensabile per superare le sfide demografiche e far ripartire l’economia. Non manca comunque anche una componente ideologica, che abbiamo visto connotare con spiccata forza la popolazione ucraina. Quando Zelensky parla di unione e identità, riferendosi all’estensione della cittadinanza, le sue parole trovano eco in quelle di milioni di ucraini all’estero, che si sentivano tagliati fuori dal precedente sistema e sono desiderosi di tornare a casa.

Il ministro dell’Unità nazionale dell’Ucraina Oleksiy Chernyshov ha spiegato in maniera trasparente che con la riforma della cittadinanza Kiev intende “unire gli ucraini di tutto il mondo” permettendo loro di conservare la propria identità e la libertà di scelta, ma anche rendere possibile la ricostruzione della nazione. Ci sono infatti in programma ulteriori riforme volte allo sviluppo economico, dalla creazione di nuovi posti di lavoro a nuovi sviluppi commerciali.

Chernyshov si dice pronto a offrire condizioni migliori e più competitive, ben comprendendo l’attrattiva dei Paesi europei, ma allo stesso tempo ricordando l’avvicinamento all’Unione europea e alle sue regole. Indipendentemente da tutte le considerazioni e analisi del caso, una legge che permetterà in futuro il rientro ci cittadini costretti a lasciare tutto per la guerra è un’ottima notizia. Per festeggiare senza ipocrisie, però, servirebbe avanzare anche solo di poco nelle trattative, che al momento sono ancora in stallo. L’Ucraina fa bene a pensare al futuro, anche perché altrimenti le conseguenze della guerra sarebbero irreparabili, ma questi sforzi saranno vanificati senza una risoluzione.

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