Non bastavano le rivelazioni dei cosiddetti Lockdown files che hanno scoperchiato il Vaso di Pandora sulla gestione politica della crisi sanitaria.
Dalle chat pubblicate dal Telegraph è infatti emerso che lo scopo del governo fosse alimentare la strategia del terrore e utilizzare la tecnica dello shock per legittimare politiche draconiane.
Ora, dopo aver rivelato le tecniche di manipolazione adottate dal governo britannico, The Telegraph ha firmato un altro scoop, rivelando l’esistenza di un’unità governativa britannica segreta che ha lavorato con le società di social media per limitare e addirittura oscurare la discussione sulle controverse politiche della gestione pandemica e sulla vaccinazione di massa dei bambini.
L’Unità contro la disinformazione
L’Unità contro la disinformazione (CDU), istituita nel 2019 dai ministri per affrontare le presunte «minacce» interne, è stata utilizzata per prendere di mira coloro che hanno criticato le misure draconiane adottate dal governo durante la pandemia e per censurare coloro che hanno messo in discussione i lockdown, il passaporto vaccinale, l’uso delle mascherine e la vaccinazione di massa dei bambini.
Fondata per arginare il fenomeno pro-Brexit, il suo maggiore impiego è però avvenuto proprio negli anni dell’emergenza sanitaria, con l’obiettivo di silenziare le voci divergenti.
I documenti rivelati ai sensi della libertà di informazione (FoI) e le richieste di protezione dei dati hanno mostrato che le attività di coloro che criticavano le misure di contrasto alla pandemia, come i lockdown o l’adozione del Green Pass, erano segretamente monitorate.
La censura in nome della lotta alla disinformazione
Come ha rivelato The Telegraph, in quella che è solo l’ultima di una serie di inchieste denuncia, l’UCD avrebbe i commissionato rapporti a una società di intelligenza artificiale, Logically, utilizzata dal governo per setacciare i siti di social media alla ricerca di post scomodi.
Tramite accordi con i principali social network e l’esplicita collaborazione della BBC, questa unità segreta prendeva di mira chiunque esponesse una opinione apertamente .contraria all’opera di governo che veniva prima segnalata e poi prontamente censurata. In particolare, sono stati attenzionati i profili più noti al mondo della dissidenza, come professori e medici.
Molte informazioni a oggi rivelatesi veritiere sono state cancellate in nome della lotta alla “disinformazione”.
La battaglia contro le fake news si sta rivelando ogni giorno di più il cavallo di Troia per legittimare misure liberticide e avallare la censura delle voci «scomode», anche e soprattutto quando queste si rivelano vere.