L’Agenzia delle Entrate nella Risoluzione 1 del 2026 mette a disposizione le indicazioni per fruire del credito di imposta del piano di Transizione 5.0 non utilizzato entro il 31 dicembre 2025.
Piano di Transizione 5.0, l’Agenzia delle Entrate fornisce indicazioni per utilizzare i crediti di imposta presenti nel Cassetto fiscale e non usati entro il 31 dicembre 2025, in questo modo non si perdono gli aiuti per le imprese.
Il Piano di Transizione 5.0 prevede aiuti sotto forma di crediti di imposta per le imprese che effettuano investimenti volti a migliorare l’efficienza dei processi produttivi e ridurre l’impatto ambientale. L’incentivo è disciplinato dall’articolo 38 del Decreto Legge 19 del 2024. L’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 1 del 12 gennaio 2025 ha fornito indicazioni per le imprese che entro il 31 dicembre 2025 non hanno utilizzato tutti i crediti fiscali presenti nel Cassetto fiscale e derivanti dal Piano di Transizione 5.0.
Ecco le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate per l’uso dei crediti di imposta del Piano di Transizione 5.0 non utilizzati entro il 31 dicembre 2025.
Piano di Transizione 5.0: quote non utilizzate suddivise in 5 anni, ecco perché
Negli anni appena trascorsi riconoscere aiuti alle imprese sotto forma di credito di imposta è stato un meccanismo molto frequente. In linea generale, chi effettua investimenti incentivati deve chiedere il riconoscimento del credito di imposta che, nella maggior parte dei casi, consiste nel rimborso di una percentuale di spesa attraverso un credito “appoggiato” nel Cassetto fiscale e utilizzabile per il versamento di tasse, imposte e contributi generalmente versati con il modello F24, quindi con la compensazione fiscale.
Per il credito di imposta del Piano di Transizione 5.0 le somme non fruite entro l’anno, 31 dicembre 2025, sono ripartite in 5 quote di uguale valore da utilizzare dal 2026 al 2030. Infatti, il comma 13 dell’articolo 38 del DL 19 del 2024 prevede che il credito non utilizzato entro il 31 dicembre 2025 debba essere riportato in avanti e suddiviso in cinque quote annuali di pari importo.
Facciamo caso un’impresa abbia maturato un credito di 10.000 euro e sia riuscita a utilizzare solo 4.000 euro con il modello F24 nel 2025, ora continua a vantare un credito di 6.000 euro nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, ma non può utilizzarlo tutto nel 2026, deve ripartirlo in diverse quote. Il meccanismo consente alle Casse dello Stato di gestire il flusso di liquidità ed evitare di essere eccessivamente esposte.
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Regole per fruire del credito di imposta Transizione 5.0
L’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 1 del 12 gennaio 2026 ha dettato le regole per fruire del credito di imposta del Piano di Transizione 5.0 in 5 anni.
L’Agenzia delle Entrate nella Risoluzione sottolinea che le quote sono equamente ripartite in 5 anni in modo automatico, non ci sono, quindi, adempimenti necessari da parte del contribuente. Una volta effettuata la ripartizione in cinque quote annuali, il plafond relativo agli anni 2024 e 2025 viene ridotto dell’importo ripartito. Di conseguenza, il credito residuo al 31 dicembre 2025 risulta pari a zero, poiché l’intero ammontare non utilizzato viene redistribuito sulle annualità dal 2026 al 2030.
Il contribuente può prendere visione della ripartizione accedendo al proprio Cassetto fiscale con CIE, SPID o CNS o con le credenziali Fisconline o Entratel.
Nel Cassetto fiscale è possibile controllare l’importo complessivo residuo, la quota spettante per ciascun anno e l’esatta annualità di utilizzo.
Come indicare il credito di imposta Transizione 5.0 nel modello F24
Per utilizzare ciascuna quota annuale, l’impresa deve presentare il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, indicando il codice tributo 7072 istituito con la Risoluzione n. 63/2024.
A questo punto occorre però prestare attenzione perché nella sezione “anno di riferimento” deve essere riportato l’anno di riferimento della quota utilizzabile, nel formato “AAAA”, così da consentire all’Agenzia di verificare la corretta imputazione dell’importo. Ad esempio, nel cassetto fiscale per il 2026 è riconosciuta una quota di 2.000 euro, nel modello F24 nel 2026 deve essere inserito anno di riferimento 2026.
Se nel 2026 la quota non viene interamente usata il residuo si perde.
Se nella compilazione del modello F24 si commettono errori vi è lo scarto e la comunicazione dello scarto.
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