Investire sul titolo di Stato a breve termine tanto amato e scambiato da investitori professionali per i vantaggi che offre
Nuovo mese e nuovo round di bond sovrani dal Dipartimento del Tesoro MEF che per durate e strutture dei rendimenti soddisferanno le esigenze di tanti investitori. L’attesa del mese è sicuramente per il BTP Italia Sì, il titolo legato al tasso di inflazione nazionale, più uno spread fisso e un premio fedeltà finale. Il Tesoro lo collocherà nella settimana dal 15 al 19, ma intanto c’è un BOT il 10 giugno per fare un botto di soldi a breve termine con i titoli di Stato
I dati chiave del neo BOT a 12 mesi
Partiamo dai dati chiave dello zero coupon in rampa di lancio a metà settimana. Ha identificativo ISIN IT0005716714, data emissione e regolamento fissata per venerdì 12 e scadenza al 14/06/’27 per una vita fruttifera di 367 giorni. Si tratterà del classico rinnovo di debito pubblico a 1 anno, dato che il 12/06/’26 arriveranno a scadenza 9,35 mld di € di debito. Manco a farlo apposta, l’importo offerto dal MEF sul neo BOT p di 8,5 mld di € nell’asta ordinaria e in 0,85 in quella supplementare. E pensare che si tratterà della 1° (e 2°) tranche, per cui il rischio che da qui a giugno ‘27 il flottante del BOT Zc Gn27 Eur possa crescere non è affatto remoto.
Il Comunicato MEF di venerdì avvisa i risparmiatori che le prenotazioni retail dovranno pervenire entro martedì 9. L’asta vera e propria si svolgerà il 10, al termine della quale conosceremo il prezzo di aggiudicazione e, quindi, il rendimento effettivo esitato. Infine sono fissati per giovedì 11 e per venerdì 12, nell’ordine, l’asta supplementare e il regolamento del neo BOT assegnato.
Un BOT per fare un botto di soldi
Com’è noto i Buoni Ordinari del Tesoro non staccano cedole periodiche, né ogni né ogni 6 né ogni 12 mesi. Il loro guadagno deriva dallo scarto di emissione e il prezzo di rivendita o rimborso a scadenza, a seconda dei casi. Facciamo un esempio numerico di facile comprensione.
Immaginiamo di voler acquistare 1 titolo e che all’asta il prezzo di emissione sia pari a 97. Bene, per ogni 1.000 € di valore nominale sottoscritto si verserà allo Stato 970 € di controvalore effettivo, più tot euro di commissioni alla propria banca. A scadenza il Tesoro rimborserà mille euro per un guadagno di 30 € a titolo. Tuttavia, su quest’ultimi la banca applicherà la trattenuta del 12,50% che poi girerà al Fisco in nome e per conto del cliente. In più ogni X mesi, di solito 3, si pagherà l’imposta di bollo del 2X1.000 annuo applicata al valore di mercato del BOT al tempo della rendicontazione. A grandi, grandi linee, più o meno 2 € l’anno a singolo titolo.
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Quanto capitale investire?
Oltre le tasse al Fisco poi ci sono le spese obbligate alla banca come la commissione di compravendita e il dossier titoli, qualche decina d’euro l’anno. Il modo più semplice di ridurne l’impatto è quello di farle incidere su un capitale non esiguo. Ad esempio non conviene aprire il conto titoli e pagare tot euro l’anno per farvi affluire solo 5mila € di capitale investito nel neo BOT. Il guadagno netto generato dal titolo in 1 anno basterà a pagare tasse e spese e lasciare giusto qualche euro residuo in tasca all’investitore.
Meglio scegliere un prodotto del risparmio postale o un conto deposito bancario pari durata ma senza spese di gestione, e magari con qualche promo in corso. A parità di tempo e di capitale impiagato, a fine investimento è probabile resterà qualche euro in più in tasca al risparmiatore. Inoltre qui non è richiesta l’incombenza della profilatura Mifid necessaria, invece, per tutti gli altri prodotti di investimento, zero coupon inclusi.
Il discorso muta radicalmente se il dossier titoli è già attivo per altri prodotti già presenti in portafoglio. In tal caso il suo costo lo si fa incidere pro quota (di prodotti e di capitale) anche sul BOT, e non solo sul BOT. Detta diversamente, l’incidenza dei costi si abbassa e diviene un prodotto più redditizio.
C’è un BOT il 10 giugno per fare un botto di soldi a breve termine con i titoli di Stato
Il BOT è uno dei titoli del reddito fisso più amato dalle banche per i loro investimenti di breve termine. Il perché è presto detto. Hanno breve durata, sono garantiti dallo Stato, hanno un rendimento positivo, sono molto liquidi e quasi annullano il rischio di mercato. Cioè considerato che durano al massimo un anno, è molto difficile (ma non impossibile) che li acquistino a 98, per esempio, e se li ritrovino a 95 dopo 5 mesi. A voler forzare il discorso, sono bond dal trend di mercato quasi “obbligato”, scontato. Passano i giorni, e più le loro quotazioni di mercato si approssimano verso la parità.
Un discorso che potrebbe fare anche il piccolo investitore alle prese con il problema di parcheggiare un grosso capitale a breve termine. Oggi un BOT a 1 anno rende intorno al 2,62% lordo (fonte: Investing), non poco considerato il basso rischio e i vari pro che detiene. A grandi linee, su 100mila € rende all’incirca 2.300 € annuo, o sui 1.150 € in 6 mesi. Su 200mila, all’incirca 4.600 € annuo o sui 2.300 € in 6 mesi
Spesso questi capitali su simili tempistiche, a volte anche sul medio e lungo termine, restano ferme per paura di sbagliare o in attesa di capire il da farsi. Peccato, perché nel frattempo si perdono questi incassi non proprio irrilevanti. Ora, 1.150 o 2.300 o 4.600 € non sono bruscolini: si può fare una settimana di vacanza da single o in coppia a seconda dei casi, ma anche della destinazione.
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