Si parla nuovamente di una riapertura della rottamazione quater nel decreto fiscale, chi riguarda e cosa prevede? Vediamo i dettagli.
Tra le ipotesi sul tavolo per le misure da inserire nel decreto fiscale ci sono anche i termini di riapertura della rottamazione quater per i decaduti. Tra le misure principali contenute nel decreto legislativo approdato oggi sul tavolo del Consiglio dei Ministri, si ricordano:
- la proroga all’entrata in vigore della tassa sui pacchi al 1° luglio 2026;
- lo slittamento dell’entrata in vigore della ritenuta d’acconto per le agenzie di viaggio;
- l’eliminazione della clausola Made in Ue per l’iperammortamento;
- l’applicazione delle nuove regole dell’Iva sulle permute.
Oltre agli interventi già certi, l’esecutivo sta valutando anche altri correttivi che potrebbero entrare nel provvedimento o nel successivo decreto omnibus.
Riapertura dei termini della rottamazione quater
Tra le proposte al vaglio c’è anche quella che prevede la riapertura dei termini della rottamazione quater per chi è decaduto per il mancato pagamento della rata del 30 novembre 2025. La misura era stata già proposta per essere inserita nella Legge di Bilancio 2026, ma non era stata approvata. In questo contesto potrebbe essere recuperata per essere inserita in un altro intervento normativo.
Per la rottamazione quater la scadenza del 30 novembre è stata un po’ ambigua. Si parlava di una rottamazione quinquies, inserita nella Legge di Bilancio 2026, risultata più favorevole e flessibile e i contribuenti, tratti in inganno proprio dalla nuova sanatoria, potrebbero aver deciso di non versare la rata del 30 novembre della rottamazione quater per approfittare, ad anno nuovo, della nuova definizione agevolata.
Il caos rottamazioni, cosa succede?
La nuova rottamazione quinquies prevista dalla manovra di fine anno, però, permette l’accesso ai decaduti entro il 30 settembre 2025 dalla rottamazione quater. Chi non ha versato la rata del 30 novembre 2025, quindi, si trova non solo decaduto dalla sanatoria che stava pagando, ma anche da quella di quest’anno perché non permette l’accesso a chi è decaduto successivamente al 30 settembre 2025. Chi ha saltato la rata del 30 novembre 2025 è tecnicamente fuori dalla quater (per decadenza successiva al termine utile) e fuori dalla quinquies (che nel 2026 guarda a chi era già decaduto entro settembre).
Per consentire a questi contribuenti di continuare a regolarizzare la propria posizione con il Fisco, quindi, già nella Legge di Bilancio si era chiesta una riapertura dei termini per i decaduti dalla rottamazione quater. La proposta era stata avanzata anche come emendamento al decreto Milleproroghe, senza successo.
Ora ci si prova di nuovo con il decreto fiscale per non penalizzare ulteriormente coloro che fino al 30 novembre sono stati in regola con i pagamenti della rottamazione quater e che oggi si troverebbero a dover pagare il capitale residuo del debito maggiorato di sanzioni e interessi.
Per capire se la riapertura dei termini della sanatoria troverà posto nel decreto fiscale è necessario attendere il testo definitivo del decreto fiscale.
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