Rottamazione locale delle cartelle, un emendamento cambia le date

Patrizia Del Pidio

11 Giugno 2026 - 09:11

Approvato dal Senato l’emendamento al decreto legge carburanti che riscrive le scadenze della rottamazione quinquies dei Comuni. Vediamo le nuove date.

Rottamazione locale delle cartelle, un emendamento cambia le date

La rottamazione quinquies con il decreto fiscale viene estesa anche ai debiti contratti con le Regioni e con gli altri enti locali. Un emendamento di Forza Italia al decreto legge carburanti, approvato dal Senato, riscrive il calendario della definizione agevolata dei tributi locali. Gli enti locali che vogliono aderire per le cartelle di loro competenza (Tari, Imu, bollo auto e multe stradali) affidate all’Agenzia delle Entrate Riscossione avranno tempo per aderire fino al 31 luglio. Questo slittamento dei termini, a cascata, fa slittare di un mese anche tutti gli altri.

A beneficiare del mese in più di tempo non saranno solo i Comuni andati recentemente al voto, ma tutti gli enti locali. L’emendamento era stato chiesto dall’Anci per venire incontro alle esigenze dei Comuni andati al voto il 24 e 25 maggio (che hanno poi dovuto affrontare il ballottaggio il 7 e 8 giugno).

Rottamazione quinquies delle cartelle locali, come funziona?

La rottamazione quinquies che ha introdotto la Legge di Bilancio 2026 (per la quale ricordiamo non è più possibile presentare istanza di adesione) permette di regolarizzare i debiti con il Fisco per cartelle esattoriali affidate all’agente di riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. La definizione agevolata permette di pagare solo la quota capitale, con lo stralcio di sanzioni e interessi, con un piano di dilazione che arriva fino a 54 rate bimestrali (circa 9 anni), ma comprende soltanto i debiti derivanti da dichiarazioni presentate e da contributi Inps non versati e non ancora compensati.

Dal perimetro della rottamazione, per la quale era possibile presentare domanda entro il 30 aprile 2026, erano esclusi i tributi locali e le multe.

L’emendamento al decreto fiscale, però, prevede un ampliamento della rottamazione quinquies (anche perché la rottamazione locale non pare essere decollata) alle cartelle esattoriali di Regioni, Province e Comuni. Imu e Tari, quindi, potranno essere rottamate, così come le multe stradali, ma in questo caso lo stralcio comprende solo gli interessi e l’aggio. Quindi l’estensione originaria della rottamazione ai debiti comunali nasce nel decreto fiscale, ma il nuovo calendario è stato rimodulato da un recente emendamento al decreto carburanti.

Rottamazione Imu, tari e multe

L’emendamento non cambia il funzionamento della rottamazione, ma solo il perimetro dei debiti ammissibili. Il periodo che si può sanare resta lo stesso e potranno essere comprese le cartelle di tributi locali e multe affidate all’agente di riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

A prevedere la rottamazione dei carichi dovranno essere gli enti locali e anche in questo caso il piano di rateizzazione potrà arrivare fino a 54 rate, nel rispetto sempre dell’importo minimo di ogni rata che non può essere inferiore a 100 euro.
La dichiarazione di adesione dovrà essere presentata entro ottobre 2026 e nel caso di scelta di pagamento rateale sarà applicato un interesse del 3% annuo dal giorno successivo a quello di scadenza della prima rata.

La novità del decreto fiscale

Il decreto fiscale, in ogni caso, porta un’interessante novità alla rottamazione quinquies: sono reintrodotti i 5 giorni di tolleranza per il versamento (come avveniva per la rottamazione quater) ma soltanto per chi paga in un’unica soluzione oppure per l’ultima rata del piano di dilazione. Resta fermo, quindi, che per tutti i piani di rateizzazione (con l’esclusione dell’ultima rata) i cinque giorni di tolleranza non sono previsti.

Il nuovo calendario della rottamazione locale

Per aderire alla rottamazione dei tributi locali è necessario consultare le delibere del proprio Comune che entro il 31 luglio 2026 dovrà comunicare se aderisce o meno alla rottamazione quinquies. Del nuovo calendario beneficeranno anche i contribuenti che vogliono aderire alla rottamazione dei Comuni che avranno a disposizione una finestra temporale di due mesi per presentare l’istanza di adesione: dal 16 ottobre al 15 dicembre (precedentemente era stato previsto solo un mese di tempo, dal 16 settembre al 31 ottobre).

Entro il 15 ottobre l’AdER renderà disponibili i carichi definibili nell’area riservata del suo portale. La finestra per presentare domanda di adesione si aprirà il giorno successivo, il 16 ottobre.

A cascata anche l’appuntamento per il pagamento della prima o unica rata slitta: non si dovrà pagare entro il 31 gennaio 2027, come inizialmente previsto, ma entro il 31 marzo 2027. Per chi decide di scegliere il pagamento rateale le scadenze per il versamento delle rate successive alla prima sono:

  • 31 maggio 2027;
  • 31 luglio 2027;
  • 30 settembre 2027;
  • 30 novembre 2027.

Per gli anni successivi le scadenze saranno fissate il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno.