L’annuncio del MEF sul nuovo BTP e sulla riapertura di un BTP Green (occhio alla cedola). Il mandato per l’emissione affidato a queste banche.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato nella giornata di oggi, mercoledì 7 gennaio 2026, di avere affidato a un pool di banche il mandato per un’emissione dual tranche mediante sindacato di un nuovo benchmark BTP a 7 anni – scadenza 15 marzo 2033 – e di una riapertura per un importo non superiore a 5 miliardi di euro (no grow) del BTP Green (ISIN IT0005631608)
Il BTP Green presenta una cedola del 4,10% e ha una scadenza 30 aprile 2046.
MEF affida mandato a queste banche per emissione dual tranche. Precisazione sui BTP Green
Le banche a cui è stata affidata l’emissione sono Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., Barclays Bank Ireland PLC, BNP Paribas, Crédit Agricole Corporate & Investment Bank, Morgan Stanley Europe SE e NatWest Markets N.V.
Con la diffusione del comunicato, il MEF ha ricordato che i BTP Green sono titoli di Stato italiani i cui proventi sono destinati al finanziamento di iniziative del bilancio dello Stato con ricadute ambientalmente sostenibili, sottolineando al contempo che con il nuovo “ Quadro di riferimento per l’emissione dei titoli di Stato Green ”, pubblicato il 4 dicembre 2025, sono stati aggiornati i criteri di individuazione e rendicontazione, ai sensi dei Green Bond Principles ICMA (International Capital Market Association), delle spese ambientali sostenibili presenti nel bilancio dello Stato.
“L’obiettivo è rendere più ampio e strutturale l’allineamento ai criteri della Tassonomia UE e alla loro evoluzione negli ultimi anni”, si legge nel comunicato del Tesoro.
Il Tesoro ha precisato che Barclays, Crédit Agricole CIB e NatWest hanno operato come Sustainability Coordinators per l’aggiornamento del nuovo Quadro di riferimento per l’emissione dei titoli di Stato Green.
La precisazione sulle spese eleggibili
Per quanto riguarda l’orizzonte temporale, ha puntualizzato ancora il Ministero dell’Economia e delle Finanze, “ le spese eleggibili sono selezionate dal bilancio dello Stato italiano per un periodo compreso tra i tre anni di bilancio precedenti e l’anno successivo all’emissione dell’obbligazione, con priorità, per quanto possibile, alle spese sostenute nell’anno di bilancio in corso e nei due anni precedenti ”.
Il Tesoro ha ricordato inoltre che “le voci di spesa relative agli anni passati si fondano su dati di consuntivo, mentre per il 2026 si tratta di una stima basata sugli stanziamenti di bilancio e su evidenze storiche, dalle quali sono estrapolati i probabili pagamenti effettivi dell’anno. Il bacino delle spese ammissibili è costruito in maniera prudenziale, includendo soltanto quelle spese di cui è possibile ottenere una rendicontazione tempestiva e completa”.
La transazione dei nuovi Titoli di Stato “ sarà effettuata nel prossimo futuro, in relazione alle condizioni di mercato”.
Il MEF ha infine precisato che “l’annuncio dei titoli e dei quantitativi in offerta nelle aste di titoli a medio-lungo termine previste per martedì 13 gennaio avverrà tenendo conto dell’operazione annunciata”.
Il punto sui BTP Green guardando al 2026 post emissioni MEF 2025
Con la pubblicazione alla fine di dicembre 2025 delle Linee guida della gestione del debito pubblico 2026, il MEF ha ricordato che, “in linea con gli anni precedenti, anche nel 2025 il Tesoro ha confermato la sua presenza sul segmento Green, sia con la riapertura in asta di titoli già in circolazione sia con l’emissione via sindacato di un nuovo benchmark, effettuata a gennaio”.
Si è trattato di “ un nuovo titolo, con scadenza 30 aprile 2046, che è stato collocato per un importo pari a 5 miliardi di euro, riscontrando una domanda eccezionalmente elevata e una larga partecipazione di investitori ESG (Environmental, Social and Governance) che hanno sottoscritto oltre la metà dell’ammontare emesso”. La riapertura in dirittura d’arrivo annunciata oggi dal Tesoro riguarda proprio questo titolo di Stato green.
Il MEF ha menzionato il risultato analogo per “ la riapertura via sindacata del BTP Green 2037 , effettuata a giugno per un ammontare complessivo di 5 miliardi di euro, a fronte di una domanda superiore ai 90 miliardi, ricordando che, come per gli anni scorsi, i proventi delle emissioni di BTP Green sono destinati alla copertura del pool di spese con positivo impatto ambientale presenti nel Bilancio dello Stato relativo all’anno di emissione e ai consuntivi dei tre anni precedenti”.
Così ancora il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nelle Linee guida della gestione del debito pubblico, riferendosi ai BTP Green:
“Nel 2026, questo segmento di mercato sarà interessato da sviluppi significativi, legati sia al crescente sforzo verso la transizione ecologica ed energetica messo in atto dal Paese - con conseguente crescita delle necessità di provvista finanziaria da raccogliere sul mercato - sia agli impatti dell’evoluzione normativa tesa a favorire la canalizzazione degli investimenti verso progetti e spese volti a realizzare la suddetta transizione. In quest’ottica, in relazione all’evoluzione delle condizioni di mercato ed in ragione delle esigenze di finanziamento, nel 2026 il Tesoro proseguirà con il suo programma di emissioni di BTP Green, fornendo liquidità ai titoli esistenti e valutando la possibilità di collocare un nuovo titolo mediante sindacato”.
Occhio anche agli altri Titoli di Stato che saranno emessi nel corso del 2026.
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