Titoli di Stato: quelli italiani non sono i più acquistati. Chi preferisce BCE?

I titoli di Stato italiani non sono i più acquistati dalla BCE: in classifica sono soltanto al terzo posto. Chi sono i preferiti della banca centrale?

Titoli di Stato: quelli italiani non sono i più acquistati. Chi preferisce BCE?

I titoli di Stato italiani sono soltanto i terzi più acquistati dalla BCE.

A rivelarlo una recente indagine del Centro Studi ImpresaLavoro che, elaborando i dati forniti dallo stesso istituto centrale, ha evidenziato come nei primi cinque mesi dell’anno la percentuale di acquisti sull’Italia sia stata pari al 16,2% del totale, una cifra corrispondente a 3,612 miliardi di euro al mese.

La domanda risulta pertanto spontanea: quali sono i titoli di Stato più acquistati dalla BCE?

I titoli di Stato più acquistati nei primi 5 mesi dell’anno

Stando all’analisi citata, nei primi 5 mesi dell’anno i titoli di Stato più comprati dall’istituto di Mario Draghi sono stati quelli tedeschi e quelli francesi. Nel caso di Berlino la media mensile è risultata di 5,255 miliardi di euro, corrispondenti al 23,6% del totale. Nel caso di Parigi, invece, i 4,184 miliardi di euro medi e mensili sono corrisposti ad un più modesto 18,8%.

L’Italia, come accennato, si è collocata al terzo posto della classifica, ed è stata seguita dalla Spagna, con €2,834 miliardi di titoli di Stato acquistati in media ogni mese, corrispondenti al 12,7% del totale.

In tutti gli altri Paesi europei, ha fatto notare l’indagine, la BCE ha comprato titoli in percentuali ovunque inferiori al 5% del totale.

Si ricordi che, i titoli detenuti dalla banca centrale devono esse proporzionati alla percentuale di capitale azionario BCE posseduta da ogni Paese. Questa misura, però, varia a seconda delle dimensioni del singolo Stato.

Il trend di maggio

Nel solo mese di maggio, la BCE ha acquistato titoli di Stato italiani in misura leggermente inferiore rispetto alla media: 3,609 miliardi di euro (362 milioni in meno rispetto ad aprile ma circa 190 milioni in più rispetto a gennaio e marzo).

Nello stesso arco di tempo, poi, sono scesi gli acquisti da Austria, Belgio, Olanda, Spagna e Francia, mentre sono saliti quelli dalla Germania in concomitanza con la scadenza di un determinato numero di bond, da comprare per reinvestire i proventi in altri titoli tedeschi.

Si noti, tra l’altro, come in virtù delle oscillazioni del QE, passato ora a quota 30 miliardi al mese e in procinto di terminare, lo shopping di titoli di Stato rispetto alla media del 2016 si sia ridotto a un terzo.

“Questi dati sfatano alcune false notizie su presunti cambiamenti nel programma di acquisti di titoli italiani da parte della BCE a seguito dell’insediamento del nuovo governo,”

ha tuonato Massimo Blasoni, presidente del Centro Studi ImpresaLavoro che ha poi aggiunto:

“entro qualche mese la Banca Centrale Europea non acquisterà più ulteriori titoli di Stato italiani, con la conseguenza di un probabile aumento dello spread. Le nuove aste di titoli offriranno rendimenti superiori che si tradurranno in maggiori interessi da pagare e conseguentemente in maggior spesa pubblica.”

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