La guerra torna a spaventare i mercati e i primi a pagare sono i titoli più esposti: le compagnie aeree. Gli analisti iniziano a tagliare le valutazioni, con target price ridotti fino al 24%.
Nel suo ultimo discorso alla nazione, Donald Trump ha alzato drasticamente i toni sul conflitto con l’Iran: Washington potrebbe colpire “in modo estremamente duro” entro poche settimane, arrivando persino a riportare il Paese all’“Età della pietra”. Sul tavolo resta un ultimatum (fissato al 6 aprile) e si moltiplicano le minacce contro infrastrutture energetiche e centrali elettriche.
I mercati temono però che il conflitto possa durare più a lungo. Tra i titoli più esposti ci sono quelli delle compagnie aeree. Tra carburante alle stelle e rischio di cancellazioni di voli estivi, Morgan Stanley è tra i primi a muoversi, tagliando in modo significativo le stime su tutto il settore.
Ma è proprio nei momenti di massima pressione che si aprono opportunità interessanti per chi investe. Il settore è destinato a soffrire ancora o si intravede un punto di ingresso in vista di un possibile rimbalzo?
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Rating e target: cosa temono gli analisti
Il cambio di scenario si riflette subito nelle valutazioni degli analisti, che iniziano a incorporare un petrolio stabilmente sopra i 100 dollari al barile e il rischio di un conflitto prolungato in Medio Oriente.
L’aumento dei costi del carburante e la possibile frenata della domanda in caso di escalation potrebbero portare a una compressione dei margini, in un settore già altamente sensibile agli shock esterni.
Per questo motivo, Morgan Stanley ha rivisto al ribasso i prezzi obiettivo su gran parte del settore aereo europeo. Il taglio più significativo riguarda EasyJet, con un target ridotto da 410 a 310 pence (circa -24%) e rating confermato Underweight. Peggiora anche il giudizio su Lufthansa, declassata da Overweight a Equal-weight, con target abbassato da 9,40 a 7,50 euro (circa -20%). Più contenute le revisioni su IAG (target a 5,10 euro da 5,60, circa -9%, ma con rating ancora Overweight) e su Air France-KLM (da 11,70 a 9,60 euro, circa -18%, con giudizio Equal-weight).
Anche Barclays, UBS e AlphaValue si muovono nella stessa direzione, sottolineando come ogni aumento del Brent possa tradursi in una pressione diretta sui conti, difficilmente compensabile nel breve periodo tramite l’aumento delle tariffe. A questo si aggiunge il rischio operativo, con possibili interruzioni nelle rotte e tensioni sugli hub più esposti.
Ecco i target price indicati dalle principali banche d’affari sui titoli delle compagnie aeree europee:
| Titolo | Morgan Stanley | Barclays | UBS |
|---|---|---|---|
| Lufthansa | 7,50 euro | 8,00 euro | 9,40 euro |
| EasyJet | 310 pence | n.d. | 700 pence |
| IAG | 5,10 euro | 440 pence | 350 pence |
| Air France-KLM | 9,60 euro | 10,30 euro | 10,00 euro |
| Finnair | n.d. | 2,80 euro | n.d. |
| Ryanair | n.d. | n.d. | 33,15 euro |
| Wizz Air | n.d. | n.d. | 1.430 pence |
Quali titoli possono rimbalzare (e quali no)
Oggi il mercato sta prezzando lo scenario peggiore, ma chi investe sta già guardando oltre. E le valutazioni potrebbero cambiare velocemente in base a come evolverà il conflitto e, di conseguenza, il prezzo del petrolio.
In uno scenario di guerra prolungata, con il petrolio stabilmente sopra i 100 dollari al barile, i titoli più vulnerabili sono quelli con minore capacità di trasferire l’aumento dei costi sui prezzi finali e con margini già sotto pressione. Anche se le coperture sul carburante (tra il 55% e l’80%) offrono un cuscinetto temporaneo, nel breve pesano costi e incertezza.
Tra le compagnie più esposte troviamo EasyJet, che non a caso ha ricevuto il downgrade maggiore da parte di Morgan Stanley (-24%). Anche Lufthansa potrebbe continuare a soffrire, a causa di una elevata esposizione a rotte sensibili.
Il caso più delicato è quello di Wizz Air, che secondo UBS potrebbe pagare il prezzo più alto di questa crisi. Pur mantenendo un giudizio buy (target a 14,3 sterline), resta il titolo più legato al Medio Oriente: questo significa maggiore volatilità nel breve, ma anche un potenziale upside elevato se l’area dovesse stabilizzarsi.
Nel caso di de-escalation, con un ritorno del petrolio sotto controllo, i titoli che potrebbero guidare il rimbalzo sono quelli con fondamentali più solidi. I candidati più forti sono IAG e Ryanair. Entrambi beneficiano di una maggiore capacità di gestione dei ricavi, rotte più redditizie e una domanda strutturalmente solida.
Subito dietro si colloca Lufthansa, che mantiene un profilo più ciclico: oggi è penalizzata dall’esposizione a rotte sensibili, ma proprio per questo potrebbe beneficiare in modo significativo di un miglioramento dello scenario, con un rimbalzo potenzialmente ampio ma meno lineare.
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