Terapie intensive, documento shock del’ISS: priorità a chi può sopravvivere

Sul sito dell’ISS è apparso un nuovo documento per anestesisti e rianimatori sulle decisioni da prendere quando i posti in terapia intensiva sono pieni

Terapie intensive, documento shock del'ISS: priorità a chi può sopravvivere

Nuovo documento shock sulle linee guida da seguire per scegliere chi salvare in tempi di ospedali pieni. Sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità è stato pubblicato un protocollo a uso anestesisti sui parametri da seguire quando bisogna decidere chi intubare.

ISS: criteri per scegliere chi salvare

L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato un nuovo protocollo per le terapie intensive, per coadiuvare medici anestesisti nella decisione di chi salvare quando i posti letto sono esauriti. Il titolo del documento, di cui dà conto il Messaggero, è “Decisioni per le cure intensive in caso di sproporzione tra necessità assistenziali e risorse disponibili in corso di pandemia da COVID-19”.

È stato realizzato dalla Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva (Siaarte) e dalla Società italiana di medicina legale e delle assicurazioni. Una pratica simile avviene durante le catastrofi naturali.

La situazione pandemica attuale “rende necessario ricorrere a scelte di allocazione delle risorse”. Per le rianimazioni, questo significa dover accertare chi “potrà con più probabilità o con meno probabilità superare la condizione critica con il supporto delle cure intensive”.

Unità di rianimazione cariche come a marzo

Questo vuol dire che l’età non è comunque l’unico criterio in base al quale bisognerà scegliere a chi dedicare le risorse. I parametri al momento al vaglio dell’ISS sono bensì 12. La decisione, in alcuni casi, potrebbe anche essere lasciata al paziente.

Un documento simile era stato pubblicato anche a marzo, nel corso della prima ondata di coronavirus.

“Lo scenario in cui ci siamo trovati a marzo sta purtroppo tornando attuale con un’intensità e una durata ancora non quantificabili”, afferma la presidente Siaarte Flavia Petrini.

Al paziente, si legge ancora nel documento, dovranno comunque essere “garantiti i suoi diritti e assicurato che sarà preso in carico con gli strumenti possibili”.

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