Tassi fissi del 9,50% i primi due anni sul bond in dollari di banca Intesa Sanpaolo

Stefano Vozza

18 Maggio 2026 - 06:12

Un’obbligazione corporate con coupon a periodicità annua di importo fisso nei primi anni e poi variabili fino al termine

Tassi fissi del 9,50% i primi due anni sul bond in dollari di banca Intesa Sanpaolo

È fresca dei giorni scorsi l’ultima emissione obbligazionaria retail targata banca Intesa Sanpaolo. Il prodotto prevede un modesto taglio di accesso al titolo di cui, rispetto a molti altri bond concorrenti, ne è certa la scadenza ultima, tra 10 anni. Inoltre prevede una struttura particolare dei payout che vedremo nei dettagli. Anticipiamo solo che il neo bond di Intesa Sanpaolo paga interessi fissi al 9,00% e poi interessi spread.

I punti chiave dell’obbligazione di banca Intesa

In gergo finanziario ha dicitura tecnica: “USD Obbligazioni Strutturate Spread scadenza 29.04.203”, mentre il codice identificativo ISIN è IT0005706871. Il bond è quotato e negoziato sul MOT e su EuroTLX di Borsa Italiana ed è accessibile mediante la propria banca di fiducia presso cui si detiene il conto titoli.

Ha data emissione 29 aprile e scadenza allo stesso giorno del 2036, tra 10 anni, senza callability, ossia facoltà per Intesa di rimborsarle in anticipo. Pertanto o lo si trada per un proprio periodo di tempo o lo si acquista e si tiene a scadenza per la certezza del 100% del valore nominale. Tuttavia, soprattutto la prima casistica (trader), ma anche la seconda (cassettista) presuppongono perlomeno una discreta propensione al rischio. Nel caso del trader, anche un’elevata capacità di lettura dei mercati finanziari al fine di sfruttare al meglio i pro del bond.

Come anticipato è rivolto agli investitori individuali, è denominata in dollari americani ed ha un taglio minimo di 2mila $. Al cambio attuale EUR/USD a 1,1625 vuol dire che servono 1.720 € per comprare un titolo alla pari. È ovvio che tale esborso muterà nel tempo a seconda di due fattori:

  • il cross tra le due valute, dove al rafforzarsi dell’eurovaluta diminuisce il controvalore d’acquisto e viceversa;
  • le future quotazioni del titolo, e da cui la spesa dipenderà in maniera lineare.

Interessi fissi e interessi spread fino a scadenza

Come afferma l’emittente, il prodotto punta a erogare coupon in parte fissi e parte variabili (spread) legati inversamente al trend del sottostante. Nello specifico:

  • 9,00% annuo lordo, pari al 6,66% al netto del 26% di imposta sostitutiva, del valore nominale dei titoli sottoscritti nei soli 1° e 2° anno. È la fase in cui arrivano gli interessi a tasso fisso (il 29/04/’27 e il 29/04/’28), con la cedola avente sempre periodicità annua, dal 1° al 10°;
  • interessi spread dal 3° anno fino al 2036. Il loro ammontare sarà pari al prodotto tra il valore nominale detenuto e il minore tra: 7,60% e il maggiore tra 0 e lo spread. Non cambia invece la data e la periodicità dello stacco cedola, sempre a fine aprile. Lo spread, in particolare, è pari alla differenza tra 7,60% e il maggiore tra 0 e il valore rilevato del sottostante che è l’indice SOFR. In altri termini, gli interessi variabili dal 2029 sono pari al 7,60% meno la variazione percentuale del tasso SOFR, con un cap pari al 7,60% e un floor a 0,00%. Si tratta di un legame inverso (bond inverse floater), dato che maggiore è il valore rilevato e minore sarà l’importo della cedola e viceversa.

Nella stima della variazione percentuale del sottostante, l’emittente userà il SOFR rilevato 5 giorni lavorativi precedenti l’inizio e la fine di ogni periodo di interesse.
Ricordiamo che il termine SOFR sta per Secured Overnight Financing Rate e rappresenta il tasso benchmark usato per i prestiti e i derivati espressi in USD. A voler fare un paragone sempliciotto, dato che non calza al 100% ma presenta chiare differenze strutturali, un indice tipo l’Euribor da noi.

Il neo bond di Intesa Sanpaolo paga interessi fissi al 9,00% e poi interessi spread

Le uniche, relative certezze risiedono quindi nella cedola fissa e nota a priori del primo biennio. Poi scatta la componente variabile che potrebbe regalare grosse soddisfazioni quanto più le tensioni sul mercato monetario USA risulteranno rientrate a quel tempo. In caso contrario intaccheranno il massimale dei coupon erodendolo tanto quanto più risulteranno marcate.

A prescindere dal sottostante, inoltre, tanto nel primo biennio quanto dopo andranno fatti i conti con il cross euro/dollaro. Più si apprezzerà il biglietto verde al tempo del disinvestimento (a scadenza o prima) e maggiori saranno i guadagni legati al trade, e viceversa.

Sarà dal diverso disporsi e combinarsi di questi fattori che dipenderà il grosso dei ritorni legati al titolo. Non saranno gli unici dato che ce n’è almeno un terzo che, al pari dei primi due, può costituire un pro quanto un contro. È il rischio di mercato, cioè di oscillazione dei corsi sul mercato secondario. Ad oggi i valori min-max segnati sono stati, nell’ordine, 99,07 e 102,80 USD. Al momento il titolo lo si acquista sotto cento, a 99,35, per un effettivo a scadenza sul 5,2% lordo (dati Borsa Italiana). Infine occhio al rischio di controparte, cioè emittente, e a quelli legati alla scarsa liquidità del prodotto sul mercato secondario.