Il Presidente della Fed Jerome Powell parla della posizione in cui versa la banca centrale USA in tempi di guerra e affronta la questione dell’inflazione.
Il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell è tornato a prendere la parola oggi, lunedì 30 marzo 2026, non sbilanciandosi troppo sulla possibile direzione dei tassi USA, dopo la recente decisione di lasciarli inchiodati al range compreso tra il 3,5% e il 3,75%, per la seconda volta consecutiva.
Il prossimo Fed Day, va ricordato, è atteso per mercoledì 29 aprile 2026 quando, al termine della riunione del FOMC che andrà avanti per due giorni - iniziando dunque il 28 aprie - Wall Street conoscerà il nuovo verdetto sui tassi.
Tassi Fed, Powell: versiamo in una buona posizione per adottare approccio wait and see
Oggi, il timoniere della Banca centrale americana Jerome Powell ha cercato di calmare i nervi dei trader, sottolineando che la Federal Reserve versa “in una buona posizione”, che le consente di aspettare e vedere (dunque di attenersi alla logica del wait and see) “per capire come la situazione si evolverà” (riferimento alla guerra in Medio Oriente e alle possibili conseguenze rialziste sull’inflazione e ribassiste sulla crescita del PIL USA.
Certo, “ c’è tensione tra i nostri due obiettivi ”, ha ammesso il banchiere centrale, riferendosi al doppio mandato dell’istituzione, che è quello di garantire la massima occupazione e, al contempo, la stabilità dei prezzi, dunque dell’inflazione, che negli States rimane tuttora a livelli più alti rispetto al target fissato dalla Fed.
“Noi siamo impegnati a riportare l’inflazione al 2% su base sostenibile”, ha tenuto a precisare Powell che, a proposito dei dazi di Trump, ha sottolineato di credere che l’effetto sarà una tantum, pari per la precisione a un’aggiunta tra lo 0,5% e l’1% all’inflazione USA.
Tassi Fed, Powell avverte: monitorare aspettative sull’inflazione
Powell ha fatto poi notare che spesso si tende a ignorare gli shock che colpiscono l’offerta quando, invece, “è necessario prestare attenzione alle aspettative sull’inflazione ”.
Dunque, è cruciale “ monitorare le aspettative sull’inflazione in modo molto attento”, anche se queste, al momento, “ appaiono ben ancorate ”, ha rassicurato il numero uno della istituzione.
Così, Lindsay Rosner, head of multi sector fixed income investing di Goldman Sachs Asset Management, ha commentato l’esito dell’ultima riunione del FOMC, la seconda del 2026, che risale al 18 marzo scorso:
“La Fed manterrà per ora un atteggiamento attendista, in attesa di maggiore chiarezza sugli sviluppi in Medio Oriente. Nonostante le previsioni di un aumento dell’inflazione, il FOMC mantiene un orientamento accomodante, con una ristretta maggioranza dei membri del comitato che prevede una ripresa dei tagli entro quest’anno. Continuiamo a ritenere che vi sia spazio per due tagli di ’normalizzazione’ nel 2026, anche se la tempistica dipenderà dalla durata del conflitto”.
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