TARI, rischio aumento dal 2020. Comuni contro il nuovo calcolo ARERA

Il nuovo metodo tariffario studiato da ARERA per il calcolo della tassa sui rifiuti potrebbe comportare un aumento dei costi della TARI dal 2020. A sottolinearlo la circolare 345 del 12 novembre 2019 di ANCI Lombardia.

TARI, rischio aumento dal 2020. Comuni contro il nuovo calcolo ARERA

Stangata in arrivo sulla TARI dal 2020: c’è il rischio concreto che la tassa sui rifiuti possa aumentare con il nuovo metodo di calcolo studiato da ARERA.

È l’ANCI Lombardia a lanciare l’allarme, con la circolare 345 del 12 novembre 2019 che evidenzia le varie criticità del nuovo metodo di calcolo della TARI.

Il tariffario approvato dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente ha come scopo quello di rendere più trasparente ed efficiente la tassa sui rifiuti, così che ci sia un rapporto coerente qualità/prezzo.

La riforma della TARI potrebbe però rivelarsi controproducente, soprattutto per le tasche già svuotate dei contribuenti.

Ad esempio, una delle criticità riscontrate dall’ANCI Lombardia è che in realtà, con il nuovo metodo di calcolo, si arriva a un aumento delle tariffe, sia che i Comuni abbiano effettuato investimenti o meno.

Inoltre, per i Comuni che hanno previsto investimenti, le nuove tariffe ricalcolate della TARI supererebbero i limiti posti dalla stessa ARERA.

Il risultato è che i Comuni dovrebbero pagare la quota eccedente, con il conseguente aumento dei costi della tassa sui rifiuti per i contribuenti.

TARI, aumento dal 2020 della tassa sui rifiuti: i Comuni contro ARERA

La tassa sui rifiuti è tra le più odiate dai cittadini italiani, che spesso si trovano a pagare prezzi altissimi per un servizio scadente. Quasi mai si verifica un buon rapporto qualità/prezzo, ed è in questo contesto che si inserisce il nuovo sistema di calcolo della TARI firmato ARERA.

L’ARERA aveva preannunciato che ci sarebbe stata una rivoluzione per il calcolo della tassa sui rifiuti, ma ci aspettava un miglioramento sia dell’importo in bolletta che dei servizi di smaltimento e gestione dei rifiuti.

Il rischio di un aumento della TARI è stato evidenziato dall’ANCI Lombardia con la circolare 345 del 12 novembre 2019, in cui vengono messe nero su bianco le criticità del nuovo metodo tariffario studiato dall’Authority.

Nella circolare si sottolinea come l’ARERA, che ha approvato il nuovo Metodo Tariffario per il servizio integrato di gestione dei Rifiuti (MTR) il 31 ottobre scorso, non abbia tenuto conto di buona parte delle considerazioni espresse da ANCI nazionale e da IFEL (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale).

Viene riscontrato, infatti, come le tariffe per il calcolo della TARI aumentino sia che i Comuni abbiano in programma investimenti, sia in caso contrario.

Inoltre, qualora i Comuni abbiano previsto degli investimenti, il ricalcolo dei prezzi secondo il nuovo metodo tariffario porterebbe a un superamento dei limiti dei costi che la stessa ARERA ha imposto.

Questa contraddizione interna porta con sé delle ripercussioni sul bilancio del Comune, che dovrebbe sborsare la quota eccedente.

Il risultato finale? Un aumento della TARI a discapito del portafogli dei contribuenti, poiché è sui cittadini che i Comuni si rivarrebbero.

La situazione si aggrava in quanto il nuovo tariffario dell’ARERA entra in vigore dal 1° gennaio 2020, e quindi i Comuni devono approvare la delibera dell’Authority entro la fine dell’anno.

Nuovo metodo di calcolo per la TARI, proroga in arrivo?

Per avere il tempo di lavorare sulle opportune modifiche da effettuare, l’ANUTEL (Associazione Nazionale Uffici Tributi Enti Locali) ha chiesto di prorogare al 2021 l’entrata in vigore del nuovo metodo tariffario di ARERA.

Un altro elemento che fa propendere verso una proroga è che i tempi sono oggettivamente stretti: i Piani Finanziari a cui stanno lavorando i Comuni (che sono circa 8.000) devono essere tutti approvati da ARERA entro il 31 dicembre 2019.

L’ANCI Lombardia sta lavorando affinché l’ANCI nazionale si adoperi presso il Governo e il Parlamento, in modo da risolvere le criticità e consentire “un avvio ponderato e condiviso del nuovo sistema di tariffa.”

Infine, l’ANCI regionale invita tutti i Comuni a segnalare le difficoltà riscontrate nell’applicazione del nuovo metodo tariffario di ARERA.

Il problema più grande da affrontare è costituito dalle contraddizioni della nuova modalità di calcolo della tassa sui rifiuti: finché tali storture non vengono corrette, i Comuni si troveranno in difficoltà, a prescindere dalla data di entrata in vigore dei nuovi criteri.

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Bollette Tari Tasse

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1 commento

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Cristina Ciccarelli • 2 settimane fa

Il rischio è di un altro tipo, da un indagine è emerso che molti comuni -uffici tributi- hanno sbagliato a fare i calcoli con la q.f. e q.v. gonfiando gli importi annuali di certi contribuenti, probabilmente gli errori di calcolo degli enti pubblici avevano la finalità di aumentare le loro entrate economiche snobbando i disservizi correlati ai rifiuti, c’è anche chi ha scritto contraddizioni nel n degli occupanti pertanto il problema reale sono le incapacità di calcolo che vennero illustrate anche con uno schema -2017- persino dal ministero correlato cioè economia e finanze con una circolare che è visibile anche online per chi è interessato-a a capire con precisione le anomalie sfornate dagli enti pubblici. Prima di imparare il nuovo devono correggere il vecchio altrimenti fanno sempre la solita cerchia di lagnanze sterili. Devono ancora dimostrare di saper risolvere il problema segnalato.

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