TARI in aumento, ecco dove si paga di più: Piemonte e Basilicata in testa alla classifica

Secondo lo studio di Confcommercio la TARI è in aumento: dal 2010 la tassa sui rifiuti è incrementata del 76%. Non sempre però il costo maggiore è corrisposto a migliore servizio. Ecco dove la tassa rifiuti si paga di più.

TARI in aumento, ecco dove si paga di più: Piemonte e Basilicata in testa alla classifica

TARI in aumento, a confermarlo non solo le bollette ma anche lo studio dell’Osservatorio Tasse Locali di Confcommercio.

Dal 2010 la tassa rifiuti è aumentata del 76%, ma non sempre il costo maggiorato ha portato a un miglioramento del servizio, anzi: sono pochissime le regioni italiane in cui c’è un buon compromesso tra costo del servizio e qualità dello stesso.

Piemonte, Basilicata e Calabria le regioni in cui la TARI è più alta.

Tra le attività che pagano di più negozi di ortofrutta, fiorai e pescherie, ma anche librerie, discoteche e negozi di abbigliamento.

Da gennaio 2020 dovrebbe partire il nuovo sistema di calcolo della TARI firmato ARERA, che si spera porti non solo a un abbassamento del costo in bolletta, quanto a un miglioramento sostanziale del servizio di gestione e smaltimento dei rifiuti.

TARI in aumento, ecco dove si paga di più

Secondo uno studio dell’Osservatorio Tasse Locali di Confindustria, dal 2010 la TARI è stata protagonista di un incremento del 76%.

La norma vorrebbe che a un aumento del costo di un servizio ci fosse, in corrispondenza, un miglioramento della prestazione.

Il caso della TARI, però, fa eccezione a tale regola.

Tramite il sito di OpenCivitas, promosso dal Dipartimento delle Finanze e dalla SOSE, si può ricavare il costo ottimale di servizio di gestione dei rifiuti calcolato in situazioni di efficienza.

Calcolando i fabbisogni standard di ogni comune e confrontandoli poi con i costi effettivi della TARI, quasi tutte le regioni di cui si hanno i dati si trovano in una situazione lontana dal fabbisogno standard, quindi tutt’altro che ottimale o efficiente.

La causa è da imputare, secondo Confcommercio, al fatto che i Comuni inseriscono spese improprie nel bilancio, al fine di per coprire i segni della cattiva e inefficiente gestione locale.

Le regioni in cui la TARI si paga di più sono Piemonte, Basilicata, Calabria, Liguria e Lombardia.

Il portale di OpenCivitas, inoltre, assegna un voto da 0 a 10 in base al rapporto tra quantità di servizi offerti da un Comune e la media dei comuni della stessa fascia di popolazione.

Questa valutazione evidenzia che non sempre (o meglio, quasi mai) a costi più alti corrisponde un servizio migliore.

Sono solo cinque le regioni ad arrivare alla sufficienza: Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto.

Anche per la TARI pro-capite è aumentata: la più elevata nel Lazio (261 euro), mentre in Molise si paga meno(130 euro).

Tra le attività che pagano di più, ci sono ortofrutta, fiorai e pescherie, con un costo di 24,3 euro al metro quadrato.

Le spese sono aumentate anche per le discoteche, le librerie e i negozi di abbigliamento.

TARI in aumento, in attesa del nuovo metodo di calcolo si paga di più

Quello che Confcommercio e tutti i consumatori si augurano è che il nuovo piano di calcolo della TARI a base nazionale su cui sta lavorando ARERA possa davvero rappresentare un punto di rottura con quanto fatto finora nella gestione dei rifiuti.

Confcommercio auspica che l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente riesca a intraprendere un dialogo costruttivo con gli operatorie le associazioni imprenditoriali, in modo da costruire una nuova fiscalità locale che sia capace di gestire i rifiuti in modo efficace ed efficiente.

La situazione in molte città italiane è tale che sono molti i contribuenti che hanno chiesto il rimborso per disservizio, ed è soprattutto durante le afose estati che il problema dei rifiuti non adeguatamente raccolti e smaltiti rischia di diventare una vera e propria emergenza sanitaria.

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