Tari, in arrivo rivoluzione per calcolo tassa rifiuti

Tari, a partire dal 2020 si cambia: nuovo metodo di calcolo in arrivo, per rendere più trasparente la tassa sui rifiuti. Le novità dall’ARERA.

Tari, in arrivo rivoluzione per calcolo tassa rifiuti

Per la Tari il 2020 sarà l’anno delle novità. L’ARERA sta lavorando ad una rivoluzione del calcolo della tassa sui rifiuti.

L’obiettivo è introdurre un metodo tariffario condiviso in tutta Italia, un progetto complicato ma non impossibile da realizzare, come diffuso dal comunicato stampa del 10 luglio 2019.

Si prevedono quindi grandi cambiamenti a partire dal prossimo anno: non solo le bollette dovrebbero essere meno costose, ma la gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti dovrebbe nettamente migliorare.

L’obiettivo di ARERA è  fissare gli standard per determinare il costo efficiente delle varie attività di raccolta e smaltimento, e tradurre il tutto in bollette trasparenti per le utenze domestiche e non.

Inoltre, l’Authority sta lavorando a un modo diverso per combattere l’evasione fiscale di chi non paga la Tari.

Calcolo Tari: rivoluzione in arrivo per la tassa sui rifiuti

È stato Stefano Besseghini, presidente di ARERA, ad annunciare la novità tramite il comunicato stampa del 10 luglio 2019: entro il 31 ottobre verrà presentato il primo metodo tariffario nel settore rifiuti condiviso su base nazionale.

La tassa sui rifiuti ad oggi varia moltissimo da città in città, anche molto vicine: spesso nuclei familiari composti dallo stesso numero di persone ma residenti in città diverse (seppur limitrofe) pagano importi completamente diversi.

Le novità previste da ARERA per il calcolo della Tari riguardano principalmente la nuova regolamentazione dei quattro filoni chiave dell’igiene urbana:

  • spazzamento e lavaggio strade;
  • raccolta e trasporto;
  • riscossione e rapporto con gli utenti;
  • trattamento recupero e smaltimento.

Sono previsti quattro schemi tariffari tra cui enti locali e autorità potranno scegliere.

ARERA pubblicherà il metodo tariffario entro il 31 ottobre 2019, dando quindi la possibilità ai consigli comunali di approvare le tariffe della Tari in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani, approvazione che deve verificarsi entro il 31 dicembre 2019.

In questo modo si dovrebbe essere pronti a partire con i nuovi parametri tariffari dal 1° gennaio 2020.

Calcolo Tari: le novità di ARERA sulla tassa sui rifiuti

Il primo metodo tariffario su base nazionale nel settore dei rifiuti a cui sta lavorando ARERA dovrebbe portare con sé molte novità: innanzitutto, le nuove tariffe puntano a individuare il “costo efficiente” dei diversi rami dell’igiene urbana.

Questo vuol dire che la bolletta sarà più trasparente e coerente con le spese per il servizio.

Sempre in nome di una maggiore trasparenza fiscale, ai gestori sarà imposto di comunicare tutte le variazioni importanti nel servizio e di indicare in bolletta:

  • i criteri di calcolo della tariffa;
  • le modalità di pagamento;
  • a chi rivolgersi per eventuali reclami;
  • le informazioni sulle modalità di erogazione del servizio;
  • gli obiettivi ambientali raggiunti o mancati.

Oggi infatti le mancate entrate vengono trasformate nei cosiddetti “costi del servizio”, e alla fine le bollette evase da chi non paga la Tari vengono addebitate a chi paga.

Insomma, chi paga la Tari finisce per pagare non solo le proprie bollette ma anche quelle altrui.

Per mettere fine a questo meccanismo, ARERA sta lavorando a un nuovo metodo per cui il passaggio sarà possibile solo dopo che il gestore avrà tentato senza successo tutte le vie del recupero giudiziale.

In questo modo il rischio evasione viene spostato dai contribuenti paganti al Comune o al gestore.

Calcolo Tari, il primo metodo tariffario unificato

Stefano Besseghini, presidente dell’ARERA, è consapevole del fatto che ci sarà bisogno di impegno e cooperazione tra istituzioni, enti locali e servizi di igiene ambientale, ma con regole chiare per le tariffe, definizione dei costi standard, efficienza del servizio e dotazione infrastrutturale del Paese si può far fronte all’emergenza rifiuti, visto il maggior numero di persone che chiedono il rimborso Tari per disservizio.

Il primo metodo tariffario per il calcolo della Tari dovrà:

  • definire criteri efficienti di monitoraggio e riconoscimento dei costi;
  • introdurre la prima metodologia tariffaria per i costi della gestione dei rifiuti a partire dal 2020;
  • assicurarsi che i piani finanziari saranno correttamente adottati e applicati in modo rapido ed efficace nei diversi livelli istituzionali, istituendo, dove necessario, attività informative e formative;
  • confrontarsi con le varie istituzioni, così da definire le procedure di approvazione dei piani finanziari per garantire chiarezza, completezza e veridicità delle informazioni da un lato, coerenza tra corrispettivi e costi dall’altro.

Da gennaio 2020 le tariffe della Tari dovrebbero quindi subire grandi variazioni: speriamo si tratti di tagli alla bolletta e non di incrementi.

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Argomenti:

Tari Bollette

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