Tari non pagata, cosa succede: i rischi per il cittadino

Pagare la Tari in ritardo comporta una sanzione sull’importo che cresce progressivamente nel tempo: non pagando la tassa sui rifiuti, invece, si rischia persino il pignoramento dei beni.

Tari non pagata, cosa succede: i rischi per il cittadino

In questi giorni in molti si chiedono cosa succede se non si paga la Tari, ossia la tassa che ogni anno va corrisposta al Comune di appartenenza così da usufruire del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

È questo, infatti, il periodo in cui si avvicina la scadenza per il pagamento del primo acconto della Tari, quindi coloro che si trovano in una momentanea condizione di difficoltà economica cominciano ad interrogarsi su rischi e sanzioni per il mancato saldo della tassa sui rifiuti.

Le sanzioni variano a seconda del ritardo con cui avviene il pagamento della Tari; come vedremo in questo articolo dedicato, grazie allo strumento del ravvedimento operoso, per il pagamento con pochi giorni di ritardo c’è una sanzione minima da applicare sull’importo della tassa, con la percentuale che aumenta progressivamente con il passare dei giorni.

Prima di andare avanti è comunque importante sottolineare che le scadenze di questa tassa non sono uguali per tutti poiché vengono decise dal Comune di residenza. A seconda della città in cui si abita, quindi, la TARI può essere pagata in un’unica soluzione, ma anche in tre tranche; solitamente il primo acconto va fatto entro aprile, il secondo entro luglio e il saldo entro la fine dell’anno.

Il prossimo mese quindi molti dovranno pagare il primo acconto della TARI - acronimo di TAssa sui RIfiuti - o perlomeno i soggetti obbligati a farlo.

Nel dettaglio, questa va pagata dal proprietario residente di un immobile, dall’affittuario con contratto di affitto non temporaneo superiore ai 6 mesi e da chi garantisce i servizi nelle aree commerciali e nei locali di multiproprietà.

Sono previste riduzioni invece per la casa vacanze (ma spetta al proprietario dimostrare che vi si alloggia solamente per poche settimane l’anno) , mentre per non pagare la Tari sulla casa di proprietà ma disabitata bisogna dimostrare che l’ immobile è inagibile, inabitabile o diroccato (sentenza di Cassazione n°22770/2009).

Come mezzi di pagamento si possono utilizzare il modello F24, il bollettino postale o la MAV.

Può succedere però che ci si dimentichi di pagare la Tari, oppure che non si abbiano abbastanza soldi per saldare la tassa sull’immondizia entro le scadenze stabilite. Cosa succede in questo caso? Quali sono le conseguenze per la Tari non pagata? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Cosa succede se si paga la Tari in ritardo?

Come per tutte le tasse non pagate, anche sulla Tari pagata in ritardo viene applicata una sanzione. Grazie allo strumento del ravvedimento operoso, però, chi decide di saldare la tassa dovuta al proprio Comune entro un anno dalla scadenza, pagherà una sanzione notevolmente ridotta.

L’importo della sanzione dipende dalla data in cui si procede con il saldo della Tari.

Ad esempio, chi paga quanto dovuto entro 14 giorni dalla scadenza può ricorrere al ravvedimento sprint con il quale viene applicata una sanzione del solo 0,1% del valore dell’imposta per ogni giorno di ritardo. Oltre alla sanzione però bisogna aggiungere gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale.

Chi salda quanto dovuto con un ritardo compreso tra i 15 e i 30 giorni dispone del ravvedimento breve con il quale viene applicata una sanzione fissa dell’1,5% del valore dell’imposta, più i suddetti interessi.

Dal 30° giorno di ritardo (ma entro il 90°) si applica invece il ravvedimento medio, con una sanzione fissa dell’1,67% (più gli interessi). Il ravvedimento lungo invece può essere applicato dopo il 90° giorno di ritardo, con una sanzione fissa pari al 3,75% dell’importo da versare, più gli interessi.

Come anticipato però il ravvedimento operoso si applica solamente quando il saldo della Tari avviene al massimo con un anno di ritardo. Quando il mancato pagamento supera i 12 mesi, quindi, sull’importo da pagare va applicata una sanzione pari al 30% dell’imposta, al quale vanno aggiunti gli interessi.

Cosa succede se non si paga la Tari?

Quando nonostante le richieste del proprio Comune si continua a non pagare la Tari le conseguenze possono essere ben più gravi della semplice sanzione amministrativa.

Se la Tari non si paga da tanti anni e quindi l’importo complessivo supera i 30mila euro si è persino colpevoli del reato di evasione fiscale, per il quale si rischia il carcere. Un’ipotesi comunque molto rara.

Quando l’importo è inferiore a questa cifra, invece, il contribuente commette il solo illecito tributario che non prevede il carcere ma è comunque soggetto a sanzioni molto severe.

Leggi anche- Cosa succede se non pago le tasse?

In caso di mancato pagamento della Tari il Comune può chiedere l’esecuzione forzata per il soddisfacimento in modo coatto del diritto del creditore nei confronti del debitore. Per saldare quanto dovuto per la Tari, quindi, il tribunale può disporre il pignoramento dei beni del debitore.

Prima di concludere ricordiamo che anche la Tari è soggetta a prescrizione: quindi se il Comune non invita il cittadino a pagare la tassa sull’immondizia entro 5 anni (prescrizione breve) non potrà più pretendere il pagamento degli importi evasi.

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