TARI 2020: gli studi professionali pagheranno di meno

Grazie a una novità contenuta nel Decreto Fiscale, la TARI 2020 sarà più bassa per gli studi professionali, poiché il coefficiente per calcolare la loro tariffa va equiparato a quello di banche e istituti di credito.

TARI 2020: gli studi professionali pagheranno di meno

TARI 2020, gli studi professionali pagheranno di meno per effetto di una novità contenuta nel Decreto Fiscale.

Grazie a una disposizione contenuta nell’articolo 58 del DL 124/2019, la tassazione degli studi professionali viene equiparata a quella usata per le banche e per gli istituti di credito.

I Comuni, quindi, devono correggere le misure della tariffa della TARI dovuta dagli studi professionali nel 2020, togliendoli dalla categoria “uffici, agenzie e studi professionali” e inserendoli nella nuova categoria di riferimento.

Gli studi professionali, dunque, non dovrebbero porre in essere alcuna attività, ma sta al Comune occuparsi di spostare gli studi professionali nella nuova categoria.

Vista l’assenza di specifiche disposizioni da parte del legislatore, e considerato che la legge di conversione del Decreto Fiscale è entrata in vigore il 25 dicembre scorso, la novità sulla TARI ridotta per gli studi professionali dovrebbe essere iniziata dal 1° gennaio 2020.

TARI 2020 più bassa per gli studi professionali

TARI 2020, novità in arrivo per gli studi professionali. La tassa sui rifiuti che gli studi professionali dovranno pagare quest’anno sarà probabilmente ridotta.

La novità è contenuta nel Decreto Fiscale 2020, in particolare all’articolo 58-quinquies.

L’articolo in esame modifica la disciplina per la determinazione della TARI, poiché equipara, nel senso di coefficiente da utilizzare per il calcolo delle tasse, gli studi professionali agli istituti di credito e alle banche.

Ad oggi, invece, gli studi professionali sono inseriti nella categoria “uffici, agenzie e studi professionali”, che paga di più rispetto a banche e istituti di credito, in base al coefficiente potenziale di produzione assegnatole.

La modifica consiste, quindi, nell’eliminare gli studi professionali dalla categoria in cui è rientrata finora, e spostarli nella categoria che riguarda “banche ed istituti di credito”.

C’è un’altra novità contenuta nel Decreto Fiscale e che riguarda la tassa sui rifiuti: il bonus TARI 2020, un’agevolazione per i contribuenti con redditi bassi.

TARI 2020, novità sul calcolo per gli studi professionali

Per il calcolo della tariffa della TARI per le utenze non domestiche la legge n. 147/2013 tiene conto dei criteri individuati dal “Regolamento recante norme per l’elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani” (pubblicato in G.U. il 27 aprile 1999), ovvero:

  • la parte fissa della tariffa per le attività commerciali, professionali e produttive in genere è attribuita alla singola utenza “sulla base di un coefficiente relativo alla potenziale produzione di rifiuti connessa alla tipologia di attività per unità di superficie assoggettabile a tariffa e determinato dal comune”;
  • la parte variabile della tariffa viene attribuita dagli enti locali in base a “sistemi di misurazione delle quantità di rifiuti effettivamente conferiti dalle singole utenze”.

Per l’attribuzione della parte fissa della tariffa quindi viene assegnato un coefficiente potenziale di produzione basato sulle aree geografiche Nord, Centro e Sud, con valori massimi o minimi.

I valori minimi e massimi della categoria “uffici, utenze, studi professionali” sono più alti rispetto a quelli di banche e istituti di credito.

TARI 2020 ridotta per gli studi professionali, ma da quando?

Come anticipato, è compito del Comune quello di apportare le dovute modifiche per adeguarsi alla nuova normativa indetta dal Decreto Fiscale 2020.

Gli studi professionali, in teoria, non dovrebbero porre in essere alcuna azione.

Oltre alla novità contenuta nell’articolo 58-quinquies del DL 124/2019, il legislatore non ha dato altre specifiche disposizioni.

Visto che la legge di conversione del Decreto Fiscale è entrata in vigore il 25 dicembre scorso, i Comuni sono tenuti a prendere atto della novità a partire dal 1° gennaio, modificando la categoria di appartenenza degli studi professionali.

Per questa categoria quindi sono in arrivo buone notizie per quanto riguarda la tassa sui rifiuti, che invece è a rischio aumento in moltissimi Comuni.

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