Taglio delle tasse 2027 con la prossima riforma fiscale, il piano del governo spiegato

Simone Micocci

28 Luglio 2026 - 14:23

Nuovo taglio delle tasse nel 2027? Ecco cosa dovrebbe esserci in legge di Bilancio.

Taglio delle tasse 2027 con la prossima riforma fiscale, il piano del governo spiegato

Con la prossima legge di Bilancio dovrebbe arrivare un nuovo taglio delle tasse attraverso una riforma fiscale che, come primo obiettivo, dovrà confermare la riduzione del cuneo fiscale e che solo in un secondo momento il governo potrà concentrarsi nuovamente su Irpef e altre agevolazioni fiscali.

Della riforma fiscale che potrebbe trovare spazio nella legge di Bilancio 2027, al momento, sappiamo ancora poco. L’unica certezza, come confermato dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, è l’intenzione di alleggerire la pressione fiscale, pur nel pieno rispetto dei vincoli di bilancio.

Le ultime dichiarazioni di Leo risalgono allo scorso giugno, quando il viceministro è stato ospite del Forum in Masseria, a Manduria, fornendo alcune importanti anticipazioni sulle misure che potrebbero entrare nella prossima manovra e sugli ambiti nei quali si intende intervenire per ridurre le tasse a carico delle famiglie.

Dichiarazioni che offrono anche qualche indicazione sulle categorie che potrebbero essere interessate: dai giovani fino a chi percepisce redditi più elevati, i quali, in particolare, potrebbero beneficiare di un ampliamento del secondo scaglione Irpef.

Va comunque ribadito che maggiori informazioni arriveranno solamente dopo la pausa estiva, quando inizieranno i lavori per la prossima legge di Bilancio, indicativamente tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Sarà infatti allora che il governo avrà maggiore certezza sulle risorse effettivamente disponibili.

In attesa di conoscere i dettagli della manovra, ecco quindi cosa sappiamo oggi sul taglio delle tasse atteso nel 2027.

La conferma del taglio del cuneo fiscale

Non ci sono ancora dettagli sulle modalità con cui verrà confermato, ma ciò che sembra ormai certo, considerando che si tratta dell’ultima legge di Bilancio dell’attuale governo Meloni, è la prosecuzione di quella che è stata la misura principale dell’intera legislatura: il taglio del cuneo fiscale.

Prima introdotto sotto forma di riduzione dei contributi a carico dei lavoratori e successivamente trasformato in un beneficio fiscale, l’intervento ha avuto l’obiettivo di aumentare lo stipendio netto dei lavoratori dipendenti senza gravare sui costi sostenuti dalle imprese.

Con la prossima manovra, quindi, il governo dovrà innanzitutto garantire le risorse necessarie per confermare il taglio già in vigore e solamente dopo aver messo in sicurezza questa misura sarà possibile valutare nuovi interventi sull’Irpef e sulle altre agevolazioni fiscali.

La conferma del cuneo rappresenterà dunque il punto di partenza della riforma fiscale del 2027, anche perché un’eventuale mancata proroga comporterebbe una riduzione dello stipendio netto per milioni di lavoratori.

Il nuovo taglio dell’Irpef per chi guadagna tra 50.000 e 60.000 euro

Un vantaggio del 10% su un massimo di 10.000 euro di reddito: è questa la misura che potrebbe garantire un “bonus” fino a 1.000 euro l’anno ai contribuenti che guadagnano almeno 60.000 euro.

Il governo sta infatti valutando di estendere il secondo scaglione Irpef, oggi tassato al 33%, fino alla soglia dei 60.000 euro, mentre ricordiamo che attualmente sulla parte di reddito che supera i 50.000 euro si applica l’aliquota del 43%.

La riduzione riguarderebbe quindi solamente la quota compresa tra 50.000 e 60.000 euro: di fatto, chi guadagna 55.000 euro risparmierebbe circa 500 euro l’anno, mentre per chi raggiunge o supera i 60.000 euro il beneficio arriverebbe a 1.000 euro.

Si tratterebbe di un nuovo intervento rivolto al cosiddetto ceto medio, ma la sua approvazione dipenderà, ovviamente, dalle risorse disponibili. Nel dettaglio, il costo stimato è di circa 3 miliardi di euro e, secondo il viceministro Maurizio Leo, le possibilità di trovare le coperture necessarie “sono pari a7 su 10”. Il quadro definitivo sarà però più chiaro solamente tra settembre e ottobre, quando inizieranno i lavori sulla legge di Bilancio.

Sconti per gli affitti dei più giovani

Un’altra categoria che potrebbe beneficiare della prossima riforma fiscale è quella dei più giovani, per i quali il governo sta valutando una misura in grado di ridurre il peso dell’affitto e agevolare l’uscita dalla casa dei genitori.

L’ipotesi allo studio prevede, più precisamente, un taglio dell’Iva dal 10% al 5% per gli under 36 che prendono in affitto un’abitazione, con l’agevolazione che tuttavia non riguarderebbe tutti i contratti di locazione, ma solamente quelli stipulati direttamente con le imprese di costruzione.

La misura avrebbe quindi un duplice obiettivo: aiutare i giovani che vogliono andare a vivere da soli e, allo stesso tempo, sostenere il mercato immobiliare, favorendo la locazione degli immobili nuovi rimasti invenduti o sfitti.

La flat tax non salirà a 100.000 euro

Se da una parte abbiamo visto ciò che il governo potrebbe fare con la legge di Bilancio 2027, possiamo concludere con ciò che invece, almeno al momento, sembra destinato a restare fuori dalla prossima manovra.

Ci riferiamo all’innalzamento da 85.000 a 100.000 euro della soglia di ricavi e compensi per l’accesso al regime forfettario, una proposta, sostenuta soprattutto dalla Lega che tuttavia si scontra con un ostacolo di natura tecnica. La soglia degli 85.000 euro è infatti legata anche alla normativa europea sull’Iva, alla quale l’Italia deve adeguarsi; pertanto, portare il limite a 100.000 euro significherebbe quindi consentire l’applicazione della flat tax solamente ai fini delle imposte dirette, senza poter estendere allo stesso modo l’esonero dall’Iva.

Una soluzione che renderebbe il sistema più complesso e che, secondo il viceministro Maurizio Leo, appare difficilmente realizzabile. Per le partite Iva, quindi, il limite dovrebbe restare fermo a 85.000 euro anche nel 2027, salvo cambiamenti che al momento non sembrano probabili.