Il bonus mobili si trasforma, arriva la proposta di utilizzarlo per pagare le tasse locali non versate: IMU, TARI, multe stradali, bollo auto. Ecco cosa cambia.
Novità nel mondo del bonus mobili, si potrà usare il credito maturato per pagare IMU e TARI? Bonus mobili, si va verso la compensazione con le imposte locali IMU e TARI, questa la proposta arrivata nel decreto fiscale.
Il Parlamento è alle prese con la conversione del decreto legge 38 del 2026, anche conosciuto come Decreto Fiscale e numerosi sono gli emendamenti presentati, alcuni davvero curiosi, tra questi la Sottosegretaria al MEF Savino sottolinea l’idea di convertire il bonus mobili e usarlo in compensazione per il pagamento delle imposte locali accumulate, cioè IMU e TARI, si tratterebbe quindi di una misura volta a contrastare l’evasione fiscale.
Questa non è l’unica proposta, infatti, un emendamento presentato dal Senatore Garavaglia prevede che il bonus mobili sia inglobato nel bonus ristrutturazioni.
Ecco nel dettaglio le novità che potrebbero a breve arrivare per il bonus mobili: compensazione con IMU e TARI o sarà inglobato nel bonus ristrutturazioni?
Bonus mobili per pagare IMU, TARI, bollo auto e altre tasse locali, la proposta
Il Bonus mobili è una detrazione correlata all’esecuzione di ristrutturazioni, nel tempo è stata oggetto di varie modifiche, per gli acquisti del 2026 è possibile ottenere una detrazione Irpef pari al 50% della spesa sostenuta per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici ad elevata efficienza energetica. La detrazione può essere fruita in 10 rate annuali di uguale importo.
Può beneficiare della detrazione chi acquista entro il 31 dicembre 2026 mobili ed elettrodomestici nuovi (di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori) e ha realizzato un intervento di ristrutturazione edilizia a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni.
In base alle dichiarazioni della Sottosegretaria Savino l’obiettivo è rendere coerenti le posizioni creditorie e debitorie del contribuente. In particolare trattandosi di una detrazione Irpef, attualmente può essere fruita se vi è un credito Irpef o comunque capienza fiscale. Ma sembra incoerente, restituire ai contribuenti delle imposte, quando a loro volta hanno debiti fiscali, sebbene con gli enti locali. Ecco perché arriva la proposta di utilizzare il bonus mobili maturato per coprire debiti fiscali con gli enti locali, può trattarsi di IMU, TARI, le più conosciute, ma anche imposte minori, come la TOSAP, multe stradali, bollo auto.
Naturalmente se non vi sono debiti fiscali con gli enti locali, il bonus può essere fruito come detrazione di imposta.
Bonus mobili nel bonus ristrutturazioni: cambiano importi, aliquote e limiti
Questa non è l’unica proposta che potrebbe influenzare il bonus mobili, un ulteriore emendamento punta a inglobare il bonus mobili nel bonus ristrutturazioni. L’emendamento presentato in Commissione Finanze del Senato a firma dell’Onorevole Massimo Garavaglia, introduce anche nuovi limiti di spesa, la spesa massima per il bonus mobili dovrebbe essere pari al 15% dell’importo della ristrutturazione.
Con la nuova proposta vi sarebbe un unico tetto massimo di spesa per bonus ristrutturazioni e bonus mobili. In teoria potrebbe cambiare anche l’aliquota, infatti per il bonus ristrutturazioni dal 2027 l’aliquota scende al 36% per l’abitazione principale e 30% per gli ulteriori immobili. Attualmente però il bonus mobili prevede un’aliquota al 50%.
Infine, il bonus mobili inglobato nel bonus ristrutturazioni diventerebbe strutturale, mentre attualmente viene prorogato di anno in anno.
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