Bonus mobili stravolto nel 2027 e servirà per pagare Imu, Tari e multe. Le novità

Patrizia Del Pidio

22 Maggio 2026 - 11:39

Proposte modifiche al bonus mobili che potrebbe cambiare del tutto meccanismo dal prossimo anno. Nel 2027, inoltre, potrebbe essere usato anche per pagare i tributi locali, il bollo auto e le multe.

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Usare il bonus mobili per pagare i tributi locali come Imu, Tari, multe stradali e bollo auto. Questo è il meccanismo che starebbe studiando il Governo per permettere la compensazione dei tributi locali non versati.

L’idea sarebbe stata anticipata nelle scorse settimane dalla Sottosegretaria al Mef Sandra Savino.
Cosa cambierebbe rispetto a ora nella pratica per i contribuenti? La compensazione, già prevista dalla normativa attuale, come cambierebbe? Vediamo le novità.

Ampliare la portata della compensazione

Allo stato attuale il credito e il debito verso l’Erario viaggiano su due binari separati. I crediti vengono riconosciuti come detrazione Irpef, i debiti vengono gestiti a fatica dall’Agenzia delle Entrate Riscossione. Anche se la riforma della riscossione ha introdotto un meccanismo che congela gli eventuali rimborsi fiscali superiori ai 500 euro per utilizzarli a compensazione dei debiti, quello che è stato proposto per il bonus mobili è diverso.

Attualmente il bonus mobili permette a chi ha effettuato anche una ristrutturazione, di avere diritto a una detrazione del 50% sulla spesa effettuata per arredi e grandi elettrodomestici. La detrazione si applica su un tetto di spesa massimo di 5.000 euro e viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo (massimo 250 euro di detrazione l’anno).

L’ipotesi allo studio permetterebbe di utilizzare le somme spettanti con il bonus mobili come credito spendibile in compensazione degli eventuali debiti. Questo amplierebbe enormemente la portata dell’agevolazione fiscale.

Bonus mobili 2027, come cambierebbe?

Accanto alla proposta di utilizzare il bonus mobili in compensazione, un emendamento al DL 38/2026 vorrebbe anche modificare il bonus stesso a partire dal 2027. In base all’emendamento il bonus mobili sarebbe inglobato nel bonus ristrutturazione consentendo una detrazione nel limite massimo del 15% dell’ammontare complessivo delle spese detraibili per la ristrutturazione. Cosa cambierebbe?

Come abbiamo già accennato, oggi il bonus mobili permette una detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 euro. La detrazione, anche se trainata dal bonus ristrutturazione, è completamente slegata dall’entità della spesa sostenuta per gli interventi edilizi. Con la modifica sparirebbe sia la percentuale del 50% sia il tetto di spesa.

Il bonus mobili diventerebbe un beneficio fiscale proporzionale alla spesa investita per la ristrutturazione della casa: chi spende poco per i lavori edilizi avrà diritto anche a un bonus mobili molto basso, di contro chi sostiene una spesa più alta per la ristrutturazione avrà diritto a un beneficio maggiore per i mobili. Ad esempio: se spendo 10.000 euro per ristrutturare casa, posso detrarre le spese dei mobili solo fino a un massimo di 1.500 euro (il 15%). Chi fa mini-interventi vedrà il bonus mobili quasi azzerato.

Le percentuali del bonus mobili riconosciuto (che oggi è del 50% per prima e seconda casa) sarebbero, poi, legate alla percentuale di detrazione riconosciuta dal bonus ristrutturazione che nel 2027, salvo interventi nella Legge di Bilancio di fine anno, dovrebbe essere del 36% per l’abitazione principale e del 30% per le seconde case.

Di seguito il testo della proposta:

“A decorrere dal 1º gennaio 2027, tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi di cui all’articolo 16-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, rientrano, nel limite massimo del 15 per cento dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili alla detrazione, le spese documentate sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di intervento.”

L’iter dell’emendamento

Ad oggi l’emendamento al Decreto Fiscale è al vaglio della Commissione Finanze del Senato. Potrebbe quindi essere integrato nel decreto, oppure essere stralciato o modificato nel corso dell’iter parlamentare. Per ora, quindi, si tratta soltanto di una proposta.