Leo annuncia un nuovo taglio dell’Irpef che interessa chi ha redditi fino a 60.000 euro. Vediamo cosa succederà con la nuova riforma fiscale.
Taglio Irpef per chi guadagna fino a 60.000 euro: questo l’annuncio di Maurizio Leo nel suo intervento all’evento di Confcommercio Milano, Lodi e Monza Brianza. Il viceministro traccia l’agenda di lavoro sul Fisco nel 2026 intervenendo al convegno da remoto per fare il punto sulle novità fiscali a cui si lavorerà durante l’anno.
Con l’uscita dalla procedura di infrazione si riuscirà, assicura, ad alleggerire definitivamente il peso fiscale che grava sul ceto medio concludendo il taglio del Fisco attuato con la Legge di Bilancio 2026. Cosa prevede Leo e chi beneficerà del nuovo taglio?
Taglio Irpef fino a 60.000 euro
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un taglio dell’Irpef per il secondo scaglione di reddito, quello che va da 28.000 a 50.000 euro. In questo caso l’aliquota è stata ridotta dal 35% al 33% con una riduzione di due punti percentuali che portano a risparmiare i contribuenti fino a 440 euro l’anno.
Inizialmente, però, il taglio dell’Irpef per il ceto medio doveva prevedere anche l’allargamento dello scaglione di reddito fino a 60.000 euro. Non ci sono state le coperture per attuare il taglio per il ceto medio così come era stato proposto e ci si è limitati a tagliare l’aliquota per il secondo scaglione di reddito.
Le parole di Leo
L’uscita dalla procedura di infrazione, con i minori oneri finanziari, permetterà di ricomprendere la fascia di reddito da 50.000 a 60.000 euro nel secondo scaglione Irpef, quello che attualmente versa il 33% di imposte. In questo modo l’alleggerimento fiscale diventa concreto visto che il 7,1% dei contribuenti presenta dichiarazioni sopra i 50.000 euro andando a versare il 44% del gettito totale dell’Irpef.
Leo frena i facili entusiasmi ricordando che i conti vanno sempre fatti con prudenza, ma “alla luce delle circostanze favorevoli che si sono determinate ci potrebbero essere le condizioni per trovare le risorse”.
Finanziare l’ampliamento del secondo scaglione fino a 60.000 euro costerebbe dai 3,5 ai 4 miliardi di euro (che si dovrebbero sommare ai 3 già necessari per la riduzione di due punti percentuali dell’aliquota già attuata per il secondo scaglione). La riforma attuata dalla Legge di Bilancio 2026 coinvolge circa 13,6 milioni di contribuenti, con un beneficio tangibile per contribuente che varia da 218 a 440 euro l’anno.
Quanto si risparmierebbe con il nuovo taglio?
Il nuovo taglio dell’Irpef per redditi fino a 60.000 euro, però, sarebbe più costoso. Il passaggio della fascia di reddito tra i 50.000 e i 60.000 euro dall’attuale aliquota del 43% a quella del 33% genererebbe un risparmio significativo. Per chi dichiara esattamente 60.000 euro, i 10.000 euro di eccedenza rispetto al secondo scaglione non sarebbero più tassati con 4.300 euro (43%), bensì con 3.300 euro (33%).
Questo si tradurrebbe in un risparmio netto aggiuntivo di 1.000 euro l’anno, che andrebbe a sommarsi ai benefici già ottenuti grazie alla riduzione dell’aliquota del secondo scaglione (dal 35% al 33%). Resta tuttavia da chiarire se il governo applicherà il meccanismo di «sterilizzazione» delle detrazioni per i redditi più alti, come già avvenuto con le precedenti manovre, per concentrare le risorse sul ceto medio.
Nella seguente tabella illustriamo una simulazione del risparmio sull’Irpef con la realizzazione del nuovo taglio:
| Reddito Annuo Lordo | Risparmio attuale (Aliquota 33% fino a 50k) | Risparmio aggiuntivo (Aliquota 33% fino a 60k) | Risparmio Totale Annuo |
|---|---|---|---|
| €52.000 | €440 | €200 | €640 |
| €55.000 | €440 | €500 | €940 |
| €58.000 | €440 | €800 | €1.240 |
| €60.000 | €440 | €1.000 | €1.440 € |
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