Taglio IRPEF conviene davvero? Abbiamo fatto i calcoli su tre stipendi tipo

Pietro Pisello

14 Gennaio 2026 - 09:58

IRPEF 2026, quanto si risparmia? Poco o nulla per i redditi bassi, qualche decina di euro per il reddito medio e centinaia per chi guadagna di più.

Taglio IRPEF conviene davvero? Abbiamo fatto i calcoli su tre stipendi tipo

La Legge di Bilancio 2026 è ormai stata approvata e, tra le numerose misure contenute nel provvedimento, una delle più discusse e al tempo stesso apprezzate riguarda senza dubbio la riduzione dell’IRPEF. In particolare, l’intervento interessa il secondo scaglione di reddito, che passa dall’aliquota del 35% al 33%, con l’obiettivo di alleggerire la pressione fiscale su una parte significativa dei contribuenti.

A questo punto, però, è legittimo chiedersi quale sarà il risparmio reale per gli italiani e quanto questa misura inciderà concretamente sulle tasse da pagare. Per capirlo meglio, è utile analizzare alcuni casi pratici e confrontare situazioni reddituali diverse, così da individuare chi beneficia maggiormente della riduzione e chi, invece, ne trae un vantaggio minimo o nullo.

Di seguito proponiamo tre esempi: un lavoratore con un reddito di 28.000 euro, uno con 31.000 euro (che è circa il reddito medio degli italiani, secondo i dati ISTAT) e infine uno con 60.000 euro. Vediamo quindi, nel dettaglio, chi guadagna di più da questa riforma e chi di meno.

IRPEF 2026: nuovi scaglioni e risparmi reali dopo la riduzione dell’aliquota

Come già detto, la Legge di Bilancio 2026 è ormai definitiva e tra le misure più pubblicizzate spicca ancora una volta l’intervento sull’IRPEF. In particolare, la riforma prevede la riduzione dell’aliquota del secondo scaglione, che passa dal 35% al 33%, modificando così la struttura della tassazione sui redditi medio-alti.
Alla luce di questa novità, per il 2026 gli scaglioni IRPEF risultano così articolati:

  • fino a 28.000 euro si applica l’aliquota del 23%;
  • per la parte di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro l’aliquota scende al 33%;
  • oltre i 50.000 euro resta invece invariata al 43%.

Già osservando questa ripartizione è possibile intuire chi beneficia maggiormente della misura: sono soprattutto i contribuenti con redditi più elevati, fino alla soglia dei 50.000 euro, per i quali una quota più ampia di reddito rientra nel secondo scaglione agevolato.

Taglio IRPEF 2026: quanto si risparmia davvero in base al reddito

Ma quanto si risparmia davvero con il taglio dell’IRPEF? Per i redditi più bassi l’effetto della riforma appare decisamente più limitato di quanto ci si potrebbe aspettare. È bene chiarire subito che per chi percepisce un reddito fino a 28.000 euro non cambia nulla: l’intero importo continua a essere tassato con l’aliquota del 23 per cento e la riduzione del secondo scaglione non produce alcun beneficio concreto.
Un primo, seppur contenuto, vantaggio emerge per chi supera di poco la soglia dei 28.000 euro.
Facciamo un esempio su un lavoratore con una Ral da 31.000 euro. Questo livello di reddito è particolarmente significativo perché rappresenta circa il reddito medio degli italiani, secondo i dati ISTAT. In questo caso solo 3.000 euro rientrano nel secondo scaglione, oggetto della riduzione.
Dunque abbiamo la seguente situazione:

Fino al 2025:

  • 28.000 euro al 23 per cento: 6.440 euro
  • 3.000 euro al 35 per cento: 1.050 euro
  • IRPEF totale: 7.490 euro

Dal 2026:

  • 28.000 euro al 23 per cento: 6.440 euro
  • 3.000 euro al 33 per cento: 990 euro
  • IRPEF totale: 7.430 euro

Il risparmio annuo è di soli 60 euro, pari a poco meno di 5 euro al mese: un beneficio reale, ma decisamente contenuto se rapportato alle aspettative.
Il taglio dell’aliquota diventa invece più rilevante per i redditi più alti, che riescono a sfruttare interamente il secondo scaglione agevolato.
Con un reddito da 60.000 euro, ad esempio, l’intera fascia di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro beneficia della riduzione, mentre resta invariata la tassazione sulla parte eccedente.

Fino al 2025:

  • 28.000 euro al 23 per cento: 6.440 euro
  • 22.000 euro al 35 per cento: 7.700 euro
  • 10.000 euro al 43 per cento: 4.300 euro
  • IRPEF totale: 18.440 euro

Dal 2026:

  • 28.000 euro al 23 per cento: 6.440 euro
  • 22.000 euro al 33 per cento: 7.260 euro
  • 10.000 euro al 43 per cento: 4.300 euro
  • IRPEF totale: 18.000 euro

Il risparmio annuo, in questo caso, sale a 440 euro, pari a circa 37 euro al mese.
È importante sottolineare che questi esempi hanno un valore puramente indicativo e sono volutamente semplificati: in nessun caso, infatti, si tiene conto di eventuali oneri deducibili, detrazioni fiscali o altre agevolazioni che possono incidere in modo significativo sull’imposta finale dovuta.
In conclusione, la riforma dell’IRPEF introdotta con la Legge di Bilancio 2026 tende a favorire in misura maggiore i contribuenti con redditi medio-alti, che possono beneficiare pienamente della riduzione dell’aliquota sul secondo scaglione. Al contrario, per i redditi più bassi l’impatto della misura è nullo o comunque molto limitato, al punto da risultare quasi impercettibile nel bilancio familiare. Ne emerge un intervento che alleggerisce sì la pressione fiscale, ma in modo diseguale, sollevando interrogativi sull’effettiva capacità della riforma di sostenere il potere d’acquisto delle fasce di reddito più deboli.