Stralcio e rottamazione dei Comuni, delibere ad hoc entro luglio, ma su cosa?

Patrizia Del Pidio

21 Luglio 2023 - 14:13

I Comuni devono deliberare entro il 29 luglio per rottamazione e stralcio, ma cosa devono contenere esattamente le delibere? Vediamo cosa prevede la tregua fiscale degli enti locali.

Stralcio e rottamazione dei Comuni, delibere ad hoc entro luglio, ma su cosa?

Per i Comuni che non hanno affidato la riscossione delle tasse non pagate all’Agenzia delle Entrate – Riscossioni, sia lo stralcio che la rottamazione hanno tempistiche diverse. Si tratta, quindi, di una misura di tregua fiscale che esula dalla normale rottamazione e dallo stralcio generale visto che prevede regole apposite e procedure diverse. Vediamo quali sono le regole fissate dal riferimento legislativo individuato nell’articolo 17-bis del Dl 34 del 2023.

Stralcio e rottamazione dei Comuni

Si tratta di una misura che coinvolge non solo i Comuni, ma tutti gli enti locali e, quindi, anche Regioni e Province che entro il 29 luglio devono provvedere a deliberare.

Le opzioni sono diverse e nello specifico:

  • stralcio parziale di debiti con importo residuo fino a 1.000 euro relativi al periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2015;
  • stralcio totale di debiti con importo residuo fino a 1.000 euro relativi al periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2015;
  • rottamazione di debiti notificati tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022.

Delibere entro il 29 luglio

I Comuni per comunicare la propria adesione e le opzioni scelte hanno tempo fino al 29 luglio per deliberare. La delibera, poi, entro il 31 luglio deve essere trasmessa al Mef. Una cosa interessante è che la delibera per non aderire non serve: i Comuni che non deliberano restano fuori dalla tregua fiscale. La delibera serve solo per aderire e approvare le proprie disposizioni.
I Comuni possono approvare, in ogni caso una delibera per lo stralcio e una per la rottamazione decidendo, quindi, anche regole specifiche diverse.

Comuni senza riscossione Ader, come funziona la tregua fiscale?

Per i Comuni che hanno deciso di riscuotere in autonomia i propri debiti senza affidarsi all’Ader, la rottamazione e lo stralcio danno margini decisionali. Gli enti locali possono decidere i termini di adesione e anche le modalità, ma non possono restringere l’ambito di applicazione rispetto alla norma primaria (tipo riducendo gli anni definibili o escludendo alcune tipologie di tributi).

Cosa si indica nella delibera comunale?

Il Comune deve indicare nella delibera diversi elementi che può decidere in autonomia come ad esempio:

  • il numero di rate in cui ripartire il debito e la scadenza delle singole rate. L’importante è che il piano di rateizzazione sia simile a quello originario (8 rate totali di cui le prime due pari al 20% del debito totale);
  • come aderire da parte del contribuente e apposita modulistica;
  • termini entro i quali presentare l’istanza in cui il debitore deve indicare anche il numero di rate;
  • termine entro il quale comunicare ai debitori le somme dovute per la definizione agevolata l’importo delle singole rate con relativa scadenza.

Decadenza rottamazione Comuni

Questo è un punto che potrebbe rivelarsi anche molto interessante. Le regole della rottamazione quater vogliono una tolleranza di cinque giorni dalla scadenza di ogni rata. Per pagamenti oltre il quinto giorno è prevista la decadenza della sanatoria.

Questa regola molto rigida non è riproposta anche nella tregua fiscale dei Comuni che, però, possono introdurla, se lo desiderano, nella propria delibera.

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