Storica casa editrice italiana sull’orlo del fallimento. Cassa integrazione per 100 dipendenti

P. F.

11/02/2026

Con oltre 150 anni di storia, una storica casa editrice italiana ha avviato la cassa integrazione a zero ore per circa 100 dipendenti e ora rischia la liquidazione volontaria. Ecco perché.

Storica casa editrice italiana sull’orlo del fallimento. Cassa integrazione per 100 dipendenti

Un pezzo di storia dell’editoria italiana rischia di scomparire. Dopo oltre un secolo e mezzo di attività, una delle ultime grandi realtà indipendenti del Paese si trova oggi ad affrontare una delle fasi più critiche della sua esistenza. È questa la prospettiva che grava su Hoepli, storica casa editrice milanese fondata nel 1872.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, il gruppo potrebbe avviarsi verso una liquidazione volontaria entro la fine di febbraio. Parallelamente, è stata annunciata la richiesta di cassa integrazione a zero ore - o comunque con una drastica riduzione dell’orario - per circa 100 dipendenti, una misura che inizialmente dovrebbe coprire un periodo di 13 settimane.

Nata nella seconda metà dell’Ottocento su iniziativa di Ulrico Hoepli, l’azienda si è affermata nel tempo soprattutto nei settori della manualistica tecnica e dell’editoria scolastica. Accanto all’attività editoriale, il marchio è indissolubilmente legato alla storica libreria di via Hoepli, nel centro di Milano, a lungo considerata una delle più grandi e prestigiose librerie d’Italia. Tuttavia, nel corso degli anni, lo storico marchio si è trovato costretto a ridurre gli spazi accessibili al pubblico e l’offerta disponibile a causa della crisi del settore librario.

Lo scontro tra i soci e il blocco delle decisioni strategiche

Uno dei nodi centrali della vicenda è rappresentato dal conflitto interno all’interno di Hoepli, interamente riconducibile agli eredi della famiglia del fondatore. La proprietà risulta divisa tra due rami familiari, con una distribuzione delle quote che ha reso di fatto impossibile assumere decisioni strategiche condivise.

Da un lato ci sono i fratelli Nava, titolari di una partecipazione pari al 25% del capitale. Dall’altro Ulrico Carlo Hoepli, che controlla il restante 75% attraverso i figli Giovanni, Matteo e Barbara. Secondo fonti interne, i rapporti tra le due componenti sarebbero da tempo fortemente deteriorati, con contenziosi civili e penali ancora in corso.

Questo scontro ha avuto un impatto diretto sulla governance dell’azienda, paralizzando qualsiasi ipotesi di rilancio e impedendo la conclusione di investimenti significativi. Le divergenze tra i soci avrebbero infatti bloccato più volte il confronto con potenziali acquirenti, scoraggiati dall’impossibilità di acquisire il controllo totale del gruppo.

Le trattative mancate con Feltrinelli e il ruolo di Mondadori

All’inizio del 2025 Hoepli sarebbe stata contattata infatti da Mondadori, interessata all’acquisizione sia della casa editrice che della storica libreria milanese. L’operazione, però, non si è concretizzata proprio a causa dell’opposizione di una parte della proprietà, che avrebbe rifiutato la cessione delle proprie quote.

Un esito simile avrebbe riguardato anche le interlocuzioni avviate con Feltrinelli, che avrebbe deciso di interrompere le trattative di fronte all’assenza di un perimetro societario chiaro e alla mancanza di una visione condivisa sul futuro del gruppo.

Nonostante la situazione compromessa, alcuni asset di Hoepli continuano a essere considerati appetibili. In particolare, il comparto scolastico, con una quota di mercato stimata intorno al 5%, rappresenta uno degli elementi più interessanti per i grandi operatori del settore. A questo proposito, nelle ultime settimane Mondadori sarebbe tornata a valutare un’operazione - questa volta più ristretta - su Hoepli, puntando sul catalogo e, in particolare, sui manuali scolastici.

Il nodo immobiliare e la minaccia al patrimonio culturale

Sul futuro di Hoepli pesa anche la questione immobiliare. Parte della proprietà detiene infatti lo stabile che ospita uffici e libreria nel centro di Milano, un immobile di grande valore progettato negli anni Cinquanta. Secondo alcuni esperti, la valorizzazione di questo asset potrebbe teoricamente contribuire a sostenere un’operazione di rilancio industriale. Al momento, però, questa ipotesi non sembrerebbe rientrare nelle strategie dei soci.

Il prossimo passaggio chiave sarà la convocazione di un’assemblea straordinaria chiamata a deliberare sulla liquidazione volontaria. In caso di via libera, si aprirebbe una fase di dismissione degli asset, con la probabile cessione del comparto scolastico e il rischio che il resto del catalogo venga frammentato o disperso.

Il timore, condiviso da dipendenti e addetti ai lavori, è che la fine di Hoepli comporti, oltre al danno occupazionale, la dispersione di un patrimonio editoriale fatto di testi, collane e pubblicazioni che hanno accompagnato l’evoluzione tecnica e culturale nel corso di 150 anni di storia del Paese.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.