Angstrem, principale produttore russo di chip per la difesa, chiude il 2025 con un crollo degli utili del 98% e debiti per oltre 2,7 miliardi di euro verso la società statale VEB.RF.
Crollo senza precedenti per Angstrem. Il colosso russo della microelettronica ha chiuso il 2025 con un crollo degli utili da vendita pari a quasi 50 volte rispetto all’anno precedente. A pesare sui conti di uno dei principali fornitori di chip per il settore difesa della Federazione Russa sarebbe una situazione debitoria crescente insieme ai costi della ristrutturazione in corso.
I bilanci dell’azienda, con sede a Zelenograd, indicano un profitto da vendite ridotto a 16,5 milioni di rubli (circa 192.000 euro) nel 2025, contro gli 846,2 milioni di rubli (9,8 milioni di euro) registrati dodici mesi prima. La perdita netta si attesta a 206,8 milioni di rubli (2,4 milioni di euro), a fronte di ricavi per 4,1 miliardi di rubli (47,7 milioni di euro).
L’industria russa dei semiconduttori attraversa una fase di sofferenza prolungata. Le sanzioni occidentali, insieme agli anni di progetti di investimento falliti, gravano pesantemente sulle aziende considerate strategiche per il complesso militare-industriale del Paese.
Crollo degli utili del 98% per Angstrem: cosa c’è dietro il dato del 2025
Secondo quanto comunicato dalla società, il risultato negativo è imputabile in larga parte a passività aggiuntive per circa 290 milioni di rubli (3,3 milioni di euro) verso l’Agenzia russa di garanzia dei depositi, collegate al fallimento della BFG-Credit Bank. A febbraio le autorità hanno approvato un piano di salvataggio esterno di Angstrem nell’ambito di una procedura di insolvenza legata all’enorme esposizione debitoria. Il piano, ratificato da un tribunale arbitrale, prevede un risanamento finanziario nei prossimi 18 mesi attraverso l’ottimizzazione dei costi e la chiusura delle linee produttive non redditizie, accompagnate dalla cessione di asset non strategici.
Nonostante la crisi, Angstrem continua a rappresentare un fornitore di riferimento di microelettronica per il Ministero della Difesa russo e per le società statali, oltre che per i produttori del comparto difesa. Tra gli azionisti figurano Element Group e RT-Capital, insieme a organizzazioni collegate a Ruselectronics. L’azienda dovrebbe affrontare un’ulteriore fase di ristrutturazione il prossimo anno.
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Il debito miliardario con VEB.RF e l’eredità del progetto fallito
La sfida più consistente per Angstrem resta però il debito nei confronti dell’azienda statale di sviluppo VEB.RF. In bilancio figurano ancora passività per 236,3 miliardi di rubli (circa 2,74 miliardi di euro), che derivano da un accordo di finanziamento siglato nel 2008, quando il controllo dell’azienda faceva capo a strutture riconducibili all’ex ministro delle Comunicazioni e della Stampa Leonid Reiman.
In quella fase Angstrem aveva agito come garante di un prestito da 815 milioni di euro destinato alla costruzione di uno stabilimento per la produzione di semiconduttori. L’impianto avrebbe dovuto realizzare processori e smart card, oltre a passaporti elettronici, con tecnologia a 0,11-0,13 micron. Il progetto è tuttavia naufragato, con richieste complessive lievitate fino a 1,3 miliardi di euro.
Questo macigno debitorio ha reso Angstrem la società più in perdita di Russia nel 2025 secondo Forbes Russia. Nel 2024 il gruppo aveva chiuso con una perdita netta record di 236,3 miliardi di rubli (circa 2,74 miliardi di euro), pari a 47 volte i ricavi annuali.
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