Stop al green pass da marzo? Ecco cosa sta succedendo

Stefano Rizzuti

14 Febbraio 2022 - 12:38

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La proposta di abolire il green pass da marzo arriva in Parlamento: potremo presto dire addio all’obbligo di certificazione verde nei luoghi pubblici? Vediamo come stanno le cose.

Stop al green pass da marzo? Ecco cosa sta succedendo

Il green pass resta in vigore. Almeno per ora. Ma per quanto tempo ancora sarà obbligatorio esibire la certificazione verde all’ingresso dei locali e di tantissimi luoghi pubblici al chiuso? Negli ultimi giorni si parla con sempre più insistenza di qualche possibile data: la prima ipotesi riguarda la scadenza dello stato d’emergenza.

Se lo stato d’emergenza per il Covid-19 non dovesse essere prorogato oltre il 31 marzo, come finora lasciato intendere anche dal governo, si potrebbe discutere anche di un cambio di direzione sul green pass.

E la Lega punta a chiudere la stagione della certificazione verde sin da subito. L’obiettivo del Carroccio è quello di eliminare il pass con la fine dello stato d’emergenza. In particolare punta su un emendamento al decreto riguardante l’obbligo vaccinale che è in discussione alla Camera.

Addio al green pass, l’emendamento della Lega

A prendere l’iniziativa è stato il deputato Claudio Borghi, ma poi tutti i componenti leghisti della commissione Affari sociali hanno sottoscritto la proposta di modifica al decreto che verrà votata mercoledì.

L’emendamento chiede di abolire l’obbligo di green pass per accedere a tutti i luoghi pubblici a partire dalla scadenza dello stato d’emergenza: le cose potrebbero quindi cambiare, in caso di approvazione, a partire dall’1 aprile. Ma ci sono reali speranze che l’emendamento passi?

Chi voterà per lo stop al green pass

La Lega è isolata all’interno della maggioranza: tutti gli altri partiti che sostengono il governo Draghi si dicono contrari a un’abolizione immediata del green pass. Al contrario con la Lega voterà Fratelli d’Italia.

In realtà, però, la speranza di Borghi è che il clima sia cambiato nelle ultime settimane, sia nel Paese che in Parlamento. Così si attende che il governo possa fare una controproposta per non rischiare di andare sotto su questo voto. Per esempio potrebbe concedere di eliminare l’obbligo di green pass in alcuni luoghi.

Perché potrebbe essere abolito il green pass

La speranza della Lega si fonda anche su due precedenti recenti. Al Senato la scorsa settimana sono arrivate due piccole batoste per il governo durante la discussione del decreto sulla proroga del green pass: si tratta di due emendamenti passati in Aula nonostante il parere contrario dell’esecutivo.

Nel primo caso si prevedeva che gli abitanti delle isole potessero prendere aerei e navi anche solamente con un tampone negativo (quindi senza super green pass) e nel secondo si concedeva l’autorizzazione alle celebrazioni delle processioni locali più importanti.

Borghi, con il suo emendamento, spera di raccogliere soprattutto il sostegno del Movimento 5 Stelle: i pentastellati hanno infatti appoggiato l’emendamento della Lega sulle isole e potrebbero anche aprire a una discussione sull’addio al green pass.

Cosa dicono gli esperti: per Riccardi green pass deve restare

Al di là della cautela del governo, anche gli esperti non sembrano del tutto convinti della possibilità di eliminare il green pass. Lo dimostrano le parole di Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza: a suo giudizio la certificazione verde, così come l’obbligo vaccinale, saranno indispensabili ancora a lungo, per tutto il 2022.

Intervistato da Repubblica Ricciardi spiega che il green pass servirà ancora perché, insieme alla vaccinazione, “deve diventare uno dei due perni della nuova normalità”. Secondo il consulente del ministro, quindi, l’addio al green pass è decisamente prematuro.

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