Spread BTP-Bund in calo a 88 punti, ma il vero market mover è la revisione Istat sul deficit 2025

Ufficio Studi Money.it

21/09/2026

Il differenziale tra titoli di Stato italiani e tedeschi apre la settimana sotto i 90 punti base dopo il picco di venerdì. L’attenzione dei mercati obbligazionari è però tutta su martedì, quando l’Istat pubblica la revisione dei conti pubblici 2025.

Spread BTP-Bund in calo a 88 punti, ma il vero market mover è la revisione Istat sul deficit 2025

Oggi lo spread tra BTP e Bund tedeschi ha aperto in calo a 89 punti base, rispetto ai 91-92 punti toccati alla chiusura di venerdì scorso, e al momento quota intorno agli 88 punti. Il rendimento del BTP decennale scende al 4,36% dal 4,43% di venerdì, mentre il Bund tedesco tratta intorno al 3,47-3,48%. Per confronto, il decennale francese rende oggi il 4,51% (spread di 103 punti sul Bund) e quello spagnolo il 3,95% (47 punti).

L’oscillazione degli ultimi giorni non dipende tanto dai BTP quanto da un aumento dell’interesse degli investitori per i Bund tedeschi, ancora considerati tra i titoli di Stato più sicuri tra le grandi economie.

L’appuntamento che conta davvero è domani

Il vero market mover della settimana per il mercato obbligazionario italiano è in arrivo martedì 22 settembre, quando l’Istat pubblica i conti economici nazionali con l’aggiornamento del deficit pubblico 2025. L’ultima rilevazione ufficiale disponibile, notificata da Istat a Eurostat il 22 aprile scorso, indica un indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche al 3,1% del Pil nel 2025 (dal 3,4% del 2024) e un debito pubblico salito al 137,1% del Pil. Quel 3,1%, un decimale sopra la soglia del 3% fissata dai trattati europei, ha portato l’Ecofin a decidere il 3 giugno di mantenere l’Italia nella procedura per deficit eccessivo, pur riconoscendo l’adozione di «misure efficaci» e senza sanzioni.

Il governo spera ora che la revisione di domani corregga proprio quel decimale. A margine dell’Eurogruppo di Dublino, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha detto: «Sono speranzoso per l’Italia e per la Repubblica Italiana», aggiungendo però che «non è una decisione che prendiamo noi, è una decisione che prende Istat» (fonte: Adnkronos).

Tre aste in una settimana

Il dato Istat arriva in una settimana particolarmente densa per l’offerta di titoli di Stato italiani: il Tesoro ha in calendario l’asta di BTP Short Term e BTP indicizzati all’inflazione europea (BTP€i) mercoledì 24 settembre, quella di BOT giovedì 25 e quella di titoli a medio-lungo termine martedì 29.

Cosa aspettarsi?

Una revisione sotto il 3% non cambierebbe da sola la traiettoria del debito pubblico, che resta sopra il 137% del Pil, ma toglierebbe un argomento a chi scommette contro i BTP e darebbe al governo una carta in più nel negoziato con Bruxelles sulla prossima manovra. Per chi ha titoli di Stato in portafoglio, o valuta le prossime emissioni, il punto da osservare nei prossimi giorni è la reazione di spread e rendimenti al dato dell’Istat, più che il livello di apertura di oggi, che riflette soprattutto dinamiche sul lato tedesco.

Il differenziale tra 3,1% e la soglia del 3% è compatibile con l’ordinaria revisione statistica dei conti pubblici - non c’è alcuna garanzia che la correzione avvenga, né in quale misura. Anche con un deficit sotto il 3%, l’uscita formale dell’Italia dalla procedura d’infrazione non sarebbe automatica né immediata, ma dipenderebbe da valutazioni successive della Commissione europea, sui cui tempi e criteri esatti sono emerse in passato divergenze interpretative.

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