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Spesometro 2017: istruzioni, sanzioni e ravvedimento

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Spesometro 2017: istruzioni, sanzioni e ravvedimento

Istruzioni, sanzioni e ravvedimento operoso del nuovo spesometro 2017.

Spesometro 2017: istruzioni compilazione, sanzioni e ravvedimento operoso.

Con il nuovo spesometro i soggetti passivi Iva devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati delle fatture emesse e ricevute, note di variazione e bollette doganali riferite al primo semestre 2017.

Si ricorda che la scadenza, precedentemente fissata al 18 settembre, è stata prorogata dal MEF in via ufficiale al 5 ottobre 2017. Tuttavia, oggi potrebbe intervenire l’ennesima proroga ufficiale dell’adempimento, soprattutto a causa dei forti disservizi dei sistemi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

L’invio dei dati in riferimento al periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il 30 giugno 2017 dovrà essere effettuato esclusivamente in modalità telematica tramite Fatture e Corrispettivi sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Per i soggetti passivi Iva che non adempiono all’obbligo di trasmissione dello spesometro semestrale 2017 sono previste sanzioni che vanno da un minimo di 2 euro per ciascuna fattura non comunicata ad un massimo di 1.000 euro a semestre. Le violazioni possono altresì essere sanate con ravvedimento operoso, come chiarito dalla stessa Agenzia delle Entrate.

Ecco di seguito tutte le istruzioni sull’invio telematico dello spesometro semestrale 2017 in vista della prima scadenza per la trasmissione telematica delle fatture relative ai mesi di gennaio\giugno.

Spesometro semestrale 2017: guida e istruzioni

Lo spesometro semestrale 2017 è uno degli adempimenti in materia di Iva introdotto con il DL 193/2016, il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017 successivamente modificato con il Milleproroghe.

Il Milleproroghe ha disposto, in deroga alla disciplina normativa iniziale che prevedeva l’invio dello spesometro a cadenza trimestrale (e quindi con quattro invii telematici già a partire dal 2017), che esclusivamente per l’anno in corso lo spesometro sarà semestrale.

Sono quindi due le scadenze da ricordare: la prima il 28 settembre 2017 - precedentemente fissata al 18 settembre e in seguito prorogata - per l’invio dello spesometro del primo semestre 2017 e la seconda fissata al 28 febbraio 2018.

A partire dal 2018 invece le scadenze saranno a cadenza trimestrale e così articolate:

  • I trimestre - 31 maggio;
  • II trimestre - 16 settembre;
  • III trimestre - 30 novembre;
  • IV trimestre - 28 febbraio anno successivo

Soggetti obbligati all’invio telematico dello spesometro semestrale 2017

L’invio dello spesometro semestrale è obbligatorio per i soggetti passivi che effettuano operazioni rilevanti ai fini Iva.

I soggetti obbligati all’invio telematico dello spesometro semestrale sono i seguenti:

  • imprese individuali, imprese familiari, aziende coniugali;
  • professionisti anche in forma associata;
  • imprese agricole in regime di esonero IVA;
  • società di persone;
  • Società di capitali, società cooperative;
  • curatori fallimentari per conto della società fallita o posta in liquidazione coatta amministrativa.

Stando alle istruzioni diffuse ad oggi dall’Agenzia delle Entrate, lo spesometro deve essere trasmesso anche dai soggetti che hanno optato per la dispensa da adempimenti in relazione alle operazioni esenti Iva: attualmente non è previsto alcun esonero.

Allo stesso modo sono soggetti all’obbligo di invio dello spesometro semestrale 2017 anche gli Enti Locali e le PA per le operazioni fuori dal sistema della fatturazione elettronica.

Con l’avviso pubblicato il 12 settembre 2017 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’invio non è obbligatorio per le fatture già trasmesse tramite il Sistema Tessera Sanitaria.

Spesometro anche per i soggetti non residenti

Tra i soggetti obbligati alla trasmissione dello spesometro semestrale 2017 vi rientrano anche i soggetti non residenti, ovvero:

  • stabili organizzazioni;
  • società estere per operaizoni effettuate nel territorio italiano;
  • soggetti identificati in Italia o che operano mediante un rappresentante fiscale.

Soggetti esonerati dallo spesometro semestrale 2017

Non sono tenuti a trasmettere lo spesometro semestrale 2017 i soggetti che hanno optato per il regime della fatturazione elettronica.

Sono inoltre esonerati dalla trasmissione dello spesometro i soggetti non obbligati alla presentazione della dichiarazione Iva annuale o le lipe. L’obbligo vige nel caso in cui nell’anno vengano meno le condizioni di esonero.

Non devono inviare lo spesometro semestrale i contribuenti in regime dei minimi e forfettario.

Di seguito l’elenco completo dei soggetti esonerati dall’invio dello spesometro semestrale 2017:

  • contribuenti nel regime forfettario;
  • contribuenti minimi;
  • produttori agricoli in regime di esonero delle zone montane;
  • la Pubblica Amministrazione e le Amministrazioni autonome;
  • i contribuenti titolari di partita IVA che hanno aderito alla fatturazione elettronica.

Ancora oggi sono molti i dubbi sullo spesometro 2017 e in molti si chiedono: in caso di zero operazioni nel semestre di riferimento l’invio è obbligatorio o meno? Abbiamo cercato di dare una risposta in un articolo dedicato.

Spesometro semestrale 2017: operazioni e dati da comunicare

L’Agenzia delle Entrate ha specificato che lo spesometro semestrale dovrà contenere gli stessi dati inviati di chi ha scelto di aderire al regime facoltativo della fatturazione elettronica.

Nello spesometro dovranno essere inserite le fatture per competenza, ovvero in relazione al semestre di riferimento che, per la scadenza del 18 settembre 2017, equivale al periodo che va dal 1° gennaio al 30 giugno.

Devono essere comunicate tutte le operazioni rilevanti ai fini Iva, ovvero:

  • fatture emesse a prescindere se siano annotate nel registro dei corrispettivi;
  • fatture d’acquisto (anche quelle di contribuenti in regime dei minimi e forfettario);
  • bollette doganali;
  • note di variazione

Per un elenco delle operazioni escluse dallo spesometro 2017 si può far riferimento all’apposita guida.

Modalità di compilazione

Lo spesometro semestrale dovrà contenere i dati sopra indicati in modalità analitica, ovvero indicando separatamente i dati delle singole operazioni.

La compilazione dovrà essere effettuata nella seguente modalità e inserendo le seguenti informazioni minime:

  • data;
  • numero della fattura;
  • base imponibile;
  • aliquota;
  • imposta;
  • tipologia dell’operazione.

Il campo “tipologia dell’operazione” dovrà essere compilato soltanto qualora il cedente non avesse indicato l’imposta nella fattura, utilizzando i seguenti codici:

  • N1 - operazioni escluse;
  • N2 - operazioni non soggette ad Iva;
  • N3 - non imponibili;
  • N4 - operazioni esenti;
  • N5 - regime del margine/IVA non esposta in fattura;
  • N6 - reverse charge;
  • N7 - operazioni con iva assolta in altro Stato UE.

A tal proposito i lettori possono far riferimento all’approfondimento dedicato alla classificazione delle operazioni dello spesometro 2017.

Sanzioni e ravvedimento operoso

Come già ricordato lo spesometro semestrale 2017 dovrà essere trasmesso entro la scadenza del 18 settembre 2017, in relazione al semestre gennaio\giugno 2017 ed entro il 28 febbraio 2018 per il II semestre dell’anno.

Le sanzioni che si applicano in caso di omessa o errata trasmissione dei dati dello spesometro semestrale 2017 vanno da un minimo di 2 euro per ciascuna fattura non comunicata correttamente ad un massimo di 1.000 euro a trimestre.

Si può beneficiare della riduzione delle sanzioni a 500 euro in caso di comunicazione dei dati entro 15 giorni dalla scadenza originaria.

Inoltre, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 87 del 5 luglio 2017 anche per lo spesometro è prevista la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso oltre i 15 giorni dalla scadenza originaria.

Il ravvedimento operoso prevede sanzioni modulate sulla base del ritardo con cui si procede con l’integrazione di dati omessi o trasmessi in maniera inesatta:

  • 1/9 di 500 euro se lo spesometro è inviato entro 15 giorni dalla scadenza originaria;
  • 1/9 di 1.000 euro se la correzione avviene entro 90 giorni dalla scadenza originaria;
  • 1/8 di 1.000 euro se il modello è presentato oltre 90 giorni ma entro un anno dalla scadenza;
  • 1/7 di 1.000 euro se la regolarizzazione avviene entro due anni;
  • 1/6 di 1.000 euro se la regolarizzazione avviene oltre due anni;
  • 1/5 di 1.000 euro se la regolarizzazione è effettuata dopo la constatazione della violazione.

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