Scadenza spesometro secondo semestre 2017: soggetti obbligati e dati da comunicare

Manca poco alla scadenza per l’invio dello spesometro del secondo semestre 2017, fissata a domani 6 aprile 2018: ecco soggetti obbligati, dati da comunicare e gli ultimi controlli da fare.

Scadenza spesometro secondo semestre 2017: soggetti obbligati e dati da comunicare

È fissata a domani, 6 aprile 2018, la scadenza per l’invio dello spesometro del secondo semestre 2017.

La scadenza riguarda sia l’invio della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute nel secondo semestre che le correzioni e integrazioni dello spesometro del I semestre 2017.

In vista di un appuntamento così importante vediamo di seguito le ultime indicazioni utili per evitare di commettere errori: soggetti obbligati, dati da comunicare e sanzioni previste.

Lo spesometro è un adempimento introdotto dal DL 78/2010 e poi fortemente riformato con l’ormai famoso DL 193/2016, provvedimento che ha introdotto anche le comunicazioni trimestrali delle liquidazioni IVA (Lipe).

Oggetto dello spesometro relativo al secondo semestre 2017 in scadenza il prossimo 6 aprile 2018 sono i dati delle fatture emesse e ricevute, note di variazione e bollette doganali riferite al secondo semestre 2017.

La scadenza originaria era prevista per lo scorso 28 febbraio; tuttavia, al fine di razionalizzare il calendario delle scadenze fiscali 2018, tale adempimento è stato oggetto di proroga.

Scadenza spesometro secondo semestre 2017: chi sono i soggetti obbligati?

L’invio telematico dello spesometro relativo al secondo semestre 2017 in scadenza il prossimo 6 aprile 2018 è obbligatorio per i soggetti passivi che effettuano operazioni rilevanti ai fini Iva.

I soggetti obbligati all’invio telematico dello spesometro semestrale sono i seguenti:

  • imprese individuali, imprese familiari, aziende coniugali (eccezion fatta per quelle operanti con il regime dei minimi e con il regime forfettario);
  • professionisti anche in forma associata;
  • imprese agricole in regime di esonero IVA;
  • società di persone;
  • società di capitali, società cooperative;
  • curatori fallimentari per conto della società fallita o posta in liquidazione coatta amministrativa;
  • stabili organizzazioni;
  • società estere per operazioni effettuate nel territorio italiano;
  • soggetti identificati in Italia o che operano mediante un rappresentante fiscale.

Stando alle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, lo spesometro deve essere trasmesso anche dai soggetti che hanno optato per la dispensa da adempimenti in relazione alle operazioni esenti Iva: attualmente non è previsto alcun esonero.

Allo stesso modo sono soggetti all’obbligo di invio dello spesometro semestrale 2017 anche gli Enti Locali e le PA per le operazioni fuori dal sistema della fatturazione elettronica.

Con un avviso pubblicato il 12 settembre 2017 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’invio non è obbligatorio per le fatture già trasmesse tramite il Sistema Tessera Sanitaria.

Scadenza spesometro secondo semestre 2017: i soggetti esclusi

Non sono tenuti a trasmettere lo spesometro del secondo semestre 2017 i soggetti che hanno optato per il regime della fatturazione elettronica.

Sono inoltre esonerati dalla trasmissione dello spesometro i soggetti non obbligati alla presentazione della dichiarazione Iva annuale o le Lipe. L’obbligo vige nel caso in cui nell’anno vengano meno le condizioni di esonero.

Non devono inviare lo spesometro semestrale i contribuenti in regime dei minimi e forfettario.

Ricapitolando, non sono obbligati all’invio telematico dello spesometro relativo al secondo semestre 2017 in scadenza il prossimo 6 aprile 2018 i seguenti soggetti:

  • contribuenti nel regime forfettario;
  • contribuenti minimi;
  • produttori agricoli in regime di esonero delle zone montane;
  • la Pubblica Amministrazione e le Amministrazioni autonome;
  • i contribuenti titolari di partita IVA che hanno aderito alla fatturazione elettronica.

Spesometro zero operazioni nel secondo semestre 2017: deve essere comunque inviato?

Scadenza spesometro secondo semestre 2017: i dati da comunicare

L’Agenzia delle Entrate ha specificato che lo spesometro semestrale dovrà contenere gli stessi dati inviati di chi ha scelto di aderire al regime facoltativo della fatturazione elettronica.

Con lo spesometro dovranno essere comunicate tutte le operazioni rilevanti ai fini Iva, ovvero:

  • fatture emesse a prescindere se siano annotate nel registro dei corrispettivi;
  • fatture d’acquisto (anche quelle di contribuenti in regime dei minimi e forfettario);
  • bollette doganali;
  • note di variazione

Le principali novità introdotte dalla DL 148/2017 e dal successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 5 febbraio 2018 riguardano proprio le modalità di compilazione e i dati obbligatori da inviare con lo spesometro.

Lo spesometro semestrale dovrà contenere i dati sopra indicati in modalità analitica, ovvero indicando separatamente i dati delle singole operazioni.

In merito ai dati delle fatture emesse e ricevute l’Agenzia delle Entrate ha previsto che i contribuenti possano optare per l’invio di un numero inferiore di informazioni, limitate a:

  • partita IVA dei soggetti coinvolti nelle operazioni o codice fiscale per i soggetti che non agiscono nell’esercizio di imprese, arti e professioni;
  • data e numero della fattura;
  • base imponibile;
  • aliquota applicata;
  • tipologia dell’operazione ai fini dell’IVA nel caso in cui l’imposta non sia indicata in fattura.

Per quanto riguarda le mini-fatture emesse e ricevute di importo inferiore a 300 euro registrate cumulativamente è facoltà del contribuente trasmettere i dati del documento riepilogativo.

Nel dettaglio, per ogni documento riepilogativo delle fatture emesse, i dati da comunicare sono:

  • il numero e la data del documento;
  • la partita IVA del cedente/prestatore;
  • la base imponibile;
  • l’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.

In merito ai documenti riepilogativi delle fatture ricevute, i dati da comunicare con lo spesometro sono:

  • il numero e la data di registrazione del documento;
  • la partita IVA del cessionario/committente;
  • la base imponibile;
  • l’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.

Il campo “tipologia dell’operazione” dovrà essere compilato soltanto qualora il cedente non avesse indicato l’imposta nella fattura, utilizzando i seguenti codici:

  • N1 - operazioni escluse;
  • N2 - operazioni non soggette ad Iva;
  • N3 - non imponibili;
  • N4 - operazioni esenti;
  • N5 - regime del margine/IVA non esposta in fattura;
  • N6 - reverse charge;
  • N7 - operazioni con iva assolta in altro Stato UE.

Quali sono le sanzioni previste in caso di invio telematico tardivo o con dati incompleti/errati dello spesometro relativo al secondo semestre 2017? Per un’analisi completa degli importi delle sanzioni e delle possibilità di ravvedimento operoso i lettori interessati possono consultare il nostro approfondimento dedicato.

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