La Spagna «scuda» un milione di titolari di mutuo a basso reddito. Effetto boost?

Mauro Bottarelli

22 Novembre 2022 - 20:27

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Il governo Sanchez annuncia un pacchetto di aiuti che contempla congelamento delle rate, possibilità di doppia ristrutturazione e allungamento del «grace period». Santander mugugna. Ma dovrà cedere

La Spagna «scuda» un milione di titolari di mutuo a basso reddito. Effetto boost?

Certo, 11 euro in busta paga in più sono meglio del proverbiale dito nell’occhio. Perché a tanto, calcoli alla mano, frutterà ai ceti più deboli l’intervento sul cuneo fiscale contenuto nella Manovra appena varata dal governo. D’altronde, la coperta è corta. E la necessità di tamponare il caro-bollette non consentiva di destinare maggiori risorse alla riforma del mercato del lavoro tanto invocata da Confindustria come prioritaria.

E a poco serve allungare lo sguardo fino alla Germania o alla Francia, poiché i numeri del debito di quei Paesi consentono margini di manovra a noi preclusi. Dall’Ue. Quando però a mettere in campo un pacchetto di aiuti che garantirà uno scudo a oltre 1 milione di titolari di mutuo immobiliare a basso reddito è la Spagna, nostra storica compagna di disavventure legate allo spread, allora la questione appare differente.

Perché quanto annunciato dal ministero dell’Economia a latere di un incontro con l’associazione bancaria appare decisamente un intervento destinato a garantire sollievo alla componente più debole della popolazione. E nonostante il CeO di Santander, José Antonio Alvarez, abbia espresso pubblicamente tutti i suoi dubbi al riguardo, anticipando la necessità per gli istituti di credito di accantonare maggiori fondi precauzionali, il governo pare intenzionato a non tornare sui propri passi.

Perché al netto di un salvataggio costato all’Europa circa 50 miliardi e di sofferenze scese quasi al minimo storico del 3,9% dal 13,6% solo del dicembre 2013, Pedro Sanchez intende inviare un messaggio chiaro al Paese: chi ha goduto di aiuto fino a ieri, oggi deve aiutare gli altri. Il piano, i cui dettagli dovranno essere limati in un ulteriore incontro fra governo e banche, dovrebbe divenire operativo dall’inizio del prossimo anno. E contiene novità decisamente esiziali, quantomeno alla luce di tre quarti della popolazione spagnola che è proprietaria di casa e in gran parte ha scelto il tasso variabile, quindi più esposta al ciclo rialzista della Bce.

In primis, il governo ha abbassato la soglia di povertà che garantisce il regime mutuatario privilegiato a 25.200 euro da 29.400, ampliando quindi automaticamente la platea dei titolari di mutuo che potranno rinegoziare a tassi più bassi e condizioni migliori il loro contratto con la banca. Il grace period di 5 anni consentirà, oltre alla rinegoziazione, anche la possibilità ritardare i pagamenti sul capitale senza penalità ed evitare per legge default e cancellazione del mutuo. Di più, il grace period legato alla cancellazione del debito è stato prolungato di due anni e include la possibilità di una seconda ristrutturazione, se necessaria.

Inoltre, i nuclei famigliari giudicati vulnerabili su base immobiliare, ovvero costretti a destinare oltre il 50% del loro reddito mensile per spese fisse legate alla casa, potranno beneficiare del grace period supplementare di due anni in automatico, anche se non rientrano nella fascia protetta di convenzione fra Stato e banche, poiché l’aumento della rata non è stato superiore al 50%. Infine, l’abbassamento della soglia di vulnerabilità garantirà, a chi ne entrerà a far parte, un congelamento di 12 mesi delle rate del mutuo, un tasso più basso sul mutuo differito e un’astensione del prestito, se il peso dell’onere immobiliare rappresenta più del 30% del reddito del nucleo e se il costo è aumentato di almeno il 20%.

Mossa azzardata e probabilmente ad alto tasso di ricerca del consenso politico, come sottolineato in maniera nemmeno troppo velata dal CeO di Santander? Forse. Ma occorre ragionare in prospettiva. In primis, il netto calo dei costi energetici ha garantito un drastico raffreddamento dell’inflazione spagnola a ottobre,

Andamento mensile del tasso di inflazione della Spagna su base annua Andamento mensile del tasso di inflazione della Spagna su base annua Fonte: El Mundo

quindi forzare la mano con ulteriore supporto potrebbe garantire un enorme effetto boost, prima per sopportare la recessione del 2023 e soprattutto per superarla più rapidamente. Esattamente come il tanto criticato scostamento di bilancio della primavera ha garantito un volano enorme al turismo spagnolo per la prima estate post-lockdown.

Secondo. questo grafico sullo sprofondo delle vendite di case esistenti negli Usa ai minimi dal 2008 e queste notizie che giungono da Canada e Irlanda

Andamento delle vendite di case esistenti sul mercato statunitense Andamento delle vendite di case esistenti sul mercato statunitense Fonte: Bloomberg/Zerohedge

ci dicono come il mercato immobiliare potrebbe tramutarsi rapidamente nel detonatore di crisi principale legato al ciclo di rialzo dei tassi globale da parte delle Banche centrali. E con le sofferenze ai minimi e ancora molti miliardi dei fondi TLTRO della Bce nei bilanci, le banche appaiono oggi nella condizioni meno rischiose per un’operazione - per così dire - espansiva verso l’economia reale. Certo, il rischio esiste. Ma se l’alternativa sono 11 euro in più al mese, forse rischiare appare l’unica alternativa all’implosione sociale.

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