S&P 500 da record, ma occhio al pull-back. L’oro può proteggere il portafoglio

R. F.

20/02/2025

La corsa dell’S&P 500 verso un nuovo record potrebbe incontrare prima un pull-back salutare. Proteggete il vostro portafoglio con l’oro.

S&P 500 da record, ma occhio al pull-back. L’oro può proteggere il portafoglio

Gli investitori statunitensi si trovano di fronte a un mercato azionario ben posizionato per raggiungere nuovi massimi storici.

Tuttavia, qualsiasi movimento verso territori inesplorati potrebbe essere preceduto da uno storno dei listini più profondo, a causa di alcuni fattori stagionali negativi che stanno prendendo sempre più piede in questi giorni.

L’S&P 500 ha chiuso venerdì appena sotto dello 0,07% rispetto al record di chiusura di 5.827,04 raggiunto il 10 gennaio. Al momento viaggia sui 6.144 punti.

Il “barometro” di Wall Street ha fluttuato all’interno di un intervallo sempre più ristretto, poiché a volte le vendite causate dalle preoccupazioni per l’inflazione persistente e dall’incertezza sulle politiche tariffarie di Trump sono state poi contrastate da acquisti fiduciosi sulla prospettiva di una stagione degli utili aziendali migliore del previsto.

Per questo motivo l’S&P 500 ha trascorso la maggior parte degli ultimi tre mesi in un intervallo di trading abbastanza stretto. Anche se non c’è nulla di negativo nello sfondare al rialzo nuovi massimi - come avevo previsto l’indice S&P 500 è riuscito ad uscire da questo intervallo di trading tra i 5.850 e i 6.100 che durava da ottobre dell’anno scorso - l’indice potrebbe presto entrare in un periodo di stagionale debolezza.

Prepariamoci ad un pull-back insomma. Ma questo accadrà senza che venga compromesso il bull market di lungo periodo. Ma nel breve termine, gli investitori sono preoccupati che ogni nuovo massimo raggiunto con volumi deboli sarà poi seguito da uno storno più profondo, violento e con volumi massicci, nell’ordine del -10%.

Tutto questo potrebbe accadere entro fine marzo, ma al termine di questo pull-back (fisiologico direi), i rialzisti continueranno a essere di nuovo al comando del mercato, ne sono sicuro.

SP500 E MEDIE MOBILI A 50GG, 100GG, E 200GG SP500 E MEDIE MOBILI A 50GG, 100GG, E 200GG FONTE: BLOOMBERG

Un motivo per cui il mercato potrebbe essere più vulnerabile di quanto sembri è che, sebbene l’S&P 500 sia vicino ai suoi massimi, meno del 60% dei suoi componenti sono sopra le loro medie mobili a 50 giorni, suggerendo che una parte significativa del mercato (40% dei titoli dell S&P 500) non sta godendo di una “sana” tendenza al rialzo.

C’è anche stato un altro fallimento nell’ampliamento del rally del mercato in relazione alle azioni a piccola capitalizzazione, che hanno perso la loro capacità non solo di partecipare al rally ma di sovraperformare.

Questo può essere illustrato guardando l’indice Russell 2000 rispetto all’S&P 500 che, come mostra il grafico sottostante, è sceso ai suoi livelli più bassi da luglio e si è praticamente “smarcato” dall’indice S&P 500 già dalla metà di dicembre 2024.

RUSSEL 2000 (LINEA BIANCA) E SP500 (LINEA GIALLA) A 12 MESI RUSSEL 2000 (LINEA BIANCA) E SP500 (LINEA GIALLA) A 12 MESI FONTE: BLOOMBERG

Quindi teniamoci pronti per un “consolidamento” dell’indice americano. E nel frattempo dove potremmo parcheggiare la liquidità, oltre che nel classico BOT a 3 mesi?

Nel frattempo si potrebbe pensare ad investire in oro. Infatti, i prezzi dell’oro continuano a salire, ma sono rimasti sotto i recenti massimi storici.
Mentre l’incertezza intorno ai piani tariffari del presidente degli Stati Uniti Donald Trump continuava a alimentare preoccupazioni sulla crescita economica, i flussi verso il metallo prezioso come bene rifugio aumentavano considerevolmente.

Il prezzo dell’oro spot oggi viaggia a 2.926,86 dollari l’oncia, mentre aveva toccato un massimo storico di 2.942,70 dollari la settimana scorsa. I futures sull’oro statunitensi sono aumentati a 2.945,54 dollari.

Il modus operandi “dirompente” di Trump, la sua retorica aggressiva e la volontà di aumentare le tariffe all’importazione - siano esse volontà reali o minacciate - potrebbero “disintegrare” il commercio globale e le complesse catene di approvvigionamento delle materie prime e della componentistica, portando ad una de-globalizzazione su scala mondiale.

Questa è la paura di molti economisti. Con l’incertezza che circonda l’economia globale e il più ampio panorama geopolitico ad alto rischio nell’era “Trump 2.0”, l’oro è destinato a rimanere il beneficiario naturale dei flussi di acquisto determinati dalla avversione al rischio degli investitori e, congiuntamente, degli acquisti da parte delle banche centrali.

Da quando è entrato in carica il mese scorso, Trump ha rapidamente ridisegnato il “campo di battaglia” dei dazi sui flussi commerciali globali con una serie di rialzi “dirompenti” delle aliquote, mentre sono già in corso piani per attuare dazi reciproci su larga scala da parte delle nazioni colpite dalla politica di Trump.

Sull’opportunità di investire in oro ho scritto molti articoli su Money.it e sono rialzista già da un anno e mezzo a questa parte. Ma mai mi sarei immaginato di vedere questo rally poderoso. Un rally che può continuare.

Non c’è dubbio che l’oro continui a beneficiare dell’ansia di trovare un rifugio dell’incertezza che circonda la politica tariffaria del governo statunitense. Gli acquisti delle banche centrali dovrebbero anche continuare a fornire supporto al rally dell’oro, anche se non ci sono nuovi dati su questo fattore rialzista creato dalle banche.

L’attenzione del mercato dell’oro si è ora spostata sui verbali della riunione della Federal Reserve di gennaio, per trovare indizi sulla traiettoria dei tassi d’interesse della banca centrale.

I guadagni del prezzo dell’oro, infatti, sono anche supportati dalle crescenti aspettative che la Fed taglierà i tassi nel 2025, una sensazione che ha guadagnato ulteriore impulso tra i trader dopo i deludenti dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti della scorsa settimana.

Il metallo prezioso spesso beneficia delle incertezze geopolitiche ed economiche, così come delle crescenti pressioni sui prezzi, ma tassi di interesse più alti ne riducono l’appeal. E tassi più bassi invece fanno salire l appetito per l’oro. Ciononostante, oltre alla funzione di “hedging” contro la volatilità delle azioni, consiglio sempre e comunque di allocare stabilmente almeno il 5%-10% del proprio portafoglio in oro, attraverso ETC ovviamente, in un ottica di sana diversificazione degli asset per il lungo periodo.

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