Basta con la favola del PNRR: non è manna dal cielo, è l’ennesimo cappio europeo sulla spesa pubblica italiana.
In questi giorni sta tenendo banco l’ennesima polemica sull’incapacità italiana di spendere i fondi del PNRR. Questa volta il pomo della discordia nasce da un articolo del prestigioso Financial Times a firma di Amy Kazmin e Paola Tamma in cui sul banco degli imputati ci finisce, manco a dirlo, il governo di turno.
Uno dei primi punti dell’articolo riguarda la scarsa capacità di spesa dei fondi PNRR da parte dell’Italia. Su questo, molte cose si possono contestare alla UE, ma non quella di non dare una buona trasparenza sui fondi PNRR.
Infatti, sulla sezione dedicata ai recovery plans del sito della Commissione si possono trovare dati interessanti per ogni paese. Ad esempio, l’Italia, sui 194 miliardi accordati tra 122,6 di prestiti e 71,7 di sovvenzioni ne ha già ricevuti 153 (pari al 78,8%) ed è già stata approvata la nona delle dieci tranche di finanziamento che porterà il totale a 166 miliari (pari all’85% dei fondi).
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