Sospensione Naspi 2018: quando va richiesta? Modulo online e riattivazione

Se il beneficiario della Naspi inizia un nuovo lavoro subordinato - con durata inferiore ai 6 mesi - il contributo è momentaneamente sospeso. Ecco come comunicare l’avvio della nuova attività lavorativa con il modello Naspi-Com online.

Sospensione Naspi 2018: quando va richiesta? Modulo online e riattivazione

La sospensione della Naspi avviene d’ufficio ogni volta che l’interessato comunica all’Inps l’insorgere di una delle casistiche che comportano la perdita temporanea del contributo.

Non è quindi l’interessato a chiedere la sospensione della Naspi, bensì l’Inps stessa a procedere d’ufficio qualora ne sussistano le condizioni; ricordiamo, infatti, che per beneficiare dell’indennità di disoccupazione bisogna soddisfare determinati requisiti al momento in cui si presenta la domanda e allo stesso tempo rispettare alcuni obblighi nel periodo in cui si percepisce il contributo.

Ad esempio chi percepisce la Naspi ha l’obbligo di comunicare all’Inps tutti quegli eventi che influiscono sul pagamento della prestazione; ci sono delle situazioni, ad esempio, che comportano la revoca della Naspi, altre che invece prevedono semplicemente una riduzione dell’importo dell’assegno di disoccupazione.

Infine ci sono delle situazioni, di cui vi parleremo in maniera approfondita in questo articolo, che comportano semplicemente la sospensione della Naspi la quale verrà riattivata in un secondo momento.

Per comunicare all’Inps il verificarsi di qualsiasi evento, come ad esempio l’inizio di un lavoro come subordinato o autonomo, bisogna utilizzare il modello Naspi-Com online, di cui vi spiegheremo il funzionamento nel prosieguo di questa guida dedicata.

Sospensione della Naspi: quando si verifica?

Come noto la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego - Naspi - consiste in un’indennità economica corrisposta per la metà delle settimane contributive che il lavoratore ha maturato negli ultimi 4 anni; ovviamente ai fini del calcolo della durata della Naspi non si considerano quei periodi di contribuzione che hanno già dato luogo all’erogazione di una prestazione di disoccupazione.

Potrebbe accadere, però, che la Naspi non venga corrisposta in maniera continuativa per tutto il periodo poiché nel frattempo l’Inps dispone la sospensione del contributo.

Nel dettaglio, ciò avviene qualora l’interessato comunica all’Inps:

  • la rioccupazione con contratto subordinato di durata non superiore a 6 mesi. In tal caso l’indennità Naspi è sospesa - d’ufficio - per la durata del rapporto di lavoro e riprende ad essere corrisposta per il periodo residuo spettante al momento dell’interruzione dell’indennità;
  • nuova occupazione all’estero con contratto non superiore ai 6 mesi. Vale sia nel caso in cui il nuovo impiego sia in Paesi appartenenti all’UE che in quelli extracomunitari.

Quaora si verifichi uno dei suddetti eventi, l’interessato deve inviare telematicamente all’Inps - entro 30 giorni dalla data di assunzione - la comunicazione relativa, indicando anche il reddito annuo presunto derivante dalla nuova attività. Bisogna ricordare, infatti, che qualora il reddito da lavoro subordinato sia superiore agli 8.000€ la Naspi non viene solamente sospesa - e ridotta nell’importo - bensì decade.

Infine, anche nel caso dell’omessa comunicazione all’Inps del reddito annuo presunto la Naspi viene sospesa d’ufficio e solo dopo l’invio della comunicazione e la cessazione del rapporto di lavoro viene riattivata.

Comunicazione tramite il modello Naspi-Com

Quindi è molto importante che il percettore dell’indennità comunichi tempestivamente all’Inps l’insorgere di qualsiasi evento che possa influire sulla Naspi.

Per farlo bisogna utilizzare il modello online Naspi-Com, conosciuto meglio come modulo SR161. Per trovare il modello da compilare e inviare all’Inps potete andare direttamente sul sito ufficiale dell’istituto (clicca qui).

Una volta inserite le vostre credenziali per l’accesso, troverete una barra laterale sulla sinistra dello schermo da dove dovrete selezionare, in fila, le seguenti voci:

“Naspi” -> “Comunicazioni Naspi-Com” -> “Invio comunicazioni”

A questo punto vi basterà indicare la motivazione per cui compilate la Naspi-Com - quale potrebbe essere l’avvio di un’attività di lavoro autonomo (specificando anche il reddito presunto) - e poi inviare il modello all’Inps. Sarà questo, qualora ne sussistano le condizioni, a procedere d’ufficio con la sospensione dell’indennità di disoccupazione.

Riattivazione della Naspi sospesa

Così come per la sospensione della Naspi, anche per la riattivazione l’Inps procede in automatico. Quindi al termine del rapporto di lavoro subordinato - che ricordiamo non può avere durata superiore ai 6 mesi - la Naspi riprenderà fino al termine del periodo residuo.

È interessante capire però cosa succede qualora il rapporto di lavoro cessi prima della scadenza naturale del contratto a tempo determinato per decisione del lavoratore che presenta le dimissioni. Come noto, infatti, in caso di dimissioni (ad eccezione di quelle per giusta causa) non è possibile beneficiare dell’indennità di disoccupazione.

Una volta dimessi, quindi, la Naspi riprende oppure viene revocata? La risposta è che l’indennità viene comunque riattivata poiché il lavoratore è ancora sotto la tutela della domanda che aveva presentato in precedenza. Il lavoratore, infatti, non può perdere la Naspi per le dimissioni da un rapporto di lavoro differente da quello che ha dato luogo al beneficio.

L’unica cosa che non potrà fare, quindi, è chiedere una nuova indennità di disoccupazione per il periodo in cui è stato impiegato al momento della sospensione dell’indennità, poiché dal momento che il rapporto di lavoro è cessato per le dimissioni del dipendente questo non acquisisce il diritto alla Naspi.

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