Sondaggi politici Italia e Usa, il confronto tra il calo di popolarità di Trump e Meloni

Simone Micocci

23 Giugno 2026 - 13:13

Giorgia Meloni sta davvero perdendo popolarità come dichiarato dal Presidente Usa? Sì, ma la situazione di Trump negli Stati Uniti è ben peggiore.

Sondaggi politici Italia e Usa, il confronto tra il calo di popolarità di Trump e Meloni

Giorgia Meloni sta perdendo popolarità nel suo Paese”.

Così Donald Trump ha giustificato la presunta richiesta di una foto insieme che, a suo dire, gli sarebbe stata rivolta dalla presidente del Consiglio italiana. Una ricostruzione smentita da Giorgia Meloni, ma che ha comunque acceso il confronto tra i due leader anche sul piano del consenso interno.

Ma tra Giorgia Meloni e Donald Trump chi sta davvero perdendo popolarità? Del calo dei consensi di Fratelli d’Italia abbiamo già avuto modo di parlare più volte e i nuovi sondaggi politici realizzati da Swg per il Tg La7 aggiungono un ulteriore elemento, visto che il partito della presidente del Consiglio arretra dello 0,2%, perdendo una parte del recupero registrato nelle scorse settimane.

Una situazione che non va sottovalutata, soprattutto per la variabile rappresentata da Futuro Nazionale, che potrebbe incidere sugli equilibri del centrodestra e complicare una riconferma del governo alle prossime elezioni.

Tuttavia, più che di vero e proprio calo di popolarità, nel caso di Giorgia Meloni sarebbe più corretto parlare di flessione. D’altronde, se si votasse oggi e i sondaggi politici venissero confermati dalle urne, Fratelli d’Italia potrebbe persino ottenere un risultato superiore rispetto a quello delle Politiche del 2022.

Questo, però, potrebbe non bastare per garantire automaticamente una nuova maggioranza di governo. Nel frattempo, infatti, Lega e Forza Italia hanno perso terreno rispetto al passato, rendendo più fragile l’equilibrio complessivo della coalizione. Da qui la necessità, per il centrodestra, di prendere seriamente in considerazione anche l’eventualità di un allargamento della maggioranza, con il possibile coinvolgimento dell’area politica che fa riferimento a Roberto Vannacci.

Ma è davvero Giorgia Meloni a doversi preoccupare di più per il calo della popolarità? Guardando ai sondaggi Usa, la situazione appare decisamente più complicata per Donald Trump, che oggi attraversa uno dei momenti più difficili da quando è tornato alla Casa Bianca in termini di consenso personale.

Il presidente americano deve infatti fare i conti con un livello di approvazione in calo e con un clima politico sempre più teso, proprio mentre si avvicinano le elezioni di metà mandato per il rinnovo del Congresso.

I sondaggi politici in Italia

Come anticipato, molto dipende dal punto di vista da cui si guardano i sondaggi politici italiani. È vero, infatti, che Fratelli d’Italia registra un nuovo calo dopo alcune settimane di ripresa, fermandosi al 27,7% secondo l’ultima rilevazione Swg per il Tg La7. Un dato in flessione dello 0,2% rispetto alla settimana precedente e soprattutto lontano dai livelli raggiunti tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, quando il partito di Giorgia Meloni era arrivato persino oltre la soglia del 30%.

Allo stesso tempo, però, il livello attuale di Fratelli d’Italia resta comunque superiore rispetto al risultato ottenuto alle elezioni politiche del 2022, quando il partito si fermò poco sotto il 26%. Per questo motivo, più che parlare di un crollo della popolarità di Meloni, sembra più corretto parlare di una flessione che al momento si è stabilizzata su valori ancora molto competitivi.

Il calo, inoltre, va letto anche alla luce dell’ascesa di Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci, che resta fermo al 5,3% e continua a rappresentare una variabile importante negli equilibri del centrodestra.

Nel frattempo, il Partito Democratico scende al 21,8%, perdendo lo 0,3% rispetto alla settimana precedente, mentre il Movimento 5 Stelle arretra al 13,2%, con un calo dello 0,1%. Nel centrodestra, invece, Forza Italia sale al 7,4% e guadagna lo 0,2%, mentre la Lega cresce leggermente al 5,4%, con un +0,1%. Verdi e Sinistra si attestano al 6,6%, in aumento dello 0,1%.

Tra le forze minori, Azione sale al 3,7%, Italia Viva al 2,5%, mentre +Europa resta ferma all’1,6%. Noi Moderati scende invece all’1,0%, Ora! resta stabile all’1,0% e le altre liste valgono complessivamente il 2,8%. Da segnalare anche il dato di chi non si esprime, stabile al 27%, a conferma di una quota ancora molto ampia di elettori indecisi o non collocati.

Sondaggi politici Usa, Trump deve essere più preoccupato di Meloni

Va molto peggio a Donald Trump. Se in Italia Giorgia Meloni deve fare i conti con una flessione dei consensi, negli Stati Uniti il presidente americano attraversa una fase decisamente più complicata. Secondo una rilevazione di American Research Group di fine maggio, infatti, oggi solamente il 31% degli statunitensi approva l’azione di Trump. Un dato in calo di un punto rispetto al mese precedente e, soprattutto, di 10 punti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Una perdita di consenso che arriva in un momento particolarmente delicato. A novembre, infatti, gli Stati Uniti saranno chiamati alle elezioni di metà mandato, le cosiddette midterm, un appuntamento fondamentale per capire quale sarà il margine di manovra dell’amministrazione Trump nella seconda parte della legislatura.

Ricordiamo, infatti, che in occasione delle midterm si rinnovano tutti i 435 seggi della Camera dei rappresentanti, i cui membri restano in carica due anni, e circa un terzo dei 100 seggi del Senato, dove invece il mandato dura sei anni. A questi si aggiunge il voto per molte cariche esecutive e legislative nei singoli Stati federati, compresi diversi governatori.

Ed è proprio per questo che il calo della popolarità di Trump può avere conseguenze molto pesanti. Storicamente, le elezioni di metà mandato tendono già a essere difficili per il partito del presidente, se a questo si aggiunge un livello di approvazione così basso, il rischio per i Repubblicani è quello di perdere la maggioranza in uno o in entrambi i rami del Congresso.

Uno scenario del genere sarebbe particolarmente pericoloso per Trump. Oggi i Repubblicani controllano sia la Casa Bianca che il Congresso, ma una vittoria democratica alle midterm potrebbe cambiare completamente gli equilibri politici a Washington. Una Camera o un Senato in mano all’opposizione renderebbero infatti molto più complicata l’approvazione delle misure volute dall’amministrazione e aprirebbero una fase di forte conflitto istituzionale.